...verso il

Partito Popolare Europeo

MAURIZIO EUFEMI

è stato eletto al Senato  nella XIV^ e XV^ legislatura

già Segretario della Presidenza del Senato

nella XVa Legislatura

ARTICOLI 2005-2006-2007

11 marzo 2008 - Lettera inviato al sole 24 ore su norme governance della Banca d'Italia
2 marzo 2008 - Dichiarazione sen. Eufemi sulla famiglia
Articolo sulle Banche Popolari comparso sulla rivista "Politica della Cooperazione", curata dall'Associazione nazionale fra le Banche popolari.
12 dicembre 2007 - Rassegna stampa sulla riforma Banche Popolari
12 dicembre 2007 - (Il Sole 24 Ore Radiocor) Banche popolari: fallito tentativo riforma Parlamento, palla a Governo
12 dicembre 2007 - Articolo pubblicato da l' "Avvenire" sulle Banche Popolari
12 dicembre 2007 - Articolo pubblicato da "Libero Mercato" sulle Banche Popolari
7 dicembre 2007 - Articolo pubblicato su "Avvenire"  relativo all'intervento del sen. Eufemi sul decreto sicurezza
29 novembre 2007 - Articolo pubblicato su "La Nuova periferia"  - edizione di Settimo e Torino a firma di Dario Bego.
26 novembre 2007 - Articolo comparso su "Corriere della Sera Economia": Berlusconi spacca anche il Polo degli economisti
21 novembre 2007 - Articolo che cita l'intervento sulle ferrovie del sen Eufemi, pubblicato a p.5 di "FREE NOTIZIE"
20 novembre 2007 - (Finanza & Mercati) Articolo sulle fondazioni bancarie
14 novembre 2007 - Articoli comparsi su "La Nuova Voce"
9 novembre 2007 - Italia Oggi - Scontro sulle Fondazioni
4 ottobre 2007 - (ANSA) ARRESTO EX BR: UDC, PER GRAVI REATI LIMITARE LEGGE GOZZINI
10 luglio 2007 - (Avvenire) Accolta la richiesta del centrista Eufemi: Festa dei Nonni, Le Poste annunciano per il 2 ottobre francobollo celebrativo
3 luglio 2007 - (La Voce Repubblicana) - Intervista al sen. Eufemi di Franco Palazzolo - Maurizio Eufemi (UDC) ritiene che le querele di Speciale contro Romano Prodi e Padoa-Schioppa siano legittime
14 giugno 2007 - (Agenzia Reuters) INTERVISTA - Riforma popolari, Eufemi: Fondazioni "giù le mani"
20 maggio 2007 - (ANSA) DICO: EUFEMI, FASSINO PRAGMATICO, BINDI VELLEITARIA
19 maggio 2007 - (TORINO CRONACA, Dai Comuni, pag. 19) Pendolari infuriati. La situazione delle ferrovie discussa anche al Senato della Repubblica
16 maggio 2007 - (ANSA, Il Sole 24 Ore Radiocor) : Banche Popolari; EUFEMI, PERPLESSO SU BOZZA RIFORMA
15 maggio 2007 - (ANSA) FISCO: EUFEMI (UDC), VISCO E' FUORI DALLA REALTA
12 maggio 2007 - (Il Tempo) Banche Popolari, Eufemi: "La rifoma non sia a vantaggo dei soliti noti"
12 maggio 2007 - (AVVENIRE, economia e lavoro, p. 24) Banche popolari, tensione sulla riforma
11 maggio 2007 - (ANSA, Velino) EUFEMI, GIU' LE MANI DALLE POPOLARI
8 maggio 2007 - (ANSA, DIRE) Intervento sen. Eufemi su somministrazione farmaci ai bambini
20 aprile 2007 - (Il Tempo) Riforma delle Popolari in tempi brevi, il senatore Maurizio Eufemi,.auspica una legge condivisa da tutti gli schieramenti
18 aprile 2007 - (Il Tempo) Articolo sulle società cooperative
12 aprile 2007 - (Finanza & Mercati) «La riforma delle Popolari partirà a maggio»
10 aprile 2007 - (Reuters) Dichiarazioni del sen. Eufemi su riforma banche popolari
10 aprile 2007 - (AGI, DIRE) Eufemi sulle considerazioni di Gentiloni a proposito di Telecom
3 aprile 2007 - (Il Sole 24 ore - Radiocor) Riforma banche popolari - Proposte aumento tetto 0,5% a possesso azioni tra 1% e 5%
27 marzo 2007 - (Il Sole 24 Ore Radiocor) Iva auto: Ddl Eufemi (Udc) proroga termine richieste rimborsi al 31/5
22 marzo 2007 - (AVVENIRE p. 11) Iniziativa pro-vita e famiglia: torna intergruppo dei cattolici di Cdl e Unione in Parlamento
21 marzo 2007 - FAMIGLIA: TEODEM E CATTOLICI CDL, INCONTRO SU MISURE COMUNI
19 marzo 2007 - (ECO) Conti pubblici: Eufemi, Padoa-Schioppa dia dati completi a Parlamento
15 marzo 2007 - (Avvenire di  giovedì 15/3/2007, p. 11) -  Radici cristiane della Ue? Senato dice no.
14 marzo 2007 - (ANSA) UE: SENATO; SU ODG CDL RADICI CRISTIANE VOTANO ANCHE TEODEM
14 marzo 2007 - (ANSA) SENATO: PALETTI A MUNICIPALIZZATE SU SERVIZI POST-CONTATORE
14 marzo 2007 - (DIRE) MINORI. RITALIN, EUFEMI IN AULA AL SENATO: GOVERNO CHIARISCA

1 marzo 2007  (ADN-KRONOS) GOVERNO: EUFEMI (UDC), CHIARIRE SE PRESIDENTE ARGENTINO INTERVENUTO SU PALLARO -INTERROGAZIONE A PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

1 marzo 2007 - (DIRE, AGI, ADN-KRONOS) RAI. EUFEMI(UDC): CUILLO SGRADEVOLE, SOLIDARIETA' A DIRETTORE TG2
28 febbraio 2007 - (Avvenire) Dico, battaglia di tatticismi e ambiguità La sinistra prende tempo e invia messaggi cifrati. Vendola: meglio scegliere il canale parlamentare
23 febbraio 2007 - (APCOM, AGI) Interventi del sen. Eufemi sulla crisi di Governo
19 febbraio 2007 - (ANSA)  FISCO: EUFEMI(UDC), CON ADDIZIONALE IRPEF AUMENTA TASSAZIONE

15 febbraio 2007 - (AGI, IL SOLE 24 ore, ) UE: Intervento del sen. Eufemi su Basilea 2

12 febbraio 2007 - (ANSA) DICO: EUFEMI (UDC) A BINETTI, AGISCI SECONDO COSCIENZA
7 febbraio 2007 - (L'Avvenire, pag. 10)  L'Ulivo scopre il quoziente familiare
7 febbraio 2007 - (DIRE) . Intervento del sen. Eufemi su puntata di  "Invasioni Barbariche" di LA7 che promuove l'uso di psicofarmaci sui bambini.
29 gennaio 2007 - (ANSA) DDL GENTILONI: EUFEMI (UDC), SINISTRA RISPETTI AUTHORITY
29 gennaio 2007 - (AGI) PACS: EUFEMI, NO A FAMIGLIE CO.CO.CO.
25 gennaio 2007 - (Il Sole 24 ore Radiocor, AGI, ANSA) - Finanziaria: Padoa Schioppa rinnega la sua manovra
18 gennaio 2007 - (Il Sole 24ore Radiocor, AGI) - Dichiarazioni sen. Eufemi su Alitalia e fischi a Padoa-Schioppa
17 gennaio 2007 - (AGI) - Eufemi: Anche sulle Authority divisioni nel governo
4 gennaio 2007 - (Italia Oggi) - Nuove regole di bilancio
20 dicembre 2006 - (Reuters) Eufemi presenta ddl sulle banche popolari cooperative
14 dicembre 2006 - (ASCA, AGI, DIRE, ANSA) EUFEMI DENUNCIA L'UNILATERALE ATTENZIONE VERSO PACS E COPPIE DI FATTO A SCAPITO DEI FIGLI
11 dicembre 2006 - FINANZIARIA:  EUFEMI (UDC ): BOOM DELLE ENTRATE DI CUI TENERE CONTO
11 dicembre 2006 - FINANZIARIA: EUFEMI(UDC), ESAME LENTO PER COLPA MAGGIORANZA
9 dicembre 2006 - "ANSA" FINANZIARIA: EUFEMI, GRANDI E' STATO COSTRETTO A RIENTRARE
7 dicembre 2006 - (ANSA, DIRE, AGI,  ASCA, 9 COLONNE) Dichiarazioni del sen. Eufemi su Finanziaria e unioni di fatto.
6 dicembre 2006 - (ANSA) FINANZIARIA:EUFEMI,GOVERNO NON ASCOLTA ESIGENZE UNIVERSITARI GRAVE BOCCIATURA EMENDAMENTO SU ESTENSIONE ASSEGNI FAMILIARI
6 dicembre 2006 - (Avvenire, pag.9) SUCCESSIONI, CONVIVENTI EQUIPARATI AI CONIUGI. DA ROMA
1 dicembre 2006 - Articolo di "Finanza e Mercati" sulle Fondazioni con intervista al sen. Eufemi
30 novembre 2006 - FONDAZIONI BANCARIE: EUFEMI, NO A COLPI DI MANO ED ESPROPRI (AGI ,ANSA, Radiocor e Apcom)
30 novembre 2006 - Il sole 24 ore: Riforma della sessione di bilancio
29 novembre 2006 - (DIRE):FINANZIARIA. PARITA' IN COMMISSIONE FINANZE, NIENTE PARERE
29 novembre 2006 - (AGI): FINANZIARIA: EUFEMI, MAGGIORANZA COME SILVAN SOLO ILLUSIONI
28 novembre 2006 - (La Stampa) C'è l'accordo bipartisan "Basta col bazar riformiamo la manovra"
24 novembre 2006 - Avvenire: Eufemi su imposta di successione
26 ottobre 2006 - TAV: BUTTIGLIONE, IL TEMPO UTILE ORMAI STA SCADENDO
25 ottobre 2006 - Lo smemorato dell'Ici  - Addizionale Ici, una tassa dimenticata
29 settembre 2006 - (Finanza e Mercati) Il Governo chiude il rubinetto per i rimborsi IVA
9 settembre 2006 - Eufemi: No alle modifiche estimi affidate ai comuni
19 luglio 2006 - Manovra: Immobili, Eufemi, quadro più incerto
17 luglio 2006 - Dl manovra: emendamento Eufemi, no Iva al 20% su cioccolato,sostituirlo con la birra. Altra modifica su Iva immobili
3 luglio 2006 - Eufemi: Bene Cardia, si al miglioramento rapporto tra Autorità
26 giugno 2006 - Eufemi: "Messaggio diseducativo del Ministro della Salute"
11 giugno 2006 - ANSA - Eufemi: Bioetica, subito in Aula al Senato mozione CdL
18 febbraio 2006 - Sugli immobili preferita la Cdl
9 febbraio 2006  - Lanci Agenzie su relazione finale Commissione sui crimini nazisti
9 febbraio 2006  - Relazione finale Commissione sui crimini nazisti
26 Gennaio 2006 - Il Sole 24 Ore, Fondazioni, ultimo duello sul 30%. - No del relatore alle modifiche - Tremonti: convocheremo il Cicr
25 gennaio 2006 - Il Sole 24 Ore, Finanze e mercati,- Approda oggi al Senato il decreto che rinvia l'entrata in vigore di alcune disposizioni contenute nella legge
12 gennaio 2006 - La Commissione Finanze del Senato stanzia 100 mila euro - Fondi per gli impianti sportivi Il sindaco Bertinetti ringrazia il senatore Udc Eufemi
4 Gennaio 2006 - Eufemi porta in Senato i problemi dei pendolari della tratta ferroviaria Settimo-Torino
3 gennaio 2006 - Collina, fondi in arrivo dal Senato
2 Gennaio 2006 - Contributi Statali - PIOVONO EURO PER LA COLLINA
9 novembre 2005 - Gratta e vinci olimpico proposto dal sen,. Eufemi .Giochi - una lotteria da 20 milioni di euro
7 novembre 2005 - FINANZIARIA: EUFEMI (UDC), UN RITO INUTILE, VA RIVISTO SI E' ALTERATO RAPPORTO GOVERNO-PARLAMENTO (Ansa)
3 novembre 2005 - Risparmio: No modifiche in finanziaria
28 ottobre 2005 - Fisco e immobili Chiese e non profit, torna l'esenzione dall'Ici
27 ottobre 2005 - Finanziaria, esenzione Ici per enti religiosi e non profit 
23 ottobre 2005 - Il sen. Eufemi e le nuove professionalità (Intervento al convegno Unionquadri di Torino)
16 settembre 2005 - MAURIZIO EUFEMI (SENATORE UDC) «DETRARRE PIÙ SPESE PER COMBATTERE IL NERO»
4 Settembre 2005 - Maurizio Eufemi (Udc) "La lobby che attacca Fazio vuoi conquistare le banche".
31 agosto 2005 - Mauzio Eufemi: "Azionariato Banca d'Italia a Tesoro è pura follia"
26 Agosto 2005 - "Attacchi khomeinisti contro l'integrità del Governatore" 
4 agosto 2005 - Concludiamo l'inchiesta "Un giorno in Parlamento", con gli eletti nel nostro collegio. Dopo il deputato Enrico Buemi (21 luglio) ed il senatore Giuseppe Vallone (28 luglio) tocca ora al senatore Maurizio Eufemi.
3 agosto 2005 - intervista a MAURIZIO EUFEMI (UDC) «PIÙ AUTONOMIA COL MANDATO A VITA»
28 luglio 2005 - Dichiarazione del sen. Eufemi sulla vicenda Fazio
27 luglio 2005 - Dichiarazioni del sen. Eufemi riportate dalle Agenzie
27 luglio 2005- -Dichiarazioni del sen. Eufemi sul governatore Banca d'Italia : 
19 luglio 2005  Dichiarazioni del sen. Eufemi riportate dalle Agenzie
29 Giugno 2005 Il Sole 24 ore  Cambiate le norme su banca-impresa e muraglie cinesi Il Senato dà più poteri a Fazio
23 giugno 2005 (ANSA) - DDL RISPARMIO E FONDAZIONI BANCARIE - LA CORREZIONE NON E' CONTRO MPS
23 giugno 2005 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - DDL RISPARMIO E FONDAZIONI BANCARIE - I RILIEVI DELL'OPPOSIZIONE
23 giugno 2005 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - DDL RISPARMIO E FONDAZIONI BANCARIE
14 giugno 2005 ANSA - PROCREAZIONE: EUFEMI (UDC), E'ORA DI MIGLIORARE LEGGE ABORTO HA 30 ANNI, VOGLIAMO CONOSCERE I RISULTATI DELL'APPLICAZIONE 
9-giugno2005 Il sole 24 ore - Per il Ddl sul risparmio in arrivo 382 emendamenti di maggioranza e opposizione Banche, assicurazioni oltre il 15%
3-giugno-2005 MF Risparmio, il Senato pronto a restaurare i poteri di Bankitalia
3-giugno-2005 MF Arriva la norma Unipol - Secondo i relatori relatori del ddl, le imprese assicuratrici potranno crescere
oltre il 15% nelle banche.

11 marzo 2008 - Lettera inviato al sole 24 ore su norme governance della Banca d'Italia

2 marzo 2008 - Dichiarazione sen. Eufemi sulla famiglia

FISCO: EUFEMI (UDC), SU FAMIGLIA BERLUSCONI HA MEMORIA CORTA

(ANSA) ''Berlusconi ha la memoria corta. La vera vergogna e' non avere realizzato la riforma fiscale per la famiglia'': lo sostiene in una nota Maurizio Eufemi, capogruppo Udc in Commissione Finanze e Tesoro al Senato. ''La vera vergogna - aggiunge - e' non avere esercitato la delega per la riforma fiscale della famiglia come fortemente voleva l'Udc in linea con il Forum delle Famiglie. Berlusconi non sposti l'attenzione dai problemi reali del Paese, non sia ossessionato dalla par condicio. Pensi a quella straordinaria occasione perduta dal suo governo. E la responsabilita' e' doppia perche' il Parlamento aveva dato una delega piena con la legge 80 del 2003 che non e' stata esercitata nei tempi dovuti dal suo Ministro Tremonti. Nella sua furia ossessiva verso l'Udc ritiene forse che anche la riforma fiscale e' tra le cose da imputare all'Udc come impedimento nella realizzazione dei suoi programmi? Da parte nostra siamo orgogliosi delle nostre scelte perche' siamo fortemente contrari al pensiero unico berlusconiano che si va materializzando nella grande destra. Preferiamo il pluralismo al quale siamo stati educati dal pensiero sturziano e degasperiano''.

Articolo sulle Banche Popolari comparso sulla rivista "Politica della Cooperazione", curata dall'Associazione nazionale fra le Banche popolari.

 

 Le Banche Popolari italiane riuniscono oltre un milione di soci e sono al servizio di circa 10 milioni di clienti, sono parte integrante ed attiva di un movimento europeo che conta circa 4.500 aziende, 60 milioni di soci, 140 milioni di clienti e 60.000 sportelli.
Le caratteristiche di prossimità e mutualità sono quelle che differenziano maggiormente l’operatività delle Banche Popolari rispetto alle altre banche. La mutualità delle Banche Popolari deriva da precisi principi costituzionali, d'altronde, che le banche popolari siano di pieno diritto cooperative mutualistiche, è stato definitivamente riconosciuto, oltre che dal legislatore nazionale,
anche dalla Commissione europea. Se tale mutualità non può dirsi esclusivamente sostanziata nella previsione della gestione di servizio in favore dei soci, diventano tratti distintivi del rapporto di cooperazione l’interesse dei soci ad ottenere finanziamenti e/o investire nella prospettiva di un utile temperato dalla coesistenza di scopi di incentivazione di economie individuali e del territorio di riferimento della banca. La mission delle Banche popolari risiede, infatti, nella capacità di coniugare la mutualità diretta verso il singolo socio, seppure non prevalente rispetto all'attività complessiva, con la mutualità collettiva, con significative iniziative a favore dei territori di insediamento.
La peculiare governance delle Banche Popolari (basata su voto capitario, limite al possesso azionario e il gradimento per l’ammissione a socio) lungi dal rappresentare possibile elemento di autoreferenzialità del management, consente la realizzazione della funzione sociale tipica di queste banche che e il sostegno alle piccole e medie imprese presenti nei territori serviti. Il modello strutturale della Banca Popolare consente agli amministratori, da un lato, di adottare politiche gestionali dirette
alla creazione di valore nel lungo periodo; dall’altro, di operare interventi nelle economie locali instaurando relazioni creditizie durature.
La forma societaria cooperativa non è  un impedimento per le operazioni di fusione ed acquisizioni nazionali e transfrontaliere; non è di intralcio al funzionamento dei mercati, ma ne esalta la efficienza e la stabilità, permettendo la competizione tra forme di impresa alternative.
Per quanto riguarda i limiti al possesso azionario, in particolare, Il tentativo di creare soglie diverse per le popolari quotate e non quotate compromette l'unità della Categoria e della relativa disciplina, aprendo la strada ad una deriva delle Popolari maggiori verso la trasformazione in S.p.A. e verso la scalata da parte dei maggiori gruppi nazionali e non.
Tutto ciò non significa che non si possa innovare rispetto al limite al possesso azionario prevedendo un consistente innalzamento dello stesso, fino al doppio o al triplo di quello attuale, lasciando alla autonomia statutaria la fissazione entro tale massimale del limite ritenuto congruo. E' anche ipotizzabile, volendo, un limite ancor più elevato per gli OICR e per i fondi pensione che partecipano al capitale social delle Popolari quotate.
In virtù dell’indissolubile legame tra i connotati fisionomici caratterizzanti le Banche Popolari e le ragioni d’interesse generale che attraverso essi vengono perseguite, la vocazione localistica di queste banche - proprio perché connessa alla forma
societaria cooperativa rivestita e alla peculiare governance sinteticamente descritta - rimane inalterata indipendentemente dalle dimensioni e dalla eventuale quotazione delle singole Banche Popolari. Fatte tali doverose premesse, è opportuno fare alcune osservazioni quanto alle singole proposte di riforma si possono puntualizzare le seguenti osservazioni:


a) Sollecitazione delle deleghe: deve respingersi fermamente la proposta di rendere applicabile anche alle banche popolari quotate la disciplina della sollecitazione delle deleghe di voto prevista dal TUF per le società per azioni quotate in quanto diretta a svuotare di sostanza il principio del voto capitario, minandone l’efficacia. Peraltro si può, al limite, prendere in considerazione il proposito di accrescere la rappresentatività delle assemblee attraverso un più ampio ricorso alle deleghe,
sempre nel limite massimo previsto dal Codice civile, fermo restando il comma 4 dell'art. 137 del Tuf.


b) Trasformazione in S.p.A.: quanto al proposito di semplificare le trasformazioni delle banche popolari in società per azioni nonché la partecipazione delle banche popolari stesse ad operazioni di ”fusione trasformante", non si può non porre l’accento sulla illegittimità di qualsivoglia provvedimento, che possa sottrarre alla competenza delle assemblee decisioni in merito ad un
modello in via autonoma adottato da soggetti privati nell’esercizio di una attività d’impresa.


c) Clausola di gradimento per l’ammissione a socio: La clausola di gradimento per l'ammissione a socio, lungi dal rappresentare un principio "anacronistico" favorisce la formazione di compagini tendenzialmente più coese e motivate rispetto ad altre realtà societarie. ll gradimento del socio è tuttora espressione della natura cooperativa della società, in cui conta l'elemento personale. Quanto alla presenza di investitori istituzionali negli Organi sociali, non si capisce dove sia il problema. Nessuno contesta l'opportunità della presenza di rappresentanti degli OICR negli organi di amministrazione-controllo. Si contesta il metodo di elezione, poiché la nomina, come per tutti gli altri componenti, non può avvenire al di fuori dell’assemblea dei soci. Peraltro, si potrebbe giungere ad un testo che garantisca la presenza di almeno un esponente degli investitori istituzionali negli organi sociali delle Banche Popolari quotate, lasciando alla autonomia statutaria la determinazione delle modalità della relativa nomina da parte dell'assemblea. Un intervento urgente è quello relativo al peso dei dipendenti negli organi di direzione delle banche popolari. Sarebbe opportuno limitare tale rappresentanza attraverso una pre-assemblea, sul modello cooperativo europeo che limita al 10-15% la presenza degli stessi.


In conclusione, le maggiori popolari hanno saputo mantenere e rafforzare i legami con il territorio e con la clientela di riferimento, hanno superato le crisi, hanno saputo trovare le soluzioni idonee al loro modello originale e possiedono le risorse per affrontare con coraggio e creatività le nuove sfide poste dalla trasformazione del mercato.
Come è stato recentemente ed autorevolmente affermato si deve chiedere "al legislatore e al regolatore di tutelare proattivamente la ricchezza rappresentata dal pluralismo delle forme d'impresa. Evitando il rischio del pensiero unico. Evitando il pericolo che l’unico paradigma al quale riferirsi quando si legifera, si governa, si controlla, si studia, si informa, sia la società di capitali".

 

E' dunque un modello vincente, che vogliamo salvaguardare. Meglio nessuna riforma che una cattiva e dannosa riforma"


Sen. Maurizio Eufemi

12 dicembre 2007 - Rassegna stampa sulla riforma Banche Popolari

Articoli comparsi su: Il Sole 24 ore, Finanza & Mercati, Libero Mercato, MF, Corsera, l'Unità, Italia oggi, La Padania, l'Eco di Bergamo, l'Avvenire, Panorama Economi

12 dicembre 2007 - (Il Sole 24 Ore Radiocor) Banche popolari: fallito tentativo riforma Parlamento, palla a Governo

Benvenuto: "Non c'e' una posizione comune nella Commissione" -

E' fallito il tentativo di riforma di iniziativa parlamentare delle banche popolari. La fumata nera e' giunta dall'atteso incontro al Senato tra il vice ministro dell'Economia, Roberto Pinza, il presidente della commissione Finanze, Giorgio Benvenuto, e i capigruppo di maggioranza e opposizione. "Non e' stato possibile avere una proposta della Commissione - ha detto Benvenuto - non c'e' una posizione comune e quindi la parola passa al Governo".

Benvenuto: "Penso che Esecutivo prendera' un'iniziativa"

Bocca cucita, per il momento, da parte del vice ministro Pinza, che ha lasciato la riunione informale, che si e' svolta nello studio del presidente Benvenuto, senza voler rilasciare dichiarazioni. Certo e' che Pinza ha sempre sostenuto che se fosse fallito il tentativo parlamentare, il Governo avrebbe preso l'iniziativa. A questo punto l'Esecutivo dovra' valutare il da farsi e, eventualmente, con quale strumento (decreto legge o decreto legislativo) far decollare la riforma delle banche popolari, che e' stata sollecitata piu' volte anche dal Governatore di Bankitalia, Mario Draghi. "Lo sforzo che era stato fatto - ha spiegato Benvenuto - non ha prodotto i risultati attesi, perche' doveva essere un'iniziativa unanime e questo non e' stato possibile. E' stato comunque importante fare questa verifica chiesta dal senatore Eufemi. Il dato importante che voglio sottolineare - ha aggiunto - e' che le opinioni sono trasversali, non c'e' una posizione di maggioranza ne' una di opposizione, ci sono proposte diverse nella maggioranza e opinioni diverse nell'opposizione. E' stata quindi una discussione senza vincoli di coalizione. Per quanto mi riguarda, penso che la questione non finisce qui, la situazione e' dinanzi agli occhi di tutti: ci sono dei problemi urgenti che richiedono un intervento. Praticamente termina qui il tentativo di trovare una soluzione nella Commissione. Non siamo stati capaci di trovare un'intesa, i problemi ci sono - ha concluso Benvenuto - ma penso che sia una questione che ora affrontera' il Governo, che ha pazientato per un anno, ma che penso prendera' l'iniziativa". Amm

E l'Esecutivo si prende una pausa di riflessione

"Ora il Governo ha le mani libere, cosi' come i singoli gruppi parlamentari", ha spiegato Benvenuto, secondo cui Udc, Lega e Prc hanno manifestato la volonta' di innalzare dallo 0,5% all'1% il tetto al possesso azionario dei singoli investitori e al 3% quello per i fondi di investimento. Ma non e' stato solo il tetto al possesso azionario a far arenare sulle secche la riforma 'parlamentare' delle popolari. Sulle soglie sono state si' registrate le divergenze della vigilia (il vecchio testo prevedeva rispettivamente il 3% e il 5%), ma la novita' che ha portato alla definitiva rottura e' stato il tentativo di alcune forze politiche di inserire aspetti che sembravano essere stati superati dopo il 'naufragio' del primo testo base di Benvenuto. All'incontro erano presenti oltre al vice ministro Pinza e al presidente della Commissione Benvenuto, anche Maurizio Eufemi (Udc), Paolo Cantoni (Fi), Paolo Franco (Lega), Antonio Girfatti (Dc per le Autonomie), Giuliano Barbolini (Pd), Salvatore Bonadonna (Prc). Pinza, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti alla riunione, avrebbe preso tempo, senza anticipare le intenzioni del Governo, spiegando che 'e' stato impiegato un anno per esaminare questa iniziativa ed ora possiamo prenderci un momento di riflessione'. Un'iniziativa, quindi, che fino a ieri pareva poter decollare e che oggi ha subito invece una battuta d'arresto, forse definitiva. "Personalmente ero piu' ottimista", ha detto il capogruppo dell'Udc in commissione Finanze, Maurizio Eufemi: "Pensavo si potesse discutere sui numeri, sull'innalzamento delle quote al possesso azionario, e invece qui e' in discussione il modello stesso delle popolari". Le ipotesi di partenza, infatti, sono state rimesse in discussione a partire dalla distinzione tra banche quotate e non quotate in Borsa, che sarebbe stata proposta da Benvenuto, passando anche per le 'fusioni trasformanti', per arrivare alle assemblee a distanza. Ma anche se non si puo' non prendere atto del fallimento del tentativo di riforma parlamentare, Eufemi non perde la speranza di poter fare una riforma che venga dalle Camere: "La riforma delle popolari la voglio, non voglio che la faccia il Governo, va fatta in Parlamento. D'altronde - ha concluso Eufemi - in politica tutto e' possibile".

12 dicembre 2007 - Articolo pubblicato da l' "Avvenire" sulle Banche Popolari

12 dicembre 2007 - Articolo pubblicato da "Libero Mercato" sulle Banche Popolari

Le nuove Popolari soltanto tra tre anni

7 dicembre 2007 - Articolo pubblicato su "Avvenire"  relativo all'intervento del sen. Eufemi sul decreto sicurezza

La "tendenza sessuale" nel DDL

29 novembre 2007 - Articolo pubblicato su "La Nuova periferia"  - edizione di Settimo e Torino a firma di Dario Bego.

L'80% delle vetture ferroviarie non garantisce alcuna sicurezza

26 novembre 2007 - Articolo comparso su "Corriere della Sera Economia": Berlusconi spacca anche il Polo degli economisti

pag.1 - Pag. 2

21 novembre 2007 - Articolo che cita l'intervento sulle ferrovie del sen Eufemi, pubblicato a p.5 di "FREE NOTIZIE"


 

20 novembre 2007 - (Finanza & Mercati) Articolo sulle fondazioni bancarie
14 novembre 2007 - Articoli comparsi su "La Nuova Voce"

Cattivo funzionamento linea "Canavesana"

Lavori sul Traforo di Pino Torinese

       

 

 

9 novembre 2007 - Italia Oggi - Scontro sulle fondazioni -articolo di Stafano Sansonetti

4 ottobre 2007 - (ANSA) ARRESTO EX BR: UDC, PER GRAVI REATI LIMITARE LEGGE GOZZINI

Una interpellanza al ministro della Giustizia e al ministro dell'Interno ''per sapere ogni notizia sull'arresto a Siena del brigatista Cristoforo Piancone, sulle le ragioni per le quali gli era stato concesso il regime di semiliberta' e per sapere le iniziative assunte per controllare i criteri e l uso complessivo della legge Gozzini che si tende ad abusare nella sua applicazione'' e' stata presentata dai senatori dell'Udc Nedo Poli e Maurizio Eufemi. In particolare i due senatori chiedono al governo di chiarire la sua posizione in merito all'accertamento e la verifica dei presupposti previsti per l'applicazione della Gozzini, al rispetto di tutti i presupposti e dei requisiti formali e sostanziali che legittimano i benefici premiali; inoltre, sollecitano spiegazioni sulla relazione tra cooperative sociali e amministrazioni comunali nell'utilizzo della legge Gozzini. Tra l'altro Poli ed Eufemi chiedono ai due ministri ''se di fronte all'allarme suscitato nella opinione pubblica da questo gravissimo episodio che offende la memoria delle vittime del terrorismo e in particolare la famiglia Berardi'' non si ritiene di ''adottare un provvedimento di urgenza che limiti i benefici della legge Gozzini per taluni gravissimi reati''.

10 luglio 2007 - (Avvenire) Accolta la richiesta del centrista Eufemi: Festa dei Nonni, Le Poste annunciano per il 2 ottobre francobollo celebrativo

Roma - I nonni d'Italia stanno per avere il loro francobollo. L'apposita commissione di  Poste Italiane ha dato, infatti, il via libera all'emissione di un francobollo celebrativo della festa nazionale dedicata ai nonni (2 ottobre). Una richiesta in tal senso era stata presentata dal senatore dell'UDC, Maurizio Eufemi, dopo che la legge approvata a luglio del 2005 aveva introdotto questa nuova ricorrenza nel calendario nazionale. L'emissione è prevista per il 2 ottobre 2007, proprio in concomitanza con la festa.

3 luglio 2007 - (La Voce Repubblicana) - Intervista al sen. Eufemi di Franco Palazzolo - Maurizio Eufemi (UDC) ritiene che le querele di Speciale contro Romano Prodi e Padoa-Schioppa siano legittime (L'intervista)

14 giugno 2007 - (Agenzia Reuters) INTERVISTA - Riforma popolari, Eufemi: Fondazioni "giù le mani"

ROMA - All'indomani dell'avvio di una fitta serie di audizioni al Senato sulla riforma del sistema del credito e delle popolari in particolare, Maurizio Eufemi accusa il sistema delle Fondazioni di origine bancaria di voler mettere le mani sulle popolari e mandare segnali "trasversali" alla Banca d'Italia per raggiungere tale scopo.

Il senatore dell'Udc, membro del comitato ristretto delle commissione Finanze del Senato che sta esaminando il progetto di riforma, sostiene che segnali in questo senso si sarebbero rilevati nell'audizione di ieri del presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti. "E' emerso in tutta evidenza il conflitto di interessi delle Casse di risparmio rispetto alla Banca d'Italia. Il fatto stesso che chiedano un indennizzo per le loro quote nella proprietà della Banca centrale, vuol dire che puntano al 'tesoretto' della Banca d'Italia, cioè alle sue riserve", dice Eufemi nel corso di una intervista alla Reuters.

Il senatore collega questo fatto ad una presunta volontà da parte delle Fondazioni "di farsi forti di questo con la banca centrale per ottenere un via libera su altre operazioni e mettere le mani sulle popolari". Di fatto ieri Guzzetti ha ripetuto in Parlamento quanto i soci privati della Banca d'Italia vanno dicendo dallo scorso anno: che, cioè, sono disponibili a cedere le loro quote come previsto dalla riforma del Risparmio purché le partecipazioni vengano correttamente remunerate. A questa obiezione Eufemi risponde che "l'intenzione è apparsa chiara ieri nel tono dell'intervento di Guzzetti che aveva omesso di leggere questa parte del suo intervento, presente invece nel testo scritto che ci era stato consegnato, e dal tono con il quale ha risposto alle mie obiezioni". In un promemoria consegnato in commissione dal responsabile dell'Area normativa della vigilanza di Bankitalia Giovanni Castaldi si dice che "le Fondazioni bancarie potrebbero svolgere un ruolo" nelle popolari, soprattutto nelle non quotate.

Sulla riforma delle popolari Mario Draghi ha espresso il suo parere anche nel corso delle Considerazioni finali all'Assemblea del 31 maggio: "Nella disciplina delle banche popolari sono mature le condizioni per una riforma, cui è auspicabile concorrano le stesse banche con spirito costruttivo", ha detto Draghi in quell'occasione. Il governatore ha osservato che un ordinamento originariamente disegnato per aziende di dimensione contenuta si rivela per alcuni profili inadeguato di fronte alle basi proprietarie sempre più ampie e frazionate che emergono dai processi di consolidamento. "Sono condivisibili le iniziative legislative finalizzate ad ampliare i limiti individuali di partecipazione, rafforzare il ruolo degli investitori istituzionali ed estendere i meccanismi di delega, senza stravolgere la natura cooperativa degli intermediari", ha aggiunto Draghi.

Secondo Eufemi invece "c'è una volontà di mettere mano ai vincoli sulle deleghe in assemblea delle popolari e sui limiti del possesso azionario". Su questi temi in commissione è già stato raggiunto un accordo bipartisan che mantiene il voto capitario, eleva il limite di possesso azionario dallo 0,5% all'1%, prevede per i fondi di investimento di poter mettere limiti più elevati, ammette le deleghe in assemblea, ma con un limite.

"Se si vogliono cambiare queste norme, noi non ci stiamo. Se si vogliono equiparare i fondi alle fondazioni (che non possono essere considerate degli investitori istituzionali in quanto non hanno sottoscrittori ai quali rendere conto dei propri investimenti), noi non ci stiamo. Un conto poi è portare il limite per i fondi al 3%, un conto è elevarlo al 10%: qual è la soluzione ottimale finora nessuno l'ha detto. Ma se si vogliono stravolgere le popolari noi non ci stiamo", taglia corto Eufemi.

L'esponente dell'Udc aggiunge: "Ieri in commissione ho detto che si vuole fare passare il nostro sistema bancario da una foresta pietrificata ad una foresta partecipata, ma questo è solo il revival del modello Visco degli anni passati di trasformare le Popolari in fondazioni ed io ripeto: noi non ci stiamo".

La prossima settimana proseguiranno le audizioni con una serie di importanti appuntamenti: è atteso l'intervento al Senato di Corrado Passera per Intesa Sanpaolo <ISP.MI> e di Alessandro Profumo <CRDI.MI> per Unicredit, oltre che del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. I lavori del Senato sulla riforma è previsto che si concludano prima della pausa estiva, ma la strada che fino a qualche settimana fa sembrava in discesa per la riforma dopo l'accordo potrebbe complicarsi visto il tono di queste dichiarazioni di Eufemi alla Reuters.

Alla obiezione che un accordo di massima era già stato trovato, l'esponente Udc taglia corto: "E' chiaro che se vediamo che si vuole favorire qualcuno come le Fondazioni noi non ci staremo. Vogliamo vendere cara la pelle". ((Paolo Biondi, in redazione a Roma Giuseppe Fonte, Reuters Messaging: paolo.biondi.reuters.com@reuters.net - +39 06 85224357 - rome.newsroom@reuters.com))

20 maggio 2007 - (ANSA) DICO: EUFEMI, FASSINO PRAGMATICO, BINDI VELLEITARIA

(ANSA) - ROMA - ''Il Ministro Bindi si ostina a difendere i Dico e non si accorge che il pragmatismo di Fassino prevale sulle sue velleita' ideologiche''. E' quanto ritiene il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi. ''Quello che e' grave - sottolinea - e' che cerchi di alimentare una divisione nel mondo cattolico di Piazza San Giovanni che e' inesistente. Non tenti di delegittimare il ruolo di Savino Pezzotta che ha saputo bene interpretare nel modo piu' giusto lo spirito del family day, il desiderio del popolo che manifestava e delle associazioni laicali e dei movimenti che oggi piu' che mai testimoniano la presenza dei laici cattolici nella modernita', promuovendo un evento straordinario per la storia del nostro paese''.

19 maggio 2007 - (TORINO CRONACA, Dai Comuni, pag. 19) Pendolari infuriati. La situazione delle ferrovie discussa anche al Senato della Repubblica

SETTIMO - Il problema dei trasporti locali lungo la linea Canavesana e la Ivrea-Aosta; la condizione della stazione di Settimo e i cronici ritardi dei pendolari della Torino-Milano nei giorni scorsi sono giunti anche sui banchi del Senato dove il senatore Maurizio Eufemi dell'Udc ha presentato un'interrogazione urgente che è stata discussa nell'ultima assise.

In aula sono passati in rassegna i problemi che accomunano migliaia di pendolari che quotidianamente si trovano a convivere sulla linea Aosta-Torino, a senso alternato e a tratti dotata di strutture provvisorie e precarie che fanno registrare forti ritardi. Anche la tratta Chieri-Settimo è stata menzionata ricordando come i convogli della Gtt debbano concedere precedenza ai treni della soceità Trenitalia.

A causa di questo problema nei pochi chilometri che collegano i due capolinea si collezionano ritardi anche di oltre trenta minuti. Su tutti i treni si registrano sporcizia, mancanza d'acqua, di sapone e carta nei bagni. Una carrozza su due resta chiusa a chiave, impianti di riscaldamento e condizionamento spesso non funzionanti, carenza di illuminazione e totale mancanza di controllo da parte del personale di bordo. Il sottosegretario all'economia Tononi, nel rispondere all'interrogazione ha ricordato come "Trenitalia, in accordo con le Regioni Piemonte e Valle D'Aosta, ha definito un programma finalizzato al rinnovamento dell'attuale parco rotabile, prevedendo l'acquisizione di nuovi treni. In particolare, a seguito dell'accordo con la Regione Valle d'Aosta, a partire dal mese di giugno 2007, sulla linea Torino-Ivrea.Aosta saranno immessi in circolazione 9 treni Minuetto di ultima generazione. Inoltre. sul collegamento Chivasso-Ivrea, a seguito del completamento dei lavori d'elettrificazione della linea, verranno impiegate motrici più recenti rispetto a quelle diesel attualmente in circolazione". Interventi che si affiancheranno all'intensificazione dei controlli, a l'utilizzo della video-sorveglianza e ad una ottimizzazione degli orari che nei primi tre mesi dell'anno ha portato, secondo i dati delle Ferrovie ad un abbattimento dei ritardi sia sulla linea per Aosta che per quella diretta a Milano.

16 maggio 2007 - (ANSA, Il Sole 24 Ore Radiocor) : Banche Popolari; EUFEMI, PERPLESSO SU BOZZA RIFORMA

(ANSA) - ROMA, 16 MAG - ''Sono insoddisfatto della stesura. Ho molte perplessita''. Cosi' il senatore Maurizio Eufemi, commenta l'ipotesi di proposta di testo unificato per le disposizioni riguardanti le banche popolari contenute nel Testo Unico Bancario. La riforma dovrebbe servire a ''modernizzare, non a stravolgere'', prosegue Eufemi, mettendo in evidenza che ''una nuova riunione del comitato ristretto, dove il confronto mi auguro porti a modifiche''. ''Le mie perplessita' - ha spiegato Eufemi - riguardano vari punti. Il primo riguarda il fatto che c'e' un range fissato rispetto alla detenzione del capitale. A questo si aggiunge la mancanza di un limite per gli organismi collettivi, noi siamo per il 3%''. Eufemi si dice inoltre perplesso per la previsione di istituire anche assemblee telematiche, con le quali si violerebbero - ha aggiunto - i principi fondamentali della costituzione, ''che noi vogliamo vengano modificati''. Infatti, secondo il senatore, con le assemblee telematiche si metterebbe a rischio la volonta' dei soci di esprimersi. Eufemi si dichiara inoltre contrario al comma che stabilirebbe come si diventa soci. Il senatore ritiene inoltre che le modifiche previste possano violare il ''principio di mutualita', che prevede un voto a testa''. ''Mi auguro - ha concluso Eufemi - che il confronto che seguira' porti a miglioramenti''.(ANSA).

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 16 mag - "Un testo insoddisfacente, senza indicazioni precise". Cosi' il capogruppo dell'Udc in commissione Finanze del Senato, Maurizio Eufemi, ha commentato la presentazione della bozza di riforma delle banche popolari da parte del presidente della commissione, Giorgio Benvenuto. Eufemi sottolinea che la riforma "non deve mai perdere di vista i principi di mutualita' e cooperazione tipici delle popolari. Non bisogna scardinare il sistema delle banche popolari, ma modernizzarlo". Il senatore Udc, inoltre, ha espresso "contrarieta' rispetto alla previsione di assemblee telematiche e a quella riservare ai fondi posti nel cda e nel collegio dei revisori".

15 maggio 2007 - (ANSA) FISCO: EUFEMI (UDC), VISCO E' FUORI DALLA REALTA

Il viceministro all'Economia, Vincenzo Visco, e' 'fuori dalla realta'. Non si accorge che la pressione fiscale e' insopportabile per le famiglie e per le piccole e medie imprese': lo afferma in una nota Maurizio Eufemi capogruppo Udc in Commissione Finanze al Senato, dopo l'audizione di Visco. 'Visco non si accorge che le Agenzie fiscali non sono un capolavoro di efficienza e che opprimono il cittadino onesto. Non si accorge che ha violato il patto tra cittadino e Stato con norme fiscali retroattive. Di fronte ad una rappresentazione edulcorata che fa a pugni con la realta', ho contestato punto per punto le affermazioni sul futuro catasto e sulle rendite catastali per gli agricoltori. Affermare che il conflitto di interessi e' 'una balla colossale' e' un'offesa alla intelligenza degli italiani e dei contribuenti onesti; cio' significa criminalizzare i comportamenti fiscali degli italiani che sono certificati dalle maggiori entrate tributarie. Il viceministro Visco aveva un solo dispiacere: che questo inverno e' stato troppo mite e cio' ha contenuto la bolletta energetica degli italiani e dunque il gettito del settore'.

12 maggio 2007 - (Il Tempo) Banche Popolari, Eufemi: "La rifoma non sia a vantaggo dei soliti noti"

 

Il senatore dell'Udc è preoccupato per le possibili interferenze dei poteri forti. Stop alle fusioni trasformanti

 «RESPINGIAMO ogni tentativo palese ed occulto di utilizzare una riforma per determinare vantaggi per qualcuno, anzi per i soliti noti». Non usa mezzi termini, parlandone all'agenzia Velino, il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi. «La riforma deve guardare unicamente alla modernizzazione del sistema senza pericolosi stravolgimenti. Esprimiamo forti preoccupazioni di fronte al tentativo di oligarchie politico-finanziarie che puntano a rafforzare le proprie posizioni attraverso patti scellerati mascherati da fusioni trasformanti. Vogliamo difendere un modello, quello delle banche popolari, che ha saputo stare sul  mercato senza regali. Non accetteremo rivoluzioni palingenetiche. Noi siamo pronti a dar battaglia, perchè così com'è stata concepita questa riforma delle popolari non può di certo passare».­

«Dietro l'apparente disponibilità a lavorare per arrivare a un testo comune - denuncia Eufemi - si è scoperta all'improvviso un'impostazione che mantiene moltissimi punti oscuri». «Non capisco a cosa serve dire. che si mantiene il voto capitario - prosegue Eufemi - se poi si permette di raccogliere deleghe a man bassa o di organizzare cose assurde come le "assemblee telematiche"». Sul banco degli imputati, e non solo da Eufemi,

viene chiamata tutta una serie di questioni che «snaturerebbe completamente le banche popo­lari rendendole facili prede dei grandi istituti di credito». Si tratta di «nodi». vecchi, ma anche di alcuni nuovi elementi comparsi nelle linee guida del documento illustrato agli addetti ai lavori mercoledì scorso.

A far discutere è, per esempio, l'innalzamento del limite alla partecipazione del capitale (ora allo 0,5 per cento) e la possibilità per gli investitori istituzionali (come Oicr e Fondi pensione) di avere quote ancora più ampie e di entrare nella governance nominando amministratori propri.

Ma una delle novità che solle­va interrogativi è il meccanismo delle cosiddette «fusioni trasformanti», ovvero, stando alle anticipazioni non smentite, l'obiettivo di «semplificare il quadro normativo per la realizzazione delle operazioni di tra­sformazione delle banche popolari in società per azioni e la partecipazione delle stesse a fusioni trasformanti» (nel caso in cui le due entità si fondano, il nuovo soggetto sarebbe una Spa).

Si tratta di un'ipotesi cui Eufemi, assieme ad altri senatori del­la commissione Finanze, guarda con un certo sospetto: «Ho chiesto a Benvenuto se fossero previste anche incentivazioni fi­scali per operazioni così discutibili - spiega al Velino - ma non mi è stata data risposta». L'incognita pesante, in effetti, è sulle conseguenze che una riforma di tale portata avrebbe sugli attuali assetti bancari. «In questo modo - conclude Eufemi - invece di lasciare al libero mercato il cosiddetto risiko bancario, lo si forza con un intervento del legislatore. Che fa dei regali a qualcuno, ma penalizza chi sul mercato c'è da oltre un secolo e c'è rimasto, bene e senza regali».

12 maggio 2007 - (AVVENIRE, economia e lavoro, p. 24) Banche popolari, tensione sulla riforma

Torna in salita la via della riforma delle banche popolari, dopo l'accordo di massima raggiunto qualche settimana fa in Commissione Finanze del Senato (cui il governo ha dato la delega per agire sulla materia).

Non sono piaciute a tutti alcune novità proposte nella relazione tenuta ieri dal presidente della Commissione Giorgio Benvenuto: in particolare l'accenno a "fusioni trasformanti" (che, nel caso di una unione fra una popolare e una banca Spa, farebbero assumere alla prima il regime comune a tutte le Spa), e la facoltà di organizzare assemblee di tipo telematico.

Fra i più critici l'esponente dell'Udc Maurizio Eufemi parla di "tentativo di stravolgimento della natura delle popolari con inserimenti capziosi per determinanre vantagggi per qualcuno, anzi per i soliti noti". Per tentare di ricomporre la frattura Benvenuto ha accennato di far avere per lunedì 14 una bozza scritta del testo definitivo, testo che verrà poi portato mercoledì mattina al comitato ristretto. Il chiaro proposito è di dare un'accelerata alla riforma prima dell'assemblea di Bankitalia, il 31 maggio prossimo.

La relazione consegnata ieri da Benvenuto contiene una frase su una "maggiore facilità di realizzazione della trasformazione in società per azioni e di adesione a fusioni trasformanti". Su questo si è posta l'attenzione di Eufemi "Siamo preoccupati di fronte al tentativo di oligarchie politico-finanziarieche puntano a rafforzare le posizioni attraverso patti scellerati mascherati da fusioni. Per le popolari non accetteremo rivoluzioni palingenetiche". Il riferimento è a possibili mire "espansionistiche" da parte, a esempio, di Montepaschi, rimasto finora ai margini del risiko bancario. Quanto al resto, "non capisco a cosa serve - ha detto ancora Eufemi - amntenere il voto capitario se poi si punta a raccogliere deleghe a man  bassa e si organizzano assurde assemblee telematiche."

Da Roma Eugenio Fatigante 

11 maggio 2007 - (ANSA, Velino) EUFEMI, GIU' LE MANI DALLE POPOLARI

(ANSA) - ROMA, 11 MAG - ''Respingiamo ogni tentativo palese ed occulto di utilizzare una riforma per determinare vantaggi per qualcuno, anzi per i soliti noti'': e' quanto si legge in una nota diffusa dal senatore Maurizio Eufemi, capogruppo dell'Udc in Commissione Finanze a Palazzo Madama, a proposito della riforma delle Banche Popolari di cui si sta occupando la stessa Commissione. ''Essa - prosegue Eufemi, riferendosi al progetto di riforma - deve guardare unicamente alla modernizzazione del sistema senza pericolosi stravolgimenti. Esprimiamo forti preoccupazioni di fronte al tentativo di oligarchie politico-finanziarie che puntano a rafforzare le proprie posizioni attraverso patti scellerati mascherati da 'fusioni trasformanti'. Vogliamo difendere un modello, quello delle banche popolari, che ha saputo stare sul mercato senza regali. Non accetteremo rivoluzioni palingenetiche''.

Roma, 11 MAG (Velino) - "Respingiamo ogni tentativo palese ed occulto di utilizzare una riforma per determinare vantaggi per qualcuno, anzi per i soliti noti": e' quanto si legge in una dura nota diffusa dal senatore Maurizio Eufemi, capogruppo dell'Udc in Commissione Finanze a Palazzo Madama, a proposito della riforma delle Banche Popolari di cui si sta occupando la stessa Commissione. "Essa - prosegue Eufemi, riferendosi al progetto di riforma - deve guardare unicamente alla modernizzazione del sistema senza pericolosi stravolgimenti. Esprimiamo forti preoccupazioni di fronte al tentativo di oligarchie politico-finanziarie che puntano a rafforzare le proprie posizioni attraverso patti scellerati mascherati da 'fusioni trasformanti'. Vogliamo difendere un modello, quello delle banche popolari, che ha saputo stare sul mercato senza regali. Non accetteremo rivoluzioni palingenetiche".

8 maggio 2007 - (ANSA, DIRE) INTERVENTO SEN. EUFEMI SU SOMMINISTRAZIONE FARMACI AI BAMBINI

FARMACI: ASSOCIAZIONE CONTRO RITALIN, DOSSIER A COMMISSIONE SENATO

(ANSA) - ROMA, 8 MAG - L'associazione 'Giu' le mani dai bambini' ha consegnato questa mattina nel corso dell'audizione in commissione Sanita' di palazzo Madama una relazione che oltre a dissuadere dall'utilizzo del medicinale autorizzato Ritalin chiede anche le dimissioni dei vertici dell'Aifa. Il documento sara' inviato dal presidente della commissione sanita' Ignazio Marino alla Salute Livia Turco accompagnato da una lettera dello stesso presidente che ha definito ''preoccupanti'' alcuni dati contenuti, anche se da verificare. Un prossimo ufficio di presidenza valutera' la necessita' di ulteriori audizioni o azioni. Tra le richieste anticipate subito dopo l'audizione, alcuni senatori della commissione sanita' (la Dl Paola Binetti e dell'Udc Maurizio Eufemi) hanno suggerito uno stop alla commercializzazione del farmaco in attesa che siano verificate le accuse mosse oggi dall'associazione che nei giorni scorsi ha anche presentato un ricorso al Tar per la sospensione del Ritalin, farmaco di riferimento, a base di metilfenidato, per la cura dei disturbi di iperattivita' grave (ADHD).(segue).

MINORI.RITALIN,EUFEMI:TURCO DOVEVA ESSERE PRUDENTE,ORA MORATORIA SENATORE UDC: AIFA CI HA NASCOSTO DATI SU EFFICACIA FARMACO.

(DIRE) Roma, 8 mag. - "Il governo e il ministro hanno sottovalutato la questione". Cosi' Maurizio Eufemi, senatore Udc, commenta la relazione sul Ritalin svolta dall'associazione 'Giu' le mani dai bambini' davanti alla commissione Sanita' del Senato. "Ci sono stati nascosti dei dati da parte dell'Aifa- sottolinea Eufemi- sull'efficazia del farmaco". Continua il senatore Udc: "C'era gia' stato un grido d'allarme da parte del Parlamento, Turco doveva usare piu' prudenza. Chiediamo- conclude- una moratoria e nuovi e piu' severi protocolli".

20 aprile 2007 - (Il Tempo) Riforma delle Popolari in tempi brevi, il senatore Maurizio Eufemi,.auspica una legge condivisa da tutti gli schieramenti

"Il Tempo", 20 aprile 2007, p. 15

IL GOVERNO non interverrà sulla riforma delle banche popolari. E non presenterà un suo testo in materia. Questa la linea che ha ribadito ieri il Viceministro all'Economia Roberto Pinza alla Commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama. Pinza ha detto che «non deve essere una riforma palingenetica» l'iniziativa resterà alla Commissione del Senato. «Il governo - ha precisato Pinza - non interverrà con un suo progetto, a meno che non vi sia costretto nel caso non si raggiunga un accordo sufficientemente ampio: ma non credo succederà e comunque non ci sono per ora limitazioni di tempo». È stato deciso che si costituirà un Comitato ristretto che lavorerà ai diversi disegni di legge e che alle riunioni prenderà parte attiva il governo: Il Comitato verrà costituito immediatamente, non appena i gruppi con più di un senatore in Commissione (An, Ds e FI) avranno indicato i rispettivi nominativi, presumibilmente - vista l'importanza della materia - gli stessi capigruppo. «Si tratta di una precondizione importante - ha spiegato a Il Tempo, il senatore Maurizio Eufemi (Udc) e membro della Commissione finanze di Palazzo Madama - perché il Governo ha riconosciuto la necessità dell'utilizzo della via parlamentare per definire la riforma».. Eufemi ha aggiunto che c'è stato un ulteriore passo in avanti nella materia: «Il riconoscimento delle diverse dimensioni delle popolari, suddivise tra piccole, medie e grandi. Questo consentirà di individuare forme di cambiamento flessibili e non rigide che garantirà a ciascuna banca di muoversi in piena libertà nelle trasformazioni utilizzando le variazioni dello statuto». La riforma insomma parte da questa premessa che rappresenta un primo riconoscimento della peculiarità del settore su cui il legislatore vuole intervenire. «Occorre in ogni caso garantire il rispetto dell'essenza del modello delle banche popolari. E per far questo devono restare immutati i capisaldi del sistemà cooperativo: il voto.capitario, il gradimento dei soci all'ingresso di altri azionisti e il limite al possesso di capitale» ha aggiunto il senatore Eufemi che ha spiegato che in «quest'ultimo caso occorre distinguere le percentuali tra i normali possessori e gli investitori istituzionali». La riforma delle Popolari. mette mano a un settore che solo in Europa conta 4.500 banche, 60 mila sportelli e 140 milioni di clienti. Vasta la rappresentanza anche in Italia dove il comparto conta un milione di soci, otto milioni, di clienti e intermedia il 20% della raccolta bancaria. Per questo la riforma va accelerata. «Contiamo di, chiudere i lavori e di portare un testo largamente condiviso entro maggio» ha concluso Eufemi.

economia@iltempo.it

18 aprile 2007 - (Il Tempo) Articolo sulle società cooperative
L’analisi

SE IN «giochi proibiti» prendendo spunto dai casi Enron e Parmalat, il leit motiv era la degenerazione di un capitalismo senza controlli, con l’ultima fatica letteraria: «Coop», Giulio Sapelli, muovendo dalle turbolenze del caso Unipol getta un macigno nello stagno. Porta a ragionare sul futuro della impresa cooperativa attraverso un coinvolgimento diretto del lettore coinvolto su solide basi culturali che aiutano a meglio comprendere future linee di movimento.

I drammatici casi Enron e Parmalat erano stati l'occasione per riflettere sui comportamenti etici dei manager, sul deficit di regole contabili, sui compensi legati a valutazioni artificiose dei titoli che favoriscono i manager piuttosto che la comunità. Aveva colto nel segno Giulio Sapelli, i suoi timori sulla efficacia della legge Sarbanes-Oxley non erano infondati soprattutto quando prevedeva che sarebbe stato illusorio impedire nuovi casi Enron, come si è puntualmente verificato. Sono maturate le spinte negli Stati Uniti per una revisione di quella legislazione ritenuta non solo eccessiva ma inefficace e costosa. Sapelli ha il pregio di porre con chiarezza il problema e i pericoli del collateralismo rovesciato tra cooperative e partiti. È un volume controcorrente nel senso che nel momento più critico per il movimento cooperativo che toccava la punta della piramide, ne difende la storia, il ruolo; la funzione e offre una prospettiva di crescita. Richiama con chiarezza i valori etici della cooperazione. Di qui i richiami alla trasparenza e al rapporto relazionale e al valore reputazionale. Pone con coraggio i rischi della dispersione di un grande patrimonio di risorse ideali e culturali. Tutto ciò richiede scelte conseguenti che non possono non tenere conto della specificità cooperativa ancorata a solidarismo politico e religioso evitando mutazioni genetiche e snaturamenti. Così come mette in guardia senza tentennamenti, avendone piena consapevolezza, rispetto alla trasformazione in un sistema misto, non più cooperativo, applicando il meccanismo delle Fondazioni bancarie per liberare le imprese più grandi dai condizionamenti della condizione cooperativa con le società per azioni che diventano asset della fondazione per realizzare i fini statutari. Tutto ciò acquista più forte significato nel momento in cui si apre la stagione parlamentare sulla riforma delle banche popolari su cui auspichiamo convergenze, nel difendere uno straordinario patrimonio del paese, salvaguardandone la peculiarità nel segno dell'autonomia e della trasparenza. Ma è sui richiami alla questione morale e sulle sfide del futuro che Giulio Sapelli appare incisivo con i suoi richiami. In un mercato globalizzato dove il capitalismo si afferma prepotentemente si determinano gli spazi e gli orizzonti per la crescita della impresa cooperativa affermando la sua diversità improntata a relazioni forti tra persona e azienda. Maurizio Eufemi

12 aprile 2007 - (Finanza & Mercati) «La riforma delle Popolari partirà a maggio»

Per il presidente della commissione Finanze del Senato Benvenuto, «il ddl sarà pronto entro un mese. Gli statuti delle banche non saranno snaturati». Mercoledì prossimo via libera del governo

La. riforma delle banche popolari sarà pronta entro maggio, per ricevere il via libera del Parlamento entro l'estate. Questa, secondo quanto risulta a Fínanza & Mercati, l'agenda del disegno di legge affidato alle cure della commissione Finanze del Senato, che proprio ieri ha fatto quadrato sul riassetto degli istituti. Sarà il governo a sciogliere definitivamente i nodi irrisolti, quando mercoledì 18 aprile esprimerà la propria posizione a Palazzo Madama: Di fatto, però, la. linea espressa ieri dal presidente della. commissione, Giorgio Benvenuto (Ulivo), sarebbe già, stata concordata con il viceministro dell'Economia, Roberto Pinza. «II testo sarà pronto entro un mese», ha detto a F&M Benvenuto. É, per di più, troverebbe d'accordo anche esponenti di primo piano dell'opposizione, come Maurizio Eufemi (Udc) e Gianpiero Cantoni (Fn. Le linee guida della riforma non prevedono grandi rivoluzioni. «Sostanzialmente. - spiega 1o stesso Eufemi - condivido 1'impostazione di fondo mirata a tutelare la natura di questi particolari istituti che oggi rappresentano un quarto degli sportelli italiani e sono un punto di riferimento centrale per le piccole e medie imprese. Non avrebbe senso - conclude il senatore - snaturare questi istituti per renderli vulnerabili a scalate selvagge che li porterebbero nell'orbita dei soliti gruppi bancari». Ecco perché non sarà toccato il voto capitario (un voto a testa in assemblea indipendentemente dal capitale detenuto). Mentre sarà innalzato, ma solo di poco, il limite al possesso azionario: dallo 0,5%° all'1% per i soci individuali e fino al 5% per gli investitori istituzionali (fondi, assicurazioni ecc.). Un allentamento dei paletti è previsto anche sulla questione cruciale delle deleghe. L'attuale normativa prevede che i mandati di voto per le assemblee siano conferibili solo a condizione che il procuratore abbia la qualifica di socio e, comunque, non sia destinatario di più di 5 deleghe. In questo caso, l'idea sarebbe quella. di elevare tale soglia. da 5 a 10.

10 aprile 2007 - (Reuters) Dichiarazioni del sen. Eufemi su riforma banche popolari

10 aprile 2007 - (AGI) TELECOM: EUFEMI, GENTILONI LASCI AI MAGHI LE ALCHIMIE

 "Il Ministro Gentiloni lasci ai maghi le alchimie! Sarebbe opportuno che il richiamo della Consob, opportunamente e correttamente raccolto dal gruppo Unicredit, valesse anche per i Ministri in carica che abbondano in sproloqui su una operazione aperta". Lo sostiene Maurizio Eufemi capogruppo UDC commissione Finanze e Tesoro del Senato. "E' inaccettabile questo attivismo di chi vuole incidere e condizionare una operazione che riguarda esclusivamente i mercati finanziari e non il potere politico. Non ci si puo' nascondere dietro il problema della rete. Chi vuole una rete sterilizzata pensa -dice il senatore centrista-ad una formula tipo esproprio proletario coniugata con equo canone e blocco sfratti. La rete apparterrebbe ad una societa' che non ne puo' disporre. E' un modello sbagliato e pericoloso. Chi fara' gli investimenti tecnologici? Chi assumera' il rischio di impresa? Ministro Gentiloni lasci ai maghi queste pericolose alchimie. Pensi all'accordo con l'At&t osannato dalla Olivetti anni Ottanta e ai 12 faldoni gestione ante privatizzazione (sbagliata)!"

(DIRE) TELECOM. EUFEMI (UDC): RETE STERILIZZATA SAREBBE ESPROPRIO 'TROPPO ATTIVISMO POLITICO SU OPERAZIONE SOLO DI MERCATO'

"Non ci si puo' nascondere dietro il problema della rete. Chi vuole una rete sterilizzata pensa a una formula tipo esproprio proletario coniugata con equo canone e blocco sfratti. La rete apparterrebbe ad una societa' che non ne puo' disporre. E' un modello sbagliato e pericoloso. Chi fara' gli investimenti tecnologici? Chi assumera' il rischio di impresa?". Lo afferma Maurizio Eufemi, capogruppo dell'Udc alla commissione Finanze del Senato. "Sarebbe opportuno che il richiamo della Consob- prosegue- opportunamente e correttamente raccolto dal gruppo Unicredit, valesse anche per i ministri in carica che abbondano in sproloqui su una operazione aperta. E' inaccettabile questo attivismo di chi vuole incidere e condizionare un'operazione che riguarda esclusivamente i mercati finanziari e non il potere politico". Il senatore dell'Udc invita quindi il ministro Gentiloni a lasciare "ai maghi queste pericolose alchimie. Pensi all'accordo con l'At&t osannato dalla Olivetti anni Ottanta e ai 12 faldoni gestione ante privatizzazione (sbagliata)!"

3 aprile 2007 - (Il Sole 24 ore - Radiocor) Riforma banche popolari - Proposte aumento tetto 0,5% a possesso azioni tra 1% e 5%

Roma, 03 apr - Dopo aver ricordato che "l'attuale fase economica vede le banche popolari detenere una quota del mercato del credito superiore al 20% e una quota degli sportelli al 24%" e che "operatori e l'Autorita' di vigilanza hanno segnalato l'esigenza di varare modifiche legislative in maggiore aderenza con i cambiamenti del mercato", Benvenuto ha chiarito il suo intendimento di procedere "ad un approfondimento quanto piu' condiviso e ragionato". I due istituti che caratterizzano la governance delle banche popolari, ha spiegato il presidente della commissione Finanze, "che sono il frutto della struttura mutualistica" delle popolari, "e cioe' la disciplina delle nuove adesioni e il voto capitario nelle assemblee, sono tali da imporre una riflessione su un loro eventuale superamento". Al di la' della cautela, che la riforma impone, tra le proposte dei vari disegni di legge c'e' "la condivisione" dell'innalzamento dei limiti al possesso di azioni. "Le varie proposte - ha detto Benvenuto - indicano percentuali diverse, dall'1% al 5% per il possesso azionario di un singolo soggetto e poi, di conseguenza, gli altri limiti per gli altri investitori istituzionali". In ogni caso, secondo il presidente della commissione Finanze "potranno essere valutati eventuali meccanismi che potrebbero prevedere sia una determinazione legale del limite,H«+üun rinvio all'autonomia statutaria". Altro punto condiviso e' quello di favorire l'ingresso nel capitale di investitori istituzionali, definendo nel corso dell'esame "forme e limiti di tale partecipazione". La discussione generale e' proseguita poi con l'intervento del senatore Maurizio Eufemi (Udc), che ha sottolineato "la validita' del mïdello di Banca popolare sia dal punto di vista della governance che da quello della redditivita'", ma ha 'aperto' ad alcune modifiche compatibili con la salvaguardia del modello delle popolari: "innalzamento per tutto i soggetti del limite del possesso azionario all'1 per cento, salva previsione statutaria in limiti piu' contenuti, una deroga a questo limite fino al 3% per gli Oicr e i fondi pensione (da affidare all'autonomia statutaria) e la possibilita' di estendere statutariamente questa deroga anche alle assicurazioni vita e alle fondazioni, bancarie e non".

27 marzo 2007 - (Il Sole 24 Ore Radiocor) Iva auto: Ddl Eufemi (Udc) proroga termine richieste rimborsi al 31/5

 Roma, 27 mar - Proroga al 31 maggio del termine (fissato al 15 aprile) entro il quale presentare le richieste di rimborso dell'Iva sulle auto aziendali, dopo la sentenza sulla detraibilita' della Corte di Giustizia europea. Lo ha presentato a Palazzo Madama il senatore dell'Udc, Maurizio Eufemi (Udc), che ha preso l'iniziativa dopo l'audizione in commissione Finanze al Senato del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, il quale aveva riferito che l'Amministrazione non aveva "nessuna obiezione" ad una modifica del termine, rimandando pero' l'iniziativa al legislatore. Eufemi ha anche precisato che qualora non venisse esaminato per tempo il testo, la proroga potrebbe prendere forma di un emendamento da presentare in Aula in uno dei prossimi provvedimenti.

22 marzo 2007 - (AVVENIRE p. 11) Iniziativa pro-vita e famiglia: torna intergruppo dei cattolici di Cdl e Unione in Parlamento

ROMA. Dopo la "frattura" dei mesi scorsi, ieri sera l'intergruppo dei cattolici è tornato ad incontrarsi per discutere sulla battaglia da portare avanti sul tema delicato dei Dico e della difesa della famiglia. Alla riunione hanno partecipato l'Udeur e i "teodem", l'Udc e Forza Italia, non Alleanza nazionale. Per l'Udc c'erano Rocco Buttiglione, Luca Marconi, Maurizio Eufemi  e Luisa Santolini; per Forza Italia Isabella Bertolini, Patrizia Paoletti Tangheroni, Antonio Palmieri, Maria Burani e Domenico Di Virgilio; per la Margherita i teodem Luigi Bobba, Paola Binetti e Emanuela Baio Dossi; per l'Udeur Dante d'Elpidio. Durante l'incontro - spiegano alcuni partecipanti - si è deciso di lavorare insieme sui temi etici e di formare dei gruppi di lavoro non solo per contrastare i Dico, ma anche per la revisione della legge 194

21 marzo 2007 - FAMIGLIA: TEODEM E CATTOLICI CDL, INCONTRO SU MISURE COMUNI

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Famiglia e politiche a suo sostegno, Dico, ma anche revisione della legge 194. Sono questi alcuni dei temi toccati nella riunione tenuta ieri sera tardi dall'Intergruppo dei cattolici. L'incontro, come ha detto l'Udc Luca Volonte', e' servito ''a riprendere un lavoro comune'', dopo la la rottura avvenuta l'anno scorso quando si votarono le mozioni sulle staminali. In quella occasione l'incontro fini' a male parole, con i 'teodem' messi sotto accusa dai colleghi della Cdl. AlL'incontro di ieri sera, sponsorizzato da monsignor Rino Fisichella, erano presenti diversi esponenti dei due poli: per l'Udc Luca Volonte', Rocco Buttiglione, Luca Marconi,Maurizio Eufemi e Luisa Santolini; per Forza Italia Isabella Bertolini, Patrizia Paoletti, Antonio Palmieri, Maria Burani e Domenico Di Virgilio; per la Margherita i teodem Luigi Bobba, Paola Binetti e Emanuela Baio Dossi; per l'Udeur Dante D'Eplidio. Assente An. Superata l'iniziale imbarazzo si e' parlato dei temi che potevano essere oggetto dell'attenzione dell'intergruppo. E si e' convenuto di approfondire una serie di tematiche etiche che sono gia' nell'agenda del Parlamento: non solo i Dico, ma anche la revisione della legge 194 (con l'accorciamento da 24 a 22 settimane del periodo per l'aborto terapeutico), quella della legge 40 sulla procreazione assistita (su cui ci sono piu' di un ddl presentato da laici dell'Unione e della Cdl), la Ru468. Gran parte dell'incontro e' stato dedicato al Family-day gia' indetto per il 12 maggio dalle associazioni cattoliche. I parlamentari ca Trimestrale di cassa che va indirizzato alla famiglia. E su questo l'intergruppo si dara' da fare. (ANSA).

19 marzo 2007 - (ECO) Conti pubblici: Eufemi, Padoa-Schioppa dia dati completi a Parlamento

"Relazione unica innovativa ma incompleta e opaca"

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 19 mar - "La solerzia nella presentazione della Relazione di cassa non deve rispondere ad esigenze politiche, quelle della maggioranza di mettere le mani sul bottino di guerra, ma innanzitutto ad obblighi di legge, quelli della contabilita' di Stato". Lo afferma in una nota il senatore Maurizio Eufemi, capogruppo Udc in commissione Finanze, secondo cui "e' sorprendente che il Ministro dell'Economia si presti a questa operazione di annebbiamento dei dati senza permettere una reale operazione di verifica dei risultati. Il primo dovere di un Ministro dell'Economia e' quello di rendere conto ai cittadini e al Parlamento che li rappresenta, dei soldi incassati e di come sono stati spesi. Non c'e' niente di tutto cio' in questa relazione". Eufemi sollecita il ministro Padoa-Schioppa, a portare in Parlamento i dati completi sui conti pubblici, perche', sostiene, "viene presentata una Relazione unificata sull'economia e sulla finanza pubblica, una "mini" previsionale e programmatica, certamente innovativa, sintetica, (da 160 pagine a 90 pagine), ma molto opaca nella sostanza. Ad ogni buon conto mancano le tabelle e i relativi commenti dei risultati per il triennio 2004-2006 e le stime per il 2007 degli enti previdenziali, regioni, sanita', comuni, province e altri enti pubblici consolidati, dunque l'intero perimetro della pubblica amministrazione, ne' compaiono le appendici relative al bilancio dello Stato e al debito del settore statale. Invitiamo il ministro dell'Economia - conclude Eufemi - a completare la relazione affinche' si rispetti compiutamente la legge senza presentare un'altra cosa, un documento, incomprensibile sui reali andamenti dei flussi di finanza pubblica".

15 marzo 2007 - (Avvenire di  giovedì 15/3/2007, p. 11) -  Radici cristiane della Ue? Senato dice no.

L'aula del Senato ha respinto ieri un ordine del giorno del senatore dell'Udc Maurizio Eufemi, che chiedeva al governo di insistere nella rivendicazione delle radici giudaico-cristiane dell'Europa. Al momento del voto, tuttavia, il documento ha avuto anche i voti dei senatori teodem Luigi Bobba e Paola Binetti, di Domenico Fisichella (DI) e dei senatori della SVP «È importante - sottolinea Eufemi al termine della votazione - che su questioni come quella della difesa delle radici giudaico cristiane ci sia stata una presa di coscienza e un'assunzione di responsabilità da parte di alcuni esponenti cattolici della maggioranza. Sono invece rimasto sorpreso dall'astensio¬ne di Marco Follini, che in passato si era battuto in favore di questi valori e oggi non ha dato prova di coerenza». Di iniziativa «di evidentissimo carattere strumentale» parla invece il vicecapogruppo dell'Ulivo Luigi Zanda, per il quaie il no si deve alla necessità di non «aprire quello che il Presidente Napolitano ha chiamato "il vaso di Pandora" delle modifiche al Trattato Costituzionale europeo». Ma Oskar Peterlini (Svp) sostiene di non capire il «muro contro muro» voluto dall'Unione su un tema che meritava invece «convergenza con l'opposizione».

14 marzo 2007 - (ANSA) UE: SENATO; SU ODG CDL RADICI CRISTIANE VOTANO ANCHE TEODEM

(ANSA) - ROMA, 14 MAR - Il Senato respinge un ordine del giorno del senatore dell'Udc Maurizio Eufemi che chiedeva al governo di insistere nella rivendicazione delle radici giudaico-cristiane dell'Europa. L'ordine del giorno ha avuto anche i voti dei senatori teodem Luigi Bobba e Paola Binetti, di Domenico Fisichella e dei senatori della SVP. ''E' importante - sottolinea Eufemi al termine della votazione - che su questioni come quella dela difesa delle radici giudaico cristiane ci sia stata una presa di coscienza e un'assunzione di responsabilita' da parte di alcuni esponenti cattolici della maggioranza. Sono invece rimasto sorpreso dall'astensione di Marco Follini, che in passato si era battuto in favore di questi valori e oggi non ha dato prova di coerenza.'' ''Questo voto - sottolinea - dimostra che su questioni di questo rilievo ci sono parlamentari disposti a svolgere una battaglia senza vincoli di schieramento''.(ANSA).

14 marzo 2007 - (ANSA) SENATO: PALETTI A MUNICIPALIZZATE SU SERVIZI POST-CONTATORE

(ANSA) - ROMA, 14 MAR - Le aziende municipalizzate del gas e dell'energia elettrica non potranno ''fare la guerra' ai piccoli artigiani che operano nel settore dell'installazione e della manutenzione degli impianti: elettricisti, caldaisti, eccetera. E' questo il senso di un emendamento approvato dal Senato alla ''minicomunitaria'', il decreto che accoglie una serie di rilievi della Ue alla legislazione italiana. L'emendamento corregge in parte l'impostazione originaria del decreto, che da' ai colossi del gas e dell'elettricita' la possibilita' di operare anche nel settore ''post-contatore'', cioe' nell'installazione e nella gestione degli impianti. Di fronte alla proteste delle associazioni degli artigiani il Senato ha accolto un emendamento chiarificatore: le municipalizzate non potranno applicare condizioni ''atte a determinare ingiustificati svantaggi per le imprese concorrenti''. In sostanza i tecnici dell'Acea e dell'Italgas potranno anche riparare un impianto elettrico o installare una caldaia, ma rispettando il mercato nel quale operano gli artigiani. Soddisfatto del risultato raggiunto il senatore del'Udc Maurizio Eufemi: ''Stiamo parlando di un settore che vale 5,2 miliardi di euro, con 121 mila imprese artigiane e 309mila addetti''.(ANSA).

14 marzo 2007 - (DIRE) MINORI. RITALIN, EUFEMI IN AULA AL SENATO: GOVERNO CHIARISCA

(DIRE) Roma, 14 mar. - Un invito "a sollecitare il governo a chiarire questo punto che ha suscitato vivissimo allarme nell'opinione pubblica ed e' anche nello stesso Parlamento". Prendendo la parola nell'aula del Senato, l'esponente dell'Udc, Maurizio Eufemi, richiama di nuovo l'attenzione sul caso Ritalin, lo psicofarmaco per i minori a giorni disponibile anche in Italia. Spiega il senatore centrista: "Intervengo rispetto all'interrogazione 4-00025 che riguarda l'immissione in commercio del Ritalin, un farmaco che viene curato per i disturbi da deficit dell'attenzione e iperattivita' che riguarda i bambini. È avvenuto un fatto grave, nel senso che vi era stata una audizione nei giorni scorsi al Senato e immediatamente dopo vi e' stata la immissione in commercio di questo farmaco". Conclude Eufemi: "È un fatto gravissimo perche' durante la stessa audizione era stato detto che sarebbe avvenuto dopo un certo periodo di tempo. Si e' determinato anche un pericoloso conflitto di interesse rispetto alla posizioni che coincidevano su questo farmaco".

1 marzo 2007  (ADN-KRONOS) GOVERNO: EUFEMI (UDC), CHIARIRE SE PRESIDENTE ARGENTINO INTERVENUTO SU PALLARO -INTERROGAZIONE A PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Roma, 1 mar. (Adnkronos) - Una interrogazione a risposta orale al presidente del Consiglio e' stata presentata dal senatore Udc Maurizio Eufemi, per sapere "se risulti al vero quanto pubblicato da 'l'Unita'' il 1 marzo 2007 nel servizio 'Un giorno appesi al voto in piu'', secondo il quale,il presidente del Consiglio Prodi 'ieri ha parlato piu' volte con il senatore Pallaro, convincendolo a non votare contro il governo che, finora aveva sostenuto. Ma una 'moral suasion' sul senatore eletto come rappresentante degli italiani all'estero sarebbe venuta anche dal presidente della Repubblica argentina Kirchner. Un lavoro politico-diplomatico, sull'indeciso Pallaro (presente all'ambasciata italiana a Buenos Aires al ricevimento col presidente della Camera Fausto Bertinotti 20 giorni fa)'".

Eufemi chiede al presidente del Consiglio di sapere "ogni sua notizia anche di fonte diplomatica su questa vicenda; le informazioni in possesso del ministro degli Esteri; se ritenga politically correct un intervento del presidente argentino su un senatore della Repubblica per il voto di fiducia al governo italiano; se puo' far conoscere al Parlamento italiano, gli interessi in campo che possono spingere a un cosi' forte e diretto coinvolgimento del presidente Kirchner su un senatore della Repubblica italiana''.

1 marzo 2007 - (DIRE, AGI, ADN-KRONOS)  RAI. EUFEMI(UDC): CUILLO SGRADEVOLE, SOLIDARIETA' A DIRETTORE TG2

(DIRE) Roma, 1 mar. - "Se proprio Roberto Cuillo vuole intervenire sull'informazione del servizio pubblico Rai, almeno non si renda sgradevole. Stupisce che se la prenda con Mauro Mazza, un professionista al quale va tutta la solidarieta' mia e dell'Udc (solidarieta' che estendiamo ai giornalisti del Secolo d'Italia e per par condicio anche a quelli dell'Unita') per l'apprezzabile servizio in questione". Cosi' il senatore dell'Udc, Maurizio Eufemi, interviene sulle polemiche nate attorno al Tg2 delle 13 di oggi per il servizio sui "cattivi maestri". In ogni caso, aggiunge il parlamentare centrista, "il direttore del Tg2 la nostra solidarieta' l'avrebbe avuta comunque, perche' quando la polemica scende agli insulti e alle intimidazioni va respinta a prescindere. Visto che ci siamo, anzi, ci piacerebbe sapere cosa ne pensa l'ottimo Cuillo cosi' attento a monitorare la 'dilagante campagna di denigrazione nei confronti dei Ds', dei servizi giornalistici Rai che nei resoconti di questi giorni si sono lasciati andare ad espressioni del tipo 'purtroppo (sic!) Prodi non ha avuto i voti necessari', oppure 'ce l'abbiamo fatta'. Evito di segnalare nomi e testate- conclude Eufemi- sono certo che lo scrupoloso Cuillo non ne abbia bisogno".

RAI: EUFEMI, CUILLO SGRADEVOLE DA UDC SOLIDARIETA' A TG2

 (AGI) - Roma, 1 mar. - "Se proprio Roberto Cuillo vuole intervenire sull'informazione del servizio pubblico Rai, almeno non si renda sgradevole. Stupisce che se la prenda con Mauro Mazza, un professionista al quale va tutta la solidarieta' mia e dell'Udc (solidarieta' che estendiamo ai giornalisti del Secolo d'Italia e per par condicio anche a quelli dell'Unita') per l'apprezzabile servizio in questione. In ogni caso, il direttore del Tg2 la nostra solidarieta' l'avrebbe avuta comunque, perche' quando la polemica scende agli insulti e alle intimidazioni va respinta a prescindere". Lo dichiara il senatore Maurizio Eufemi, dell'Udc. "Visto che ci siamo, anzi, ci piacerebbe sapere cosa ne pensa l'ottimo Cuillo cosi' attento a monitorare la "dilagante campagna di denigrazione nei confronti dei Ds", dei servizi giornalistici Rai che nei resoconti di questi giorni si sono lasciati andare ad espressioni del tipo "purtroppo (sic!) Prodi non ha avuto i voti necessari", oppure "ce l'abbiamo fatta". Evito di segnalare nomi e testate - conclude eufemi - sono certo che lo scrupoloso Cuillo non ne abbia bisogno". (AGI) Com/Alf 011705 MAR 07 DN1248 5 POL 0 RTX POL NAZ

RAI: EUFEMI, SOLIDARIETA' UDC A DIRETTORE TG2

Roma, 1 mar. - (Adnkronos) - ''Se proprio Roberto Cuillo vuole intervenire sull'informazione del servizio pubblico Rai, almeno non si renda sgradevole. Stupisce che se la prenda con Mauro Mazza, un professionista al quale va tutta la solidarieta' mia e dell'Udc (solidarieta' che estendiamo ai giornalisti del Secolo d'Italia e per par condicio anche a quelli dell'Unita') per l'apprezzabile servizio in questione''. Il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi commenta cosi' le critiche al Tg2 ed al suo direttore mosse oggi dal responsabile Informazione ed Editoria dei Ds, Roberto Cuillo.

''In ogni caso, il direttore del Tg2 la nostra solidarieta' l'avrebbe avuta comunque, perche' quando la polemica scende agli insulti e alle intimidazioni va respinta a prescindere. Visto che ci siamo, anzi, ci piacerebbe sapere cosa ne pensa l'ottimo Cuillo cosi' attento a monitorare la 'dilagante campagna di denigrazione nei confronti dei Ds', dei servizi giornalistici Rai che nei resoconti di questi giorni si sono lasciati andare ad espressioni del tipo 'purtroppo (sic!) Prodi non ha avuto i voti necessari', oppure 'ce l'abbiamo fatta'. Evito di segnalare nomi e testate: sono certo che lo scrupoloso Cuillo non ne abbia bisogno'', conclude Eufemi.

28 febbraio 2007 - (Avvenire) Dico, battaglia di tatticismi e ambiguità La sinistra prende tempo e invia messaggi cifrati. Vendola: meglio scegliere il canale parlamentare

Anna Finocchiaro (Ds) lancia un amo a Matteoli di An: «Perché avete fatto marcia indietro sulle unioni civili?».

Eufemi (Udc): nessuno scambio tra principi irrinunciabili

DA ROMA PIER LUIGI FORNARI

Alla vigilia del voto di fiducia, nel centrosinistra è l'ora dei tatticismi e dei messaggi cifrati all'opposizione in merito ai Di­co (il disegno di legge sui cosiddetti "diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi"). «Sulle questioni eticamente sensibili meglio scegliere i! canale parlamentare, piuttosto che quello del governo», consiglia Nicola Vendola. Affidando i Di­co a un disegno di legge governativo, secondo il presidente della Re­gione Puglia, «si è iperpoliticizzata la questione, e la si é ricondotta allo scontro tra maggioranza e opposizione, rendendo più difficile entrare nel merito». Non è d'accordo il deputato ds Gianni Cuperlo, sulla base della singolare convinzione che non vi sia in ballo una questione etica, ma solo «un problema di cittadinanza e opportunità oggi ingiustamente negate». «Com'è possibile che da sinistra venga una ambiguità del genere?», polemizza Cuperlo. Invece i teodem cercano di utilizzare le parole di Vendola per contrastare il pressing a cui sono sottoposti: «Se si bacchettano i teodem sui Dico, allora si bacchetti anche chi su questo tema afferma oggi le stesse cose che questi parlamentari hanno ripetuto più volte». Ma intanto il capogruppo dell'Ulivo al Senato, Anna Finocchiaro, dopo un'accusa di «intransigenza» alla Chiesa, provoca due esponenti di vertice di An, invitandoli a non perdere i «tram» della «storia politica» (sic!). «Mi ha colpito che persone che stimo come Altero Matteoli e Fini - lancia l'amo la Finocchiaro -, che pure avevano rilasciato dichiarazioni apertura sulle unioni civili fino al 26 gennaio, ora hanno fatto marcia indietro». «Non è vero che io abbia fatto marcia indietro sulle coppie di fatto - replica prontamente Matteoli-. È stato il governo che ha preso il tram sbagliato, politicizzando anche l'etica con un disegno di legge ideologico, confuso e dagli effetti pericolosi per l'assetto della famiglia riconosciuta dalla Costituzione». sempre in An, però, Alfredo Mantovano, dà una lettura tutta tattica del comportamento del gruppo più consistente della maggioranza: «Embargo sui "dico" fino alle ore 21 di domani (oggi, ndr). Questa sembra essere la consegna che si sono data i senatori dell'Ulivo, e in particolare i Ds». Secondo l'esponente della destra, la linea seguita dalla Quercia prima della fiducia sarebbe questa: «nessuna dichiarazione eclatante, nessuna forzatura di tempi, nessuna replica significativa a chi nel centro­sinistra afferma di non volere i Di­co». Mantovano fa rientrare in que­sta tattica anche il silenzio dei Ds sulla manifestazione a favore della legge del 10 marzo, ma un comunicato della Quercia, (sollecitato dai radicali) annuncia, poco dopo, che dirigenti del partito parteciperanno. Sempre in An, Antonio Mazzocchi invita i teodem a «tener duro», perché «la famiglia vale più di ogni maggioranza governativa. «Quello che deve essere chiaro - avverte l'udc Maurizio Eufemi- è che non ci può essere scambio o mercanteggiamento ideologico tra principi irrinunciabili e non negoziabili». L"azzurra" Laura Bianconi parla di «farsa» inscenata con l'esclusione dei Di­co dai punti programmatici, per accaparrarsi «i voti dei centristi moderati della maggioranza», e anche quelli di Follini e di Andreotti. E la compagna di partito Isabella Bertolini parla del «"gioco delle tre carte" sui Dico». «Prodi e compagni li fanno scomparire nel programma per farli poi ricomparire in Parlamento», insiste la esponente di Fi, avvertendo: «Non gli consentiremo di approvare questo indigesto pasticcio». Dal resto nella maggioranza il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scania si affretta a precisare che il ddl del governo «non compare più nei 12 punti programmatici presentati dal premier, ma nessuno ha mai revocato il disegno di legge». «Sui Dico dobbiamo andare avanti», concorda il segretario del Prc, Franco Giordano. Ma il capogruppo dell'Udeur alla Camera, Mauro Fabris, di fronte alla prospettiva di una discussione dei Dico entro due settimane ribatte: «Ringrazino che gli votiamo la fiducia perché c'è un limite al masochismo politico».

23 febbraio 2007 - (APCOM, AGI) Interventi del sen. Eufemi sulla crisi di Governo

CRISI: EUFEMI, GOVERNO ISTITUZIONALE CON ALTA PERSONALITA' (AGI)

Roma, 23 feb. - 'Noi dell'Udc siamo contrari a tornare subito alle urne, e' una soluzione impensabile in questo quadro'. Lo dice il senatore Maurizio Eufemi intervistato da Aldo Torchiaro per Nessuno Tv. 'L'Udc propone invece una soluzione per garantire stabilita' al Paese: una personalita' alta e sopra le parti, una 'riserva della Repubblica' che scenda in campo - conclude il senatore Eufemi - per assicurare al governo la possibilita' di governare per un anno, un anno e mezzo, realizzando per prima la riforma elettorale'.

GOVERNO/ EUFEMI (UDC): IN CAMPO UNA 'RISERVA DELLA REPUBBLICA' Contrari al voto subito

Roma, 23 feb. (APCom) - "L'Udc propone una soluzione per garantire stabilità al Paese: una personalità alta e sopra le parti, una 'riserva della Repubblica' che scenda in campo per assicurare al governo la possibilità di governare per un anno, un anno e mezzo, realizzando per prima la riforma elettorale". Lo dichiara il senatore Udc Maurizio Eufemi intervistato da Aldo Torchiaro per Nessuno Tv.

"Noi dell'Udc siamo contrari a tornare subito alle urne, è una soluzione impensabile in questo quadro", aggiunge.

19 febbraio 2007 - (ANSA)  FISCO: EUFEMI(UDC), CON ADDIZIONALE IRPEF AUMENTA TASSAZIONE

(ANSA) - ROMA, 19 FEB - ''Dietro la cortina fumogena dei Dico, il governo Prodi assesta una dura mazzata alle tasche delle famiglie italiane. Come purtroppo l'Udc aveva denunciato invano in Parlamento durante il dibattito sulla Finanziaria, l'infausta decisione del governo di trasformare le deduzioni in detrazioni ha allargato pesantemente la base imponibile, e con il via libero alle addizionali Irpef da parte dei Comuni ha determinato un effetto negativo sui redditi delle famiglie, soprattutto quelle con figli''. E' quanto sostiene Maurizio Eufemi, capogruppo Udc in commissione Finanze al Senato, che sottolinea come ''la somma finale, infatti, non e' uguale a zero, ma un vero e proprio aggravio della pressione fiscale''. ''Infatti, come adesso conferma autorevolmente anche il Sole 24 Ore, il giochino che stanno facendo i comuni - spiega Eufemi - e' quello di non modificare l'Ici (oppure di ridurla in maniera insignificante), intervenendo in sordina con le addizionali Irpef, aggravando cosi' di gran lunga la tassazione per i contribuenti, con riflessi particolarmente negativi per le famiglie alle quali viene rifiutata, come pure avevamo chiesto, una soglia di esenzione almeno per quelle con figli''. ''Un esempio particolarmente eclatante - conclude Eufemi - e' quello del comune di Roma, ma non e' il solo: ad essere colpiti sono sempre e soltanto quelli che le tasse gia' le pagavano, i soliti noti, senza che venga scalfita l'area dell' evasione''.

15 febbraio 2007 - (AGI, IL SOLE 24 ore, ) UE: Intervento del sen. Eufemi su Basilea 2

CANTONI-EUFEMI, UNIONE FUGGE DA CONFRONTO SU BASILEA-DUE

(AGI)  Roma, 15 feb. - Nell'esame dl Basilea-due riguardante il recepimento delle normative comunitarie sui coefficienti di rischio per le imprese e le norme di valutazione del rating, la CDL ha abbandonato i lavori notturni della commissione Finanze del Senato di fronte "alla protervia ed all'arroganza della maggioranza -spiegano i senatori Giampiero Cantoni (FI) e Maurizio Eufemi (UDC)- che ha impedito di fatto qualsiasi modifica a un testo che conteneva errori palesi, tecnico-giuridici. Non possiamo consentire che il Senato diventi solo una camera di ratifica e di compensazione umiliante espropriando la Camera alta -sottolineano i senatori della CDL- di qualsiasi possibilita' di incidenza e discussione democratica. Cio' e' tanto piu' grave per il ruolo che il regolamento assegna ai procedimenti comunitari nel recepimento di direttive nell'ordinamento interno. E' un grave vulnus che si ripercuotera' sul nostro atteggiamento nei lavori parlamentari".

Dl banche: ok commissione Finanze Senato, va in Aula -2-Fi e Udc: "Senato non puo' essere una Camera di ratifica"

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 15 feb - Il provvedimento adegua la normativa italiana alle discipline comunitarie in materia di coefficienti di rischio per le imprese e norme di valutazione del cosiddetto 'rating interno' delle imprese che devono accedere al credito. La decisione di non modificare era stata preannunciata in Commissione dal sottosegretario all'Economia, Massimo Tononi, che aveva motivato la scelta con la necessita' di "convertire definitivamente il provvedimento, senza ulteriori modifiche rispetto a quanto deciso dalla Camera". Una decisione che, unita alla totale assenza di emendamenti dell'opposizione, ha provocato la reazione dei senatori della Cdl, che hanno deciso di abbandonare i lavori notturni della commissione "di fronte alla protervia e all'arroganza della maggioranza, che ha impedito di fatto qualsiasi modifica a un testo che conteneva errori palesi, tecnico-giuridici", hanno spiegato Cantoni e Eufemi. "Non possiamo consentire - hanno aggiunto i due senatori di Forza Italia e Udc in commissione Finanze - che il Senato diventi solo una Camera di ratifica e di compensazione umiliante, espropriando la Camera alta di qualsiasi possibilita' di incidenza e discussione democratica. Cio' e' tanto piu' grave per il ruolo che il regolamento assegna ai procedimenti comunitari nel recepimento di direttive nell'ordinamento interno. E' un grave vulnus - hanno concluso Cantoni e Eufemi - che si ripercuotera' sul nostro atteggiamento nei lavori parlamentari".

Dl banche: ok commissione Finanze Senato, va in Aula  - Cantoni-Eufemi: Niente modifiche? Cdl abbandona i lavori

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 15 feb - Via libera senza modifiche della commissione Finanze del Senato, nella tarda serata di ieri, al decreto legge sul recepimento di alcune direttive comunitarie e, in particolare, del pacchetto di Basilea 2 su banche e intermediari finanziari. Bocciati i 60 emendamenti, tutti dell'opposizione. La Cdl, hanno riferito i senatori Gianpiero Cantoni (Fi) e Maurizio Eufemi (Udc), ha lasciato i lavori della commissione per protestare contro la decisione di Governo e maggioranza di non modificare il testo.

12 febbraio 2007 - (ANSA) DICO: EUFEMI (UDC) A BINETTI, AGISCI SECONDO COSCIENZA

(ANSA) - ROMA, 12 feb - Prosegue l'offensiva del centrodestra sulla senatrice Paola Binetti, capofila dei teodem della Margherita al Senato perche' si allinei alle posizioni del Vaticano sul ddl sulle unioni civili. ''Alla senatrice Binetti - scrive in una nota il senatore dell' Udc Maurizio Eufemi - dico no, senza incertezze, a scambi scellerati. I Dico non sono da migliorare ma da bocciare, tout court. Non si conformi alle logiche della maggioranza ma agisca secondo coscienza. ''La posta in gioco - sostiene il capogruppo dell' Udc in commissione Finanze - e' troppo delicata e non consente mercanteggiamenti ideologici. Misure fiscali come il quoziente familiare, la revisione della 194, il risparmio casa per favorire i giovani, fanno parte del progetto legislativo dell'UDC. Sono politiche familiari e di welfare che non vanno confuse con un progetto, quello dei Dico in devastante contraddizione proprio con la famiglia naturale''. (ANSA).

7 febbraio 2007 - (L'Avvenire, pag. 10)  L'Ulivo scopre il quoziente familiare

le proposte

Alla Camera un progetto di legge fimato da 43 deputati del centrosinistra

Al Senato un disegno di Eufemi (Udc) e Costa (Fi)

DA ROMA PIER LUIGI FORNARI

Quoziente familiare alla ribalta del Parlamento. Mentre al Senato va a­vanti in commissione Finanze l'e­same dei disegni di legge già pre­sentati da Maurizio Eufemi (Udc) e da Ro­sarío Giorgio Costa (Fi), ieri nella sala stampa della Camera, Ermanno Vichi dell'Ulivo ha illustrato un progetto di legge delega al governo per l'introduzione di questo sistema nel nostro ordinamento tributario. L'articolato è firmato da altri 43 deputati dell'Ulivo, compresi i due vicepresidenti del gruppo Marina Sereni e Gianclaudio Bressa. Vichi ha spiegato che «il sistema fiscale italiano si caratterizza per una contraddizione: si fonda sulla tassazione a base individuale (che a parità di reddito penalizza le famiglie monoreddito e quelle con figli a carico) e contemporaneamente determina le tariffe sulla base del reddito familiare». «Bisogna sfuggire alla diatriba - ha aggiunto- che oppone I servizi agli sgravi fiscali: servono gli uni e gli altri. E il quoziente familiare non è paragonabile a un servizio; è un sussidio per una fiscalità più equa». Inoltre l'esponente della Margherita ha indicato questa modifica del trattamento fiscale della famiglia, come risposta al problema degli incapienti e alle "trappole della povertà", per cui in non pochi casi di fronte ad un aumento del reddito lordo si ha (per effetto della perdita di agevolazioni o assegni) unariduzione del reddito disponibile. Nel corso della conferenza stampa il diessino Alberto Fluvi non ha escluso un'eventuale applicazione del quoziente alle unioni di fatto, sottolinendo che ciò «dipenderà da quello che deciderà il Parlamento» a questo proposito. II deputato dell'Ulivo ha aggiunto, tra l'altro, che l'esperienza dei Paesi nei quali il quoziente è applicato, dimostra che è falsa la tesi «secondo cui questo sistema fiscale, penalizzerebbe l'ingresso della donna nel mondo del lavoro». L'iniziativa è concepita anche come una risposta al calo della natalità.

In base alla proposta ulivista, il reddito complessivo della famiglia verrebbe diviso per la somma dei coefficienti attribuiti ai singoli componenti. Al primo membro si conferisce un peso pan a 1, al coniuge 0,65, al primo figlio 0,5, al secondo e al terzo 1. Dal quarto in poi, di nuovo 0,5 come ai non autosufficienti. ll reddito diviso per là somma dei cofficienti dà il cosidetto quoziente familiare, il quale serve per determinare l'aliquota (nettamente più bassa dell'attuale), e l'imposta di base. Moltiplicando quest'ultima per la somma dei coefficienti familiari si ottiene l'imposta effettiva. I proponenti calcolano che con questo sistema due coniugi con un figlio potrebbero risparmiare dai 2.500 ai 3 mila euro.

II testo presentato prevede che il quoziente familiare possa essere applicato fino a 72­-73mila euro circa, ovvero tre volte il reddito medio individuale. L'applicazione sarebbe progressiva nel corso della legislatura co­minciando da un livello di 24mila-30mila, ed avvicinandosi al livello dei72-73mila euro: «L'obiettivo - ha spiegato Vichi - è destinare una parte del recupero dell'evasione fiscale per il sostegno alla famiglia».

Al Senato la proposta presentata dall'udc Eufemi, è indirizzata alla famiglia così come è definita dalla Costituzione (fondata sul matrimonio), contiene anche la rivalutazione delle agevolazioni concesse per i mutui per l'acquisto della prima casa (fermi dal '72), e uno sgravio per, le spese matrimoniali. L'articolato «prende le mosse dall'indagine conoscitiva» svolta in Com­missione nella scorsa legislatura. La riforma «si correla al decremento del tasso di natalità in Italia, che ha innescato un processo di progressivo invecchiamento della popolazione, sbilanciando il rapporto tra quella anziana e quella in età lavorativa, e imponendo un freno alla domanda e alle dinamiche di sviluppo». Eufemi ha criticato anche la Finanziaria 2007, perché premia ulteriormente le famiglie bireddito rispetto a quelle monoreddito e perché; con l'abbandono delle deduzioni per le detrazioni, rende più incisivi gli aumenti delle addizionali regionali e comunali.

Sia nella proposta di Eufemi, che in quella di Costa, i coefficienti attribuiti ai componenti del nucleo, ai fini del calcolo dell im­posta, corrispondono esattamente al modello francese: 2 per i due coniugi; 3 per una famiglia con due figli, e prevedendo l'aumento di 1 per ogni figlio a partire dal terzo. Inoltre c'è un incremento ulteriore di 0,5 per ogni figlio disabile, e di 0,2 per quelli con meno di tre anni.

7 febbraio 2007 - (DIRE) . Intervento del sen. Eufemi su puntata di  "Invasioni Barbariche" di LA7 che promuove l'uso di psicofarmaci sui bambini.

MINORI. PSICOFARMACI, 'GIU' LE MANI DAI BAMBINI' DENUNCIA LA7 ESPOSTO A GARANTE: 'INVASIONI BARBARICHE' PROMUOVE IL RITALIN.

(DIRE) Roma, 7 feb. - Nel corso della trasmissione 'Le invasioni barbariche' de La7 e' stato promosso l'uso sui bambini di due potenti psicofarmaci, il metilfenidato e l'atomoxetina. E' quanto denuncia la campagna indipendente di farmacovigilanza 'Giu' le mani dai bambini', che ha presentato un esposto urgente al Garante della concorrenza e del mercato. Per fare chiarezza, inoltre, e' stata anche rivolta un'interrogazione urgente al Senato da parte di Maurizio Eufemi(Udc). "E' gravissimo- dice Luca Poma, portavoce nazionale della campagna- che si promozioni con questa leggerezza in tv l'utilizzo di potenti psicofarmaci sui minori, ed ancor piu' grave e' che si mandino in onda interviste che sollecitano l'uso di una sostanza cosi' delicata anche su chi non ha alcuna patologia". Al centro del contendere la messa in onda, durante la trasmissione condotta da Daria Bignardi, di un'intervista ad una famiglia americana il cui figlio assumeva il Ritalin (metilfenidato) per migliorare il proprio profilo comportamentale. "Anche i genitori del ragazzo lo assumevano- aggiunge Poma- senza alcuna necessita' clinica, semplicemente per migliorare le proprie performance lavorative e stimolare la propria creativita', consigliandone cosi' l'uso senza riserve". Il metilfenidato, che e' in attesa del via libera alla commercializzazione nel nostro Paese, "e' ancora inserito nella Tabella I del ministero della Sanita', al pari di eroina e cocaina", spiega il portavoce.(SEGUE)

MINORI. EUFEMI(UDC) CONTRO 'INVASIONI BARBARICHE': SPOT A RITALIN INTERROGAZIONE PARLAMENTARE A TURCO E GENTILONI.

(DIRE) Roma, 7 feb. - E' polemica sulle 'Invasioni barbariche'. Sara' che a giorni e' attesa, da parte dell'Agenzia italiana del farmaco, l'apertura del mercato italiano al Ritalin (il farmaco a base di metilfenidato, utilizzato per il trattamento del disturbo da deficit dell'attenzione e iperattivita', e sempre piu' impegato, negli Usa, sui bambini). E cosi', il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi punta il dito contro una puntata del programma della Bignardi (non recentissima, peraltro: era, infatti, il 9 maggio 2006) rea, dice il parlamentare, di essersi prestata a fare uno spot al Ritalin. E, per questo, ha presentato un'interrogazione parlamentare ai ministri della Salute e delle Comunicazioni. Secondo Eufemi, nella trasmissione "si e' ampiamente promozionato, senza alcuna possibilita' di contraddittorio anche scientifico, l'utilizzo di una specifica molecola psicoattiva, il metilfenidato (nome commerciale all'estero Ritalin«), proiettando videofilmati nei quali si esaltavano le virtu' presunte terapeutiche e comunque dopanti di questa sostanza". Inaccettabili, incalza, le interviste "anche a soggetti che lo assumono assieme ad altre anfetamine, pur non avendo alcuna patologia, esclusivamente per migliorare le performance di studio o lavorative". Come pure quella "ad un presunto 'specialista' (che in realta' e' uno psichiatra senza alcuna specializzazione in neuropsichiatria infantile) il quale ha anche promozionato l'utilizzo di un'altra molecola simile, l'atomoxetina, che in Usa e' invece oggetto di forti restrizioni in quanto ha registrato,in un solo mese di monitoraggio, 130 bambini che hanno tentato il suicidio, 20 adolescenti morti per suicidio e 176 gravi casi di minori in coma epatico". (SEGUE)

MINORI. EUFEMI(UDC) CONTRO 'INVASIONI BARBARICHE': SPOT A... -2-

(DIRE) Roma, 7 feb. - In Italia, ricorda ancora Eufemi, "come nel resto del mondo, e' accesa la polemica circa la somministrazione disinvolta di psicofarmaci a bambini ed adolescenti, che spesso vengono prescritti ai minori per cercare di sedare i loro disagi, che pure potrebbero essere risolti con metodi- scientificamente testati- di tipo pedagogico e psicologico od in ambito pediatrico". Se non bastasse, nel nostro Paese "vige un rigido divieto di promozione al grande pubblico di sostanze medicinali di ogni tipo, tranne quelle da banco". Per questo si rivolge ai ministri Turco e Gentiloni per conoscere "quali iniziative si intendano avviare per evitare che possano riproporsi casi come quello segnalato e dunque non solo la pubblicita' di farmaci, ma anche la disinvolta somministrazione di psicofarmaci a bambini ed adolescenti e per garantire il pieno rispetto della disciplina sulle promozioni di sostanze medicinali".

29 gennaio 2007 - (ANSA) DDL GENTILONI: EUFEMI (UDC), SINISTRA RISPETTI AUTHORITY

(ANSA) - ROMA, 29 gen - ''Prima di occupare le Authority, la sinistra cominci a rispettarle''. Lo afferma Maurizio Eufemi, senatore dell'Udc, secondo il quale ''se l'annunciata riforma delle Authority e' lo strumento rapido per realizzare una progressiva occupazione del potere da parte della maggioranza di governo, non sfugge il tentativo di 'normalizzare' l'Antitrust, con gravi intimidazioni, come quelle rivolte al presidente Catricala' che ha il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni e valutazioni rispetto agli sconcertanti disegni dei portavoce del "nuovo statalismo'''.(ANSA).

29 gennaio 2007 - (ASCA, AGI) PACS: EUFEMI, NO A FAMIGLIE CO.CO.CO A GEOMETRIA VARIABILE

(ASCA) - Roma, 29 gen - ''Siamo tutt'altro che pigri e fortemente impegnati ad evitare l'istituzione di famiglie co.co.co. a geometria variabile e i Pacs, una deriva complessiva della nostra societa' che ci rifiutiamo di avallare con profondo senso di responsabilita', nel rispetto della nostra Carta Costituzionale, quella Costituzione che non puo' essere difesa dalla Sinistra a giorni alterni''. Ad affermarlo e' il senatore dell'Udc, Maurizio Eufemi. ''Dopo aver inventato i co.co.co. la fantasia della sinistra, con la complicita' dei cattolici adulti, non finisce di stupire, puntando - aggiunge Eufemi - in una sfida all'O.K. Korral, alla precarizzazione della famiglia e degli affetti''.

 (AGI) - Roma, 29 gen. - " Siamo tutt'altro che pigri, come afferma il testimonial prodian-bolognese, ma fortemente impegnati ad evitare la istituzione di famiglie co.co.co., a geometria variabile, e i Pacs, una deriva complessiva della nostra societa' che ci rifiutiamo di avallare con profondo senso di responsabilita', nel rispetto della nostra Carta Costituzionale, quella Costituzione che non puo' essere difesa dalla Sinistra a giorni alterni". Lo sostiene il senatore dell'UDC, Maurizio Eufemi. "Dopo aver inventato i co.co.co. la fantasia della sinistra, con la complicita' dei cattolici adulti, non finisce di stupire, puntando - prosegue Eufemi- in una sfida all'O.K. Korral, alla precarizzazione della famiglia e degli affetti". . "Sorprende che, in economia, quella Sinistra che mira alla stabilizzazione del lavoro, poi, sulla famiglia, scelga la strada opposta, quella della flessibilita', della precarieta' e dell'assenza di responsabilita'". (AGI)

25 gennaio 2007 - (Il Sole 24 ore Radiocor, AGI, ANSA) - Finanziaria: Padoa Schioppa rinnega la sua manovra

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 gen - "Non sono passati neppure pochi giorni dall'entrata in vigore della Finanziaria 2007 che il ministro Padoa-Schioppa con una interpretazione disinvolta, rinnega quanto sancito dall'articolo 1 della stessa legge laddove si prevedeva che le maggiori entrate del 2007 fossero destinate alla riduzione della pressione fiscale". Lo afferma, in una nota, il capogruppo Udc in commissione Finanze al Senato, Maurizio Eufemi, secondo il quale "ora, prima ancora di qualsiasi verifica sul gettito, annuncia lo spostamento di questo obiettivo nel 2009, prendendo in giro la sua stessa maggioranza che dava enorme valore a quella norma manifesto". com-Amm

FINANZIARIA: EUFEMI, PADOA-SCHIOPPA ABIURA LA SUA MANOVRA (AGI) - Roma, 25 gen. - "Padoa-Schioppa abiura la sua Finanziaria. Non sono passati neppure pochi giorni dall'entrata in vigore della Finanziaria 2007 che il Ministro Padoa-Schioppa con una interpretazione disinvolta, rinnega quanto sancito dall'articolo 1 della stessa legge laddove si prevedeva che le maggiori entrate del 2007 fossero destinate alla riduzione della pressione fiscale. Ora, prima ancora di qualsiasi verifica sul gettito, annuncia lo spostamento di questo obiettivo nel 2009, prendendo in giro la sua stessa maggioranza che dava enorme valore a quella norma manifesto. Abbiamo visto giusto, gli unici, come UDC, nel non votare quella disposizione perche' sapevamo che era una autentica presa in giro, una colossale illusione per la sua maggioranza e per il Parlamento". Lo dice Maurizio Eufemi, capogruppo UDC in commissione Finanze di Palazzo Madama. (AGI) Els

FISCO: EUFEMI (UDC), PADOA-SCHIOPPA ABIURA SUA FINANZIARIA

(ANSA) - ROMA, 25 gen - ''Padoa-Schioppa abiura la sua Finanziaria'': lo afferma il senatore Maurizio Eufemi (Udc). ''Non sono passati neppure pochi giorni dall'entrata in vigore della Finanziaria 2007 - afferma - che il Ministro Padoa-Schioppa con una interpretazione disinvolta, rinnega quanto sancito dall'articolo 1 della stessa legge laddove si prevedeva che le maggiori entrate del 2007 fossero destinate alla riduzione della pressione fiscale. Ora, prima ancora di qualsiasi verifica sul gettito, annuncia lo spostamento di questo obiettivo nel 2009, prendendo in giro la sua stessa maggioranza che dava enorme valore a quella norma manifesto. Abbiamo visto giusto - aggiunge - gli unici, come UDC, nel non votare quella disposizione perche' sapevamo che era una autentica presa in giro, una colossale illusione per la sua maggioranza e per il Parlamento''. (ANSA).

18 gennaio 2007 - (Il Sole 24ore Radiocor, AGI) - Dichiarazioni sen. Eufemi su Alitalia e fischi a Padoa-Schioppa

(FIN) Alitalia: Eufemi (Udc), Padoa-Schioppa preferisce fischi a Parlamento

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 18 gen - "La prevista audizione alla Commissione Finanze del Senato del ministro Padoa-Schioppa sulla vicenda Alitalia non si e' potuta tenere ieri per i numerosi impegni dello stesso ministro. Il quale preferisce evidentemente andare a prendere i fischi e le contestazioni dei suoi supporters di Governo, come quelle di ieri all'universita' di Torino, piuttosto che affrontare in Parlamento la questione Alitalia". Lo afferma, in una nota, il capogruppo Udc in commissione Finanze, Maurizio Eufemi, che si domanda "fino a quando dovremo attendere per avere un confronto serio sulla vicenda Alitalia". Per il senatore "non puo' essere ulteriormente elusa, nell'ingiustificata indifferenza di chi sfugge, la sede propria del confronto politico, il Parlamento, anteponendo le 'lectio magistralis' al confronto politico su temi che investono il sistema del trasporto aereo italiano".

ALITALIA: EUFEMI,PADOA-SCHIOPPA PREFERISCE FISCHI A PARLAMENTO

(AGI) - Roma, 18 gen. - "La prevista audizione alla Commissione Finanze del Senato del Ministro Padoa-Schioppa sulla vicenda Alitalia non si e' potuta tenere per i numerosi impegni dello stesso ministro. Il quale preferisce evidentemente andare a prendere i fischi e le contestazioni dei suoi supporters di governo, come quelle di ieri all'universita' di Torino, piuttosto che affrontare in Parlamento la questione Alitalia". Lo dice il capogruppo Udc in commissione, Maurizio Eufemi. "Fino a quando dovremo attendere per avere un confronto serio sulla vicenda Alitalia che per quanto ci riguarda non puo' essere ulteriormente elusa nell'ingiustificata indifferenza di chi sfugge la sede propria del confronto politico, il Parlamento, anteponendo le lectio magistralis al confronto politico su temi che investono il sistema del trasporto aereo italiano", conclude Eufemi.

17 gennaio 2007 - (AGI) - UDC: EUFEMI, ANCHE SULLE AUTHORITY DIVISIONI NEL GOVERNO

"Oggi, dopo l'inutile vertice di Caserta, il Viceministro Pinza si accorge della necessita' di semplificare le Authority.

Non sorprende che il Presidente del Consiglio non sappia che nei giorni del vertice di Caserta entrava in vigore il decreto legislativo che modifica il TUB e il TUF e le competenze delle autorita' di vigilanza che rafforzavano la frammentazione delle competenze piuttosto che una loro semplificazione. Sorprende che il Viceministro Pinza sconfessi il Presidente del Consiglio che annunciava una Superconsob.

Sorprende che difenda la frammentazione delle competenze in materia di trasparenza sui prodotti previdenziali, che sono quelli piu' rischiosi soprattutto per i giovani, dopo avere perso la opportunita' offerta proprio dallo strumento della delega".

Lo dice il senatore Maurizio Eufemi, capogruppo UDC commissione Finanze. "Purtroppo -aggiunge- non bastano le divisioni nei partiti della coalizione di governo. Oggi registriamo anche la diversita' di posizioni tra Presidente del Consiglio e Vice Ministro Pinza, nel silenzio totale del Ministro dell?Economia e delle Finanze. Altro che agenda di Caserta! Quanto all'OPA vogliamo solo ricordare al Viceministro che non puo' disinvoltamente viaggiare su un qualsiasi mezzo legislativo, ma in quanto direttiva comunitaria richiede un mezzo speciale, appunto una procedura parlamentare speciale che va rispettata e che intendiamo fare rispettare".

4 gennaio 2007 - (Italia Oggi) - Nuove regole di bilancio

L'ultima decisione di bilancio ha rappresentato un autentico shock che deve portare ad una attenta riflessione.

Una legge finanziaria che sconfessa le linee guida del Dpef non serve a nessuno. Non si tratta solo della presa d'atto di un intervento legislativo dilatato nella dimensione e accompagnato dalla atomizzazione dell'intervento finanziario nella evidente contraddizione dell'uso di uno strumento finanziario ideato per il contenimento della spesa e non per azioni di sviluppo. E' necessario aprire il confronto su una materia che richiede un largo consenso politico e parlamentare. I meccanismi della decisione di bilancio sono ormai divenuti non solo obsoleti, ma dannosi.

Occorre intervenire con interventi legislativi integrati con modifiche regolamentari determinando una decisione di bilancio funzionale agli interessi del Paese nel mutato quadro europeo. Intervenire sul versante dei regolamenti parlamentari, significa innanzitutto accrescere il ruolo della Commissione bilancio e recuperare il suo ruolo di filtro del lavoro istruttorio che viene mortificato dall'eccessivo ricorso al voto di fiducia. Tale ruolo va accompagnato dal rafforzamento del ruolo e le responsabilità del Servizio del bilancio. Non vi è dubbio che occorra fare un salto qualitativo nel solco della tradizione contabilistica del nostro paese superando la legge 468 del 1978 che segnò il passaggio dalla legge dei bilanci alla politica di bilancio con manovra annuale. Con le modifiche apportate dalla 362/88 si segnò il passaggio forte alla programmazione finanziaria. Sterili e confusi risultati sono stati ottenuti con l'ambizioso intervento operato da questa stessa maggioranza nella XIII legislatura di ridurre le masse baggettarie e introducendo le unità previsionali di base, muovendo da previsioni di sviluppo e dilatando senza argini la portata della manovra. Occorre avere la consapevolezza che il passaggio dalla legge finanziaria alla legge di stabilità non deve essere solo un mutamento nominalistico o terminologico ma deve assumere il significato forte del passaggio ad una fase politica diversa, più europea.

Devono essere posti più stringenti limiti finalizzati al contenimento e alla razionalizzazione dell’aggregato spesa pubblica. La creazione di buone regole di finanza pubblica è oggi un’esigenza imprescindibile.E' stato detto più volte che il bilancio ha più padroni perché è strumento di Governo e del Parlamento. Oggi di fatto, il governo, con il ricorso al voto di fiducia è il solo padrone del bilancio. Il problema che oggi abbiamo di fronte è di affermare una vera ed autentica cultura del bilancio, da tutti condivisa.

Vanno consolidati i risultati ottenuti per effetto dell'articolo 28 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003), con la creazione di una rete telematica (progetto Siope) che permette una conoscenza in tempo reale dell’andamento dei flussi di finanza pubblica dell’intera area pubblica, insieme ad efficaci sistemi di rendicontazione per 12 mila soggetti, rispetto agli attuali 2691, ricompresi nel perimetro della p.a..

Si definiscano allora gli strumenti per la realizzazione del consolidato di cassa della p.a., affiancando le procedure oggi in vigore con un meccanismo che porti direttamente a disaggregare le informazioni disponibili secondo le varie esigenze. È il rendiconto il collante di ogni organizzazione, è la madre di tutte le riforme istituzionali. La strada maestra dell’innovazione politica ed amministrativa passa per un nuovo modo di fare la legge finanziaria. Il punto di svolta è il passaggio apparentemente tecnico: il passaggio da una gestione di competenza ad una gestione di cassa.

Si eviterebbero le polemiche di questi giorni sul "fabbisogno" e sull'"indebitamento netto", sui trucchi contabili, sui risultati effettivi e non sulla conveniente distinzione tra competenza e cassa. Nella competenza v'è l’assenza strutturale della cultura del rendiconto. Nulla si sa nell’attuale sistema dell'uso dei vari tesoretti. La spesa pubblica tende a divenire strutturalmente inefficiente, frantumandlosi in rivoletti sempre più piccoli, a divenire «elemosina», in luogo di strumento di soluzione di problemi strutturali. I tempi di realizzazione delle varie «cose» da fare si dilatano sempre più, e così inevitabilmente il loro costo. Si allarga sempre più la «faglia istituzionale» tra i cittadini che pagano e non vedono ritorni, e i governi locali che usano le risorse per massimizzare il consenso. Con la gestione di cassa si tratta di dare forma giuridica ed istituzionale coerente a una strada di fatto già imboccata che ponga tre strumenti: Un quadro macroeconomico di medio periodo, che sia allo stesso tempo «camicia di forza» sull’uso del danaro pubblico e che cali la «camicia di forza» dell’obbligo e della cultura del rendiconto ben dentro la «macchina» della p.a.; che determini concorrenza tra i vari livelli di governo e dell’amministrazione ad essere «più bravi». Si apre naturalmente la strada ad una nuova cultura politica ed amministrativa che annulla ogni anno le rendite di posizione acquisite e riporta correttamente tutto ad una forma di concorrenza tra le amministrazioni basata sui risultati. La Finanziaria dovrebbe essere un documento essenziale emendabile limitatamente ai grandi aggregati di finanza pubblica; fisco, welfare, sanità, difesa, giustizia, sicurezza, sviluppo sopprimendo qualsiasi riferimento alle troppe unità previsionale di base e a microinterventi finanziari. Va premiata la efficienza nell'uso delle risorse pubbliche cambiando in meglio la cultura amministrativa del paese. Buone politiche e buone regole sono essenziali per realizzare obiettivi di stabilizzazione e di sviluppo. Riaffermare la centralità del Parlamento significa innanzitutto rendere il Parlamento protagonista delle scelte in materia di bilancio. Oggi, e la ultima legge finanziaria ne è una chiara dimostrazione, il suo ruolo viene mortificato. Nuove regole di finanza pubblica sono dunque urgenti e indispensabili se vogliamo uscire da sterili polemiche e dannose contrapposizioni. E' per questo che dobbiamo operare al di là degli schieramenti politici e al di là dei vantaggi contingenti per una riforma incisiva che sappia cogliere i tempi nuovi chiamando tutti i soggetti ad una nuova stagione di responsabilità rispetto alla quale nessuno può ritenersi estraneo, se volgliamo guardare concretamente al bene del paese.

Sen. Maurizio Eufemi

Roma, 4 gennaio 2006

20 dicembre 2006 - (Reuters) Eufemi presenta ddl sulle banche popolari cooperative

14 dicembre 2006 - (ASCA, AGI, DIRE, ANSA) EUFEMI DENUNCIA L'UNILATERALE ATTENZIONE VERSO PACS E COPPIE DI FATTO A SCAPITO DEI FIGLI

UNIONI DI FATTO: EUFEMI, DA GOVERNO NESSUNA ATTENZIONE A LORO FIGLI

(ASCA) - Roma, 14 dic - ''Il governo ha tentato di operare un riconoscimento surrettizio delle coppie di fatto attraverso un tarlo fiscale, minando il principio dell'articolo 29 della Costituzione. Ma se vi preoccupate delle unioni di fatto e dei pacs, nessuna attenzione e' stata rivolta ai loro figli, deboli, indifesi e non tutelati da scelte individualistiche ed egoistiche''. Cosi' il sen. Maurizio Eufemi (Udc) in favore della tutela dei figli delle coppie di fatto, tuttora discriminati nelle competenze giudiziarie in caso di separazione. ''Volete una famiglia volatile e precaria - ha ribadito Eufemi - con soli diritti e nessun dovere. Ma chi pensa ai figli?''.

FINANZIARIA: EUFEMI, PACS? IGNORATI DIRITTI DEI FIGLI  (AGI) - Roma, 14 dic. - 'Il Governo ha tentato di operare un riconoscimento surrettizio delle coppie di fatto attraverso un tarlo fiscale, minando il principio dell'articolo 29 della Costituzione. Ma se vi preoccupate delle unioni di fatto e dei pacs, nessuna attenzione e' stata rivolta ai loro figli, deboli, indifesi e non tutelati da scelte individualistiche ed egoistiche.' Lo dice Maurizio Eufemi (Udc) in favore della tutela dei figli delle coppie di fatto, tuttora discriminati nelle competenze giudiziarie in caso di separazione. 'Volete una famiglia volatile e precaria - ha ribadito Eufemi - con soli diritti e nessun dovere. Ma chi pensa ai figli?'.

UNIONI DI FATTO. EUFEMI (UDC): IGNORATI I DIRITTI DEI FIGLI "NON SONO TUTELATI DA SCELTE INDIVIDUALISTICHE ED EGOISTICHE".

(DIRE) Roma, 14 dic. - "Il governo ha tentato di operare un riconoscimento surrettizio delle coppie di fatto attraverso un tarlo fiscale, minando il principio dell'articolo 29 della Costituzione. Ma se vi preoccupate delle unioni di fatto e dei pacs, nessuna attenzione e' stata rivolta ai loro figli, deboli, indifesi e non tutelati da scelte individualistiche ed egoistiche". E' la posizione di Maurizio Eufemi (Udc), in favore della tutela dei figli delle coppie di fatto, che il senatore centrista definisce "discriminati nelle competenze giudiziarie, in caso di separazione". "Volete- sottolinea Eufemi- una famiglia volatile e precaria con soli diritti e nessun dovere. Ma- si chiede concludendo- chi pensa ai figli?".

COPPIE DI FATTO: EUFEMI (UDC), IGNORATI DIRITTI FIGLI

(ANSA) - ROMA, 14 dic - ''Il Governo ha tentato di operare un riconoscimento surrettizio delle coppie di fatto attraverso un tarlo fiscale, minando il principio dell'articolo 29 della Costituzione. Ma se vi preoccupate delle unioni di fatto e dei pacs, nessuna attenzione e' stata rivolta ai loro figli, deboli, indifesi e non tutelati da scelte individualistiche ed egoistiche''. Il senatore dell' Udc Maurizio Eufemi, nel criticare la finanziaria nel suo intervento in Aula, ha parlato della mancata tutela dei figli delle coppie di fatto, ''tuttora discriminati nelle competenze giudiziarie in caso di separazione''. ''Volete una famiglia volatile e precaria - ha detto Eufemi rivolgendosi ai senatori del centrosinistra - con soli diritti e nessun dovere. Ma chi pensa ai figli?''.

11 dicembre 2006 - (ANSA, ASCA) EUFEMI (UDC): BOOM ENTRATE DI CUI TENERE CONTO

 

FINANZIARIA: EUFEMI (UDC), BOOM ENTRATE VA INCORPORATO ALTRIMENTI MANOVRA ERRATA PERCHE' PARTE DA PRESUPPOSTI SBAGLIATI (ANSA) - ROMA, 11 dic - ''Il boom delle entrate deve essere incorporato nella decisione di bilancio''. Lo afferma il senatore dell'Udc, Maurizio Eufemi, evidenziando come dai dati sulle entrate portati oggi in Commissione Bilancio del Senato dal vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco ''si evidenziano maggiori entrate per oltre 33 miliardi di euro che diventeranno 37 a fine dicembre perche' ancora non sono inclusi tutti i dati dell'autotassazione''. Eufemi ricorda che per quanto riguarda le maggiori entrate ne sono state contabilizzate, ai fini della manovra, solo 5; dunque ''la manovra e' sbagliata perche' parte da presupposti sbagliati. I dati sulle maggiori entrate debbono essere incorporati in bilancio - insiste Eufemi - prima del via libera del Senato alla Finanziaria''.

 

FINANZIARIA: EUFEMI (UDC), TREMONTI HA LASCIATO UN BEL DIVIDENDO FISCALE =

(ASCA) - Roma, 11 dic - ''Altro che buco, c'e' un boom di entrate. Tremonti ha lasciato un dividendo che alla fine dell'anno risultera' di 37 miliardi di euro''. Lo ha affermato il senatore dell'Udc, Maurizio Eufemi, commentando gli ultimi dati sul gettito fiscale illustrati dal vice ministro dell'Economia, Vicenzo Visco. ''Visco in Commissione ha riconosciuto che e' mancata chiarezza. In ogni caso - ha spiegato Eufemi - la manovra e' stata sbagliata nella sua impostazione. Si doveva tenere conto del gettito fiscale''.

11 dicembre 2006 - FINANZIARIA: EUFEMI(UDC), ESAME LENTO PER COLPA MAGGIORANZA

 

(ANSA) - ROMA, 11 dic - Il ritardo nei lavori della commissione bilancio, che non votera' il mandato al relatore, ''e' dovuto alla divisioni della maggioranza: e' emblematico il fatto che ieri si e' dovuto sospendere per cinque minuti l' iter di una finanziaria da 40 miliardi di euro perche' un parlamentare della maggioranza insisteva sulla vendita di alcuni beni del comune di Caorle''.

Ad affermarlo e' il senatore dell' Udc, Maurizio Eufemi che sostiene la correttezza del comportamento dell' opposizione. ''Siamo stati molto rispettosi - afferma - non abbiamo fatto ostruzionismo. Ma di fronte ad una massa di emendamenti della maggioranza non si poteva arrivare ad un risultato condiviso. Noi dell' Udc siamo stati sempre presenti in aula ma anche su temi importanti, come gli assegni familiari e gli invalidi civili, non siamo mai riusciti a fare breccia. C'e' stata una chiusura totale''. Il fatto che non si votera' il mandato al relatore e' ''un fatto grave - aggiunge Eufemi - che dimostra come il sistema delle regole di finanza pubblica non funziona. Bisogna subito aprire un tavolo per le modifiche. Cosi' infatti si mette in discussione il ruolo del parlamento e la finanziaria e' diventata quella delle lobby''.

9 dicembre 2006 - "ANSA" FINANZIARIA: EUFEMI, GRANDI E' STATO COSTRETTO A RIENTRARE

 

(ANSA) - ROMA, 9 dic - ''La questione dell'obiezione di coscienza e' stata sottoposta al presidente della commissione Bilancio del Senato Enrico Morando che ha invitato il sottosegretario Grandi a rientrare al posto del governo''. E' quanto afferma il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi, a proposito della scelta del sottosegretario all'Economia Alfiero Grandi di uscire dall'aula della commissione dove si stava svolgendo l'esame all'emendamento sulle successioni. ''Va precisato - dice ancora Eufemi - che non aveva dichiarato questa presa di posizione in Aula e che alla fine comunque e' stato costretto a assistere al voto''.

7 dicembre 2006 - (ANSA, DIRE, AGI,  ASCA, 9 COLONNE) Dichiarazioni del sen. Eufemi su Finanziaria e unioni di fatto.

 

UNIONI DI FATTO. EUFEMI (UDC): RESTIAMO CONTRARI A SCONVOLGIMENTI

(DIRE) Roma, 7 dic. - Soddisfazione perche' le unioni di fatto escono dalla Finanziaria, ma il no a sconvolgimenti di principi costituzionali resta immutato. Il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi parla di "successo personale", riferendosi al fatto che non sara' la Finanziaria a occuparsi delle unioni di fatto. "Lo avevo gia' chiesto quando si affronto' una formulazione ambigua che si riferiva a 'soggetti diversi oltre ai fratelli' che interveniva sul diritto di famiglia".
   Ma che succedera' tra due mesi, quando il governo presentera' il disegno di legge? Quale sara' l'atteggiamento dell'Udc? "Noi siamo contrari a uno sconvolgimento nei confronti dei principi costituzionali che per noi- sottolinea Eufemi- rimangono intangibili". Insomma, e' un no preannunciato.
 

COPPIE DI FATTO: EUFEMI, NO A SOLUZIONI SURRETTIZIE
(AGI) - Roma, 7 dic. - "L'Udc e' soddisfatta - ha dichiarato il sen. Maurizio Eufemi, a nome dell'Udc - per la cancellazione dalla Finanziaria delle ambigue frasi che, partendo dalle successioni, aprivano surrettiziamente la porta a un improprio riconoscimento delle coppie di fatto. Avevamo visto giusto quando, fin dal dibattito sul Decreto Fiscale, per primi indicammo la pericolosita' della formulazione approvata dalla maggioranza, e adesso questo sopraggiunto rinsavimento ce ne da' atto". "Al tempo stesso, pero', siamo preoccupati per il nuovo ordine del giorno sulle unioni di fatto annunciato dall'Unione che, al solito,cerca di risolvere i suoi problemi interni rinviando le decisioni. Nessuno si faccia illusioni: tra due mesi - ha avvertito Eufemi - noi continueremo a far sentire come adesso la nostra voce, chiedendo che su questi temi che toccano la coscienza ed i valori di tanta parte della societa' e di fette importanti dello stesso centrosinistra, non si proceda senza un dibattito serio e trasparente nel paese e nel parlamento". (AGI)        
 
UNIONI DI FATTO: UDC, BENE PER IL 'NO' A SOLUZIONE SURRETTIZIA =

(ASCA) - Roma, 7 dic - ''L'Udc e' soddisfatta per la cancellazione dalla Finanziaria delle ambigue frasi che, partendo dalle successioni, aprivano surrettiziamente la porta a un improprio riconoscimento delle coppie di fatto. Avevamo visto giusto quando, fin dal dibattito sul decreto fiscale, per primi indicammo la pericolosita' della formulazione approvata dalla maggioranza, e adesso questo sopraggiunto rinsavimento ce ne da' atto''. E' quanto dichiara, in una nota, Maurizio Eufemi, a nome dell'Udc.
   ''Al tempo stesso, pero' - prosegue Eufemi -, siamo preoccupati per il nuovo ordine del giorno sulle unioni di fatto annunciato dall'Unione che, al solito, cerca di risolvere i suoi problemi interni rinviando le decisioni''.
   ''Nessuno si faccia illusioni: tra due mesi - avverte Eufemi - noi continueremo a far sentire come adesso la nostra voce, chiedendo che su questi temi che toccano la coscienza ed i valori di tanta parte della societa' e di fette importanti dello stesso centrosinistra, non si proceda senza un dibattito serio e trasparente nel paese e nel parlamento''.

COPPIE DI FATTO, EUFEMI (UDC): PREOCCUPATI PER ODG UNIONE

(9Colonne) - Roma, 7 dic - "L'Udc è soddisfatta per la cancellazione dalla Finanziaria delle ambigue frasi che, partendo dalle successioni, aprivano surrettiziamente la porta al riconoscimento delle coppie di fatto. Avevamo visto giusto quando, fin dalla discussione sul decreto fiscale, per primi indicavamo la pericolosità della formulazione approvata dalla maggioranza, e adesso questo sopraggiunto rinsavimento ce ne dà atto". E' quanto ha dichiarato il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi, commentando l'accordo aggiunto fra l'esecutivo e la maggioranza sulle successioni, nel quale il capitolo sui conviventi viene estrapolato dall'emendamento alla Finanziaria e che ha visto tutti i capigruppo della maggioranza, che hanno sottoscritto un ordine del giorno, il quale impegna il governo a presentare entro il 31 gennaio 2007 un ddl sulle unioni di fatto. "Al tempo stesso, però, - ha sottolineato Eufemi - siamo preoccupati per il nuovo ordine del giorno sulle unioni di fatto annunciato dall'Unione che, al solito, cerca di risolvere i suoi problemi interni rinviando le decisioni. Nessuno si faccia illusioni: tra due mesi noi continueremo a far sentire come adesso la nostra voce, chiedendo che su questi temi che toccano la coscienza ed i valori di tanta parte della società e di fette importanti dello stesso centrosinistra, non si proceda senza un dibattito serio e trasparente nel Paese e nel Parlamento".

PACS: UDC, OK CORREZIONE IN FINANZIARIA MA ODG PREOCCUPA

   (ANSA) - ROMA, 7 dic - ''L'Udc e' soddisfatta per la cancellazione dalla Finanziaria delle ambigue frasi che, partendo dalle successioni, aprivano surrettiziamente la porta a un improprio riconoscimento delle coppie di fatto. Avevamo visto giusto quando, fin dal dibattito sul decreto fiscale, per primi indicammo la pericolosita' della formulazione approvata dalla maggioranza, e adesso questo sopraggiunto rinsavimento ce ne da' atto''. Cosi' il capogruppo dell'Udc in commissione Bilancio, Maurizio Eufemi, commenta la decisione presa oggi dalla maggioranza di far saltare dall'emendamento  sullesuccessioni la parte che equiparava i coniugi ai conviventi a fronte di un ordine del giorno che impegna il governo a presentare entro fine gennaio 2007 un ddl sulle unioni di fatto.
   ''Al tempo stesso, pero', siamo preoccupati - aggiunge - per il nuovo ordine del giorno sulle unioni di fatto annunciato dall'Unione che, al solito, cerca di risolvere i suoi problemi interni rinviando le decisioni''.
   ''Nessuno - conclude - si faccia illusioni: tra due mesi noi continueremo a far sentire come adesso la nostra voce, chiedendo
che su questi temi che toccano la coscienza ed i valori di tanta parte della societa' e di fette importanti dello stesso centrosinistra, non si proceda senza un dibattito serio e trasparente nel paese e nel Parlamento''. (ANSA).

6 dicembre 2006 - (ANSA) FINANZIARIA:EUFEMI,GOVERNO NON ASCOLTA ESIGENZE UNIVERSITARI GRAVE BOCCIATURA EMENDAMENTO SU ESTENSIONE ASSEGNI FAMILIARI

(ANSA) - ROMA, 6 dic - ''E' grave che il governo non tenga conto delle esigenze degli studenti universitari''. Lo afferma il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi commentando la bocciatura di un emendamento del suo partito alla Finanziaria oggi in commissione Bilancio al Senato che chiedeva l'estensione agli studenti tra i 21 e 25 anni degli assegni familiari.

6 dicembre 2006 - (Avvenire, pag.9) SUCCESSIONI, CONVIVENTI EQUIPARATI AI CONIUGI. DA ROMA

Pier Luigi Fornari -Roma. A sorpresa il governo in un emendamento che tratta le più disparate materie, e con una semplice aggiunta di tre parole, introduce una equiparazione tra matrimonio e convivenze more uxorio in tema di successioni. Un pari trattamento che non risulta finora nel nostro ordinamento. Con una sorta di "strappo" procedurale, perché anche nell'ordine del giorno approvato al Senato in questo campo in sede di voto del decreto fiscale, scomparvero le convivenze dai casi per i quali si proponeva un trattamento di favore per la imposta sulle successioni e le donazioni. Restò invece la sollecitazione a venire incontro a quelle categorie che avevano dato origine all'iniziativa, cioè i fratelli, i portatori di handicap, il Terzo Settore, e i parenti fino al terzo grado che possano garantire la continuità produttiva nelle aziende. Ma nell'emendamento del governo c'è un'ulteriore "novità" rispetto al testo iniziale nel quale erano contenute anche le convivenze. In quel documento, seppure si richiedeva un trattamento agevolato, non si arrivava al punto di equiparare il convivente al coniuge. II trattamento era parificato solo a quello del fratello. La differenza è assai rilevante. Infatti la franchigia proposta per il fratello è di 100mi1a euro e l'aliquota sull'eccedente è del 6%, quella indicata ora per il convivente è di 1 milione con l'aliquota al 4, lo stesso trattamento del coniuge. Per sopprimere tale equiparazione tra coniugi e conviventi sono stati presentati quattro emendamenti: due a firma dell'udc, Maurizio Eufemi; uno a firma dei senatori della Lega, Paolo Franco e Massimo Polledri; ed uno a firma degli esponenti della Margherita, Luigi Bobba, Luigi Lusi, ed Emanuela Baio Dossi. È chiaro che se i tempi dovessero restringersi, e la Finanziaria dovesse passare dalla commissione all'aula con questa modifica, in concomitanza con un'eventuale accelerazione mediante voto di fiducia, tutti i subemendamenti salterebbero per regolamento. «Mi auguro - afferma Eufemi - che questa norma venga bloccata, anche perché a fronte di un trattamento proposto che favorisce al massimo le convivenze, finiscono per essere penalizzati i fratelli. È necessario quindi che chi ha a cuore la salvaguardia del valore fondamentale della famiglia, così come è stata definita dalla Costituzione, si impegni per evitare una deriva che non può che indebolire la crescita del Paese». II senatore udc critica duramente anche il metodo con cui si è giunti all'emendamento del governo: «La norma a favore delle convivenze è stata fatta passare subdolamente dietro una serie di giuste cause (fratelli, terzo settore, continuità nelle aziende), con un passaggio ambiguo che può confondere la buona fede anche di molti esponenti della maggioranza». II dl Bobba ricorda il voto sull'ordine del giorno al termine del dibattito sul decreto fiscale. In quell'occasione il governo chiese che le richieste di modifica a quel provvedimento fossero promosse attraverso ordini del giorno e non emendamenti: «L'aula di Palazzo Madama - spiega il senatore della Margherita - discusse e votò un documento sull'estensione della franchigia sull'imposta di successione anche ad altre categorie a partire dai fratelli, decidendo di escludere i conviventi. Io mi attengo a quel pronunciamento del Senato. Non va dimenticato, tra l'altro, che quel documento era stato sollecitato prevalentemente dalla preoccupazione di garantire la continuità produttiva nelle aziende agricole». Per quanto riguarda poi il tema delle unioni di fatto, l'ex presidente delle Acli osserva che intervenendo nel diritto tributario, si entra inevitabilmente nel campo del diritto pubblico. «Non si capisce perché creare un precedente nel contesto di una materia così complessa; com'è la Finanziaria, quando il programma del centrosinistra prevede principi molto chiari, che andranno applicati a suo tempo affrontando specificamente il tema delle unioni».

30 novembre 2006 - FONDAZIONI BANCARIE: EUFEMI, NO A COLPI DI MANO ED ESPROPRI
(AGI) - Roma, 30 nov. - "Il presunto governo delle liberalizzazioni intende far tornare indietro il paese di vent'anni, travolgendo gli obiettivi delle leggi Amato e Ciampi, rafforzando lo strapotere delle fondazioni bancarie, gli intrecci proprietari che le hanno portate ad acquisire quote azionarie rilevanti nei settori for-profit". Lo dice il senatore dell'UDC, Maurizio Eufemi. "Se domani, il Ministro
dell'Economia e delle Finanze, sotto la spinta arrogante del vice-ministro Pinza modifichera' una legge dello Stato con decreto legislativo, su materia fuori delega, la norma sul limite del possesso azionario del 30 per cento per le fondazioni bancarie, si assumera' -aggiunge- una grave responsabilita' politica e istituzionale di cui chiederemo conto in ogni sede parlamentare. Non si tratta solo di una fortissima lesione delle regole costituzionali, ma di un autentico imbroglio perpetrato ai danni del Parlamento. Questi pavidi al governo del Paese, che non hanno avuto il coraggio di presentare una proposta chiara nel Consiglio dei ministri di
agosto e neppure al Parlamento, sono pronti ad accontentare ben identificate lobby che sostengono questo governo per
rafforzarne il potere senza controlli e garanzie per le comunita' locali. Intanto, si procede ad operazioni 'protette' senza piani industriali, senza internazionalizzazione con migliaia di esuberi mascherati da esodi volontari".
29 novembre 2006 - (DIRE):FINANZIARIA. PARITA' IN COMMISSIONE FINANZE, NIENTE PARERE

(DIRE) Roma, 29 nov. - La commissione Finanze si e' spaccata in maniera speculare sul parere alla Finanziaria, che con 13 voti a
favore e 13 contro, non e' passato. "La commissione- ha detto all'uscita Rosario Giorgio Costa (Fi)- non e' stata in grado di esprimere una maggioranza e la riunione si e' conclusa senza aver espresso un parere sulla manovra".
"Il dato politico- aggiunge Maurizio Eufemi (Udc)- e' che c'e' una debolezza strutturale dell'Unione". Stamattina Follini ha votato con la Cdl sul parere contrario proposto da Eufemi e Ciampi ha votato con l'Unione il parere favorevole.
29 novembre 2006 - (AGI): FINANZIARIA: EUFEMI, MAGGIORANZA COME SILVAN SOLO ILLUSIONI
(AGI) - Roma, 29 nov. - "La debolezza della maggioranza e' proporzionata alla sua arroganza. Il risultato della commissione Finanze, che ha bocciato il parere della maggioranza, dimostra i chiari limiti della coalizione, incapace di affrontare i reali problemi del Paese, cercando di promuovere solo illusioni finanziare. Una maggioranza come il mago Silvan. Nel parere alternativo abbiamo portato avanti una filosofia diversa che punti allo sviluppo senza penalizzare i ceti medi produttivi". Lo dice il senatore Maurizio Eufemi, capogruppo UDC in commissione Finanze. "Riflettete, riflettete, riflettete -consiglia Eufemi- prima che si apra il lavoro in
commissione Bilancio".
28 novembre 2006 - (La Stampa) C'è l'accordo bipartisan "Basta col bazar riformiamo la manovra"

STEFANO LEPRI ROMA Numeri più leggibili e meno spazio agli emendamenti Maurizio Eufemi senatore Udc: «Si parla molto di riportare il deficit sotto il 2,8% ma il testo è compilato sulla base di criteri diversi e quella cifra non c'è» così non si può andare avanti. II governo dovrebbe presentarsi in Parlamento e dire: questa è la Finanziaria, accettatela o il governo va a casa». Queste parole non le ha confidate a un amico Romano Prodi, le ha pronunciate Silvio Berlusconi il 20 dicembre 2003. Passati tre anni e cambiato il governo, a Montecitorio e Palazzo Madama il suk degli emendamenti impazza e il Paese capisce sempre meno. La differenza è che quell'obiettivo - l'inemendabilità del disegno di legge finanziaria - non se lo pone più nemmeno il centrodestra. Entrambi gli schieramenti si dicono disposti a dialogare: è qualcosa, in tempi in cui dialogano pochissimo. Prove di dialogo ce n'erano state già tre anni fa e si sono insabbiate. Questa volta più d'uno si dice convinto che «i tempi sono maturi». Nella commissione Bilancio del Senato un terreno d'intesa pare trovato ; nei ministeri già si lavora su alcune ipotesi. «La gente non capisce che cosa votiamo, legge titoli sui Suv e sciocchezze varie - nota il viceministro dell'Economia Roberto Pinza (Dl) -: quando vado a spiegare agli elettori cosa c'è dentro la manovra, non trovo il malcontento che ci si aspetta, trovo anzi consenso». Lo scopo è riportare il deficit al 2,8% del Pil nel 2007: «ma nemmeno noi parlamentari sappiamo cosa votiamo- dice Maurizio Eufemi, senatore Udc : nel testo, redatto secondo una contabilità diversa, questa cifra non c'è». Il Parlamento si azzuffa per tre mesi su un testo macchinosamente lungo dal quale, anche con la pazienza di leggerlo, si ricava poco. Inevitabile? A prima vista la nostra legge finanziaria 2006, 60.500 parole, non è molto più lunga di quella francese, 51.500 parole. Ma la contabilità francese è assai meno oscura e il Parlamento vota solo «per missioni», ovvero sui capitoli generali. Un «bilancio per missioni», «più leggibile», è previsto nel programma dell'Unione. Non si può più continuare così, ha detto il presidente della Repubblica. II ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, ci lavorerà da gennaio. La sua idea è di procedere su due binari: riforma della contabilità e delle procedure parlamentari. Radicale la proposta che prepara il vice¬capogruppo di Forza Italia al Senato Enrico La Loggia: un mese alle commissioni Bilancio per fare osservazioni, una settimana al governo per le controproposte, «sul modello americano». Si concentra sulla contabilità il senatore Giuseppe Vegas (Fi): «Non ha più senso un bilancio così. Occorre una legge di stabilità che regoli i rapporti tra i vari centri di spesa». Serve un'intesa tra i due schieramenti o non se ne fa nulla, insiste il presidente _ della commissione Bilancio del Senato Enrico Morando (Ds). C'è consenso sull'accentrare il lavoro in commissione, con regole più strette sugli emendamenti in aula («sede semi-redigente» in gergo tecnico). «Se non si punta troppo in alto, un'intesa si può trovare - dice Morando - senza dimenticare che esistono già delle norme  utili, introdotte nel 1998 da Ciampi. Sta ai presidenti delle Camere applicarle: finora nessuno l'ha fatto». Pinza invece propone un intervento limitato, a pronto effetto: «Basta accorciare i tempi della procedura parlamentare». Più difficile sarà vedere chiaro nei conti dello Stato. Il senatore Eufemi, che ha già depositato una sua proposta di riforma del bilancio, non lo nasconde: «La burocrazia teme di perdere potere con cifre più trasparenti. La Ragioneria generale, insomma».

24 novembre 2006 - Avvenire: Eufemi su imposta di successione

EREDITA'. PREVISTI GIA' ALTRI RITOCCHI

Alcune delle norme approvate ieri in via definitiva all'interno del "decretone" fiscale, in realtà cambieranno presto. E' il caso, soprattutto delle modifiche alla franchigia che limita l'imposta di successione, reintrodotta nel testo. Il relatore Giorgio Benvenuto (Ds) ha detto che il governo si è impegnato a prevedere una tassazione agevolata per i portatori di handicap e l'estensione della quota esente anche a parenti "non discendenti in linea retta, a partire da quelli in linea collaterale di secondo grado". Qualche dettaglio in più è giunto dal sottosegretario Grandi (Ds) "Dipenderà da come verranno graduate queste agevolazioni, ad esempio sui fratelli si potrebbe mettere la franchigia solo se non ci sono altri eredi". Nessuna indicazione  è stata fornita invece sul sospetto che resta dietro questa novità, che possa cioè aprire le porte a un riconoscimento di altri soggetti conviventi. A dar voce a questi timori è stato l'udc Maurizio Eufemi parlando di "preoccupante ambiguità del governo" e di "desolante silenzio da quei senatori dell'Unione che cavalcano la difesa dei valori della famiglia"

26 ottobre 2006 - TAV: BUTTIGLIONE, IL TEMPO UTILE ORMAI STA SCADENDO

(ANSA) - ROMA, 26 ott -''E' nostra impressione che il governo non voglia decidere sulla Lione-Torino per non rischiare spaccature all'interno della maggioranza.

Noi pero' non vogliamo che si arrivi al momento in cui non ci sara' piu' nulla da decidere perché i tempi saranno scaduti. Noi chiediamo al governo impegni precisi e tempi certi per la loro realizzazione'' E' uno dei passaggi dell'intervento in aula al Senato del senatore Rocco Buttiglione presentando l'interpellanza firmata insieme al senatore Maurizio Eufemi sul Corridoio 5. Buttiglione in particolare, dando atto al sindaco Chiamparino di aver usato parole chiare a favore della Lione-Torino, ha richiamato i rischi di vedere dirottata altrove quest'opera, con grave danno per la vocazione manifatturiera di Torino, con fondate probabilita' di aumento del tasso di inquinamento della valli alpine e soprattutto con le probabili chiusure da parte francese dei valichi alpini, la perdita di finanziamenti europei e facendo perdere credibilita' internazionale all'Italia.

Sarebbe un peccato ''dopo gli sforzi compiuti dal precedente governo ha detto Buttiglione per ottenere quest'opera grazie alla sensibilita' dell'allora presidente della Commissione Europea, Prodi, e dei commissari Bolkstein e de Palacio''.

25 ottobre 2006 - Lo smemorato dell'Ici - Addizionale Ici, una tassa dimenticata

"ITALIA OGGI",  p. 5  - Sottrai di qua, aggiungi di là, dividi e moltiplica, il viceministro all'economia, Vincenzo Visco, a furia di dare di conto ha perso la memoria.

La prova nel simpatico siparietto è diligentemente stenografata al senato il 12 ottobre scorso: Audizione congiunta della sesta commissione, finanze e tesoro. All'improvviso un sussulto, Visco dopo aver parlato di fatture e di aliquote si rivolge a Maurizio Eufemi dell'Udc: «Senatore, francamente non ho capito il riferimento a proposte di riduzione dell'Ici, non le ho presenti».

L'uddiccino: «Se vuole sono in grado di darle una copia della risoluzione Finocchiaro, dove si parla di riduzione dell'Ici: modifica del catasto e riduzione dell'Ici».

Visco smarrito: «Questo sì, ma .la modifica del catasto avverrà tra tre anni».

Eufemi non ci sta: «Quello è l'impegno programmatico per il 2007, ma l'Ici l'avete aumentata subito».

Il viceministro sbotta: «Non abbiamo aumentato l'Ici». Ma insomma.

Eufemi non molla: «Non c'è l'addizionale?». «Ma quale addizionale?», sbuffa Visco. Salvatore Bonadonna di Rifondazione non resiste e si lancia anche lui nella mischia: '«Dell'Ici». «Non c'è alcuna addizionale», è l'ultima, strenua difesa del viceministro. Decisamente estenuante. Ma alla fine, l'addizionale Ici c'è o no?

Articolo 8 della Finanziaria. Si parla di imposta di scopo per la realizzazione,di opere pubbliche. Questo paragrafo no, qui si salta, avanti ancora, volta pagina:

Ecco. Comma 3. È scritto: «In particolare prevede che l'imposta sia calcolata applicando alla base imponibile dell'Ici un'aliquota che il comune può individuare fino alla misura massima dello 0,5 per mille. Il comma 5 prevede anche «l'applicazione all'imposta di scopo delle disposizioni in materia di Ici». Ma allora c'è. Sì e le amministrazioni comunali possono utilizzarla per il trasporto pubblico, per distribuire un po' di panchine nelle isole pedonali e qualche fioriera, rifare parchi e giardini e realizzare parcheggi. Date a Eufemi ciò che è di Eufemi, aveva ragione lui. Solo che Visco se ne era dimenticato. Ma dovrà ricordarsi questo e altro il viceministro più temuto del governo di Romano Prodi, visto che il comma 7 del citato articolo 8 -della manovra finanziaria prevede che «in caso di mancato inizio dell'opera pubblica entro due anni dalla data prevista dal progetto esecutivo i contribuenti possono chiedere il rimborso degli importi versati entro il termine di cinque anni dal giorno del pagamento». I contribuenti non dimenticano, il vicemninistro sì. (riproduzione riservata) di Emilio Gioventù

9 settembre 2006 - Eufemi: No alle modifiche estimi affidate ai comuni

(ANSA) - ROMA, 9 SET - 'Dietro una apparente giustizia fiscale si nasconde una manovra altamente speculativa e vessatoria che colpira' pesantemente il risparmio casa'. Lo afferma il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi che spiega: 'una eventuale modifica degli estimi catastali e delle relative rendite non puo' essere lasciata all'arbitrio e alla voracita' senza limiti dei comuni'. 'E' in atto da parte della sinistra un' operazione tesa a mettere le mani sulla proprieta' immobiliare sicuramente penalizzante per i cittadini - sostiene Eufemi - Non potremmo assistere ad un far west della rivalutazione delle rendite e degli estimi mascherata dalla parola d'ordine dell'equita' fiscale. Per evitare ogni genere di sopraffazione - suggerisce l'esponente Udc - occorrera' tenere conto di criteri oggettivi di giudizio quali il rispetto pieno di una disciplina unitaria che affermi a livello nazionale, attraverso la Agenzia del Territorio, l'esercizio delle funzioni in materia di catasto, incluse la conservazione, la utilizzazione e l'aggiornamento dei dati catastali relativi a terreni e fabbricati, nonche' la revisione delle tariffe di estimo e di classamento. Altro che giustizia sociale, altro che taglio dell'Ici, per i cittadini-risparmiatori si preannuncia un'altra stangata sulla casa!', conclude Eufemi.(ANSA).

19 luglio 2006 - Manovra: Immobili, Eufemi, quadro più incerto

(ANSA) - ROMA, 19 lug - Le modifiche proposte dal Governo in materia di immobili ''rendono il quadro legislativo ancora piu' confuso soprattutto per gli investitori esteri perche' disincentivano gli investimenti diretti''. Lo afferma Maurizio Eufemi dell'Udc spiegando che ''il meccanismo individuato rende inoltre le operazioni ''meno trasparenti perche' orienta il mercato verso acquisti di partecipazioni e non di immobili''. In tal modo ''non si favorisce lo sviluppo perche' la manovra sugli immobili e' anacronistica fermando le lancette del tempo. Si fa riferimento ad ipotesi di investimento immobiliare da parte di industriali e si impedisce l'ingresso di intermediari istituzionali che possano finanziare lo sviluppo industriale''.

17 luglio 2006 - Dl manovra: emendamento Eufemi, no Iva al 20% su cioccolato,sostituirlo con la birra. Altra modifica su Iva immobili

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 17 lug - No all'innalzamento dell'Iva dal 10% al 20% sul cioccolato. Lo prevede un emendamento al decreto legge sulla manovra bis presentato dal senatore Udc, Maurizio Eufemi, secondo il quale con la norma del Governo "verrebbe pesantemente colpita la merenda dei bambini". Per Eufemi "si potrebbe individuare un'altra soluzione che potrebbe essere quella di innalzare l'Iva sulla birra". Eufemi ha inoltre presentato un articolato emendamento che riguarda il regime Iva sugli immobili, che prevede il "mantenimento dell'esenzione Iva per le cessioni di fabbricati abitativi e diversi da quelli abitativi, il mantenimento dell'Iva al 10% per le ristrutturazioni edilizie, l'assoggettamento all'imposta di registro con contestuale riduzione della stessa al 3,5% per i fabbricati e al 4,5% per gli immobili diversi dai fabbricati". Lo stesso emendamento stabilisce anche "l'innalzamento dell'imposta di registro al 5,5% se la transazione avviene tra persone fisiche, l'introduzione del conflitto d'interessi per incentivare le transazioni tra persone fisiche e la deducibilita' dell'imposta di registro. Previsto anche l'innalzamento dell'imposta di registro al 5% se si vende un immobile entro 12 mesi dall'acquisto se effettuato da persona fisica per penalizzare l'investimento speculativo rispetto all'investimento finalizzato al risparmio". Amm

3 luglio 2006 - Eufemi: Bene Cardia, si al miglioramento rapporto tra Autorità

(ASCA) - Roma, 3 lug - ''Apprezzamento'' viene espresso dal senatore Udc, Maurizio Eufemi alla relazione del presidente della Consob, Lamberto Cardia. ''Essa ha dimostrato la bonta' e l'efficacia della riforma del risparmio - osserva Eufemi - che ha consentito alla Consb di svolgere con piu' forte rigore una penetrante azione a tutela dei mercati finanziari e del risparmio. La sua corretta analisi ha smontato le malevole interpretazioni volte a sminuire l'impianto della riforma. Cio' non deve significare fermarsi di fronte alla necessita' di adattamenti e perfezionamenti per futuri miglioramenti''.
   ''Da parte nostra - conclude il senatore Udc - con l'indagine conoscitiva della commissione Finanze abbiamo gia' definito il coinvolgimento di tutti i soggetti in uno sforzo di concertazione proprio per individuare gli interventi legislativi piu' urgenti ed opportuni. E tra questi il migliore funzionamento e coordinamento dei rapporti tra le Autorita', ci trovano pienamente d'accordo e muoveremo in tale direzione''


 (FIN) Consob: Eufemi (Udc), si' al miglioramento del rapporto tra Autorita'

"Vivissimo apprezzamento per relazione Cardia"

 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 03 lug - "Esprimiamo
vivissimo apprezzamento per la relazione svolta dal presidente Cardia nell'incontro annuale con il mercato finanziario". Lo afferma, in una nota, il capogruppo Udc in commissione Finanze del Senato, Maurizio Eufemi, secondo il quale "essa ha dimostrato la bonta' e l'efficacia della riforma del risparmio che ha consentito alla Consob di svolgere con piu' forte rigore una penetrante azione a tutela dei mercati finanziari e del risparmio. La sua corretta analisi - aggiunge - ha smontato le malevole interpretazioni volte a sminuire l'impianto della riforma. Cio' non deve significare fermarsi di fronte alla necessita' di adattamenti e perfezionamenti per futuri miglioramenti. Da parte nostra - rileva il senatore Udc - con l'indagine conoscitiva della Commissione finanze, abbiamo gia' definito il coinvolgimento di tutti i soggetti, in uno sforzo di concertazione proprio per individuare gli interventi legislativi piu' urgenti ed opportuni. E tra questi - conclude Eufemi - il migliore funzionamento e coordinamento dei rapporti tra le Autorita', ci trovano pienamente d'accordo e muoveremo in tale direzione.
  com-Amm  - (RADIOCOR) 03-07-06 19:58:58 (0546) 5 NNNN

 

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26 giugno 2006 - Eufemi: "Messaggio diseducativo del Ministro della Salute"

DROGA: EUFEMI, DA LIVIA TURCO MESSAGGIO DISEDUCATIVO
(AGI) - Roma, 26 giu. - 'Messaggio diseducativo del ministro della Salute. Qui non e' solo in gioco il problema del quantitativo di droga ad uso personale, quanto una dannosa cultura permissivistica che viene propagata nei giovani dal Ministro della salute, attraverso un messaggio fortemente diseducativo. Il Ministro Turco, sbagliando, nel giorno sbagliato, danneggia le giovani generazioni offendendo la funzione educatrice delle famiglie, nel quotidiano impegno volto alla formazione dei giovani secondo sani principi". Lo dice il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi. "Ad ogni buon conto, eviti proclami e aggiramenti della legge attraverso atti amministrativi. Il ministro della Salute fa bene ad essere rispettosa del programma dell'Unione, ma farebbe ancora meglio a rispettare in primis la volonta' del Parlamento e delle sue leggi", conclude il parlamentare centrista. (AGI)  
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261301 GIU 06

 DROGA: EUFEMI (UDC), DA TURCO MESSAGGIO DISEDUCATIVO
      RISPETTI LEGGI PRIMA DI PROGRAMMA UNIONE

      Roma, 26 giu. (Adnkronos) - ''Qui non e' solo in gioco il problema del quantitativo di droga ad uso personale, quanto una dannosa cultura permissivistica che viene propagata nei giovani dal ministro della Salute, attraverso un messaggio fortemente diseducativo''. Lo afferma il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi.

      ''Il ministro Turco, sbagliando, nel giorno sbagliato, danneggia le giovani generazioni -prosegue l'esponente centrista- offendendo la funzione educatrice delle famiglie, nel quotidiano impegno volto alla formazione dei giovani secondo sani principi. Ad ogni buon conto, eviti proclami e aggiramenti della legge attraverso atti amministrativi. Il ministro della Salute fa bene ad essere rispettosa del programma dell'Unione, ma farebbe ancora meglio a rispettare in primis la volonta' del Parlamento e delle sue leggi''.

      (Red-Pol/Col/Adnkronos)
26-GIU-06 13:06

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DIR9078 3 LAV 0 RR1 / DIR

DROGA. EUFEMI (UDC): TURCO SBAGLIA, MESSAGGIO DISEDUCATIVO

 (DIRE) Roma, 26 giu - "Qui non e' solo in gioco il problema del quantitativo di droga ad uso personale, quanto una dannosa
cultura permissivistica che viene propagata nei giovani dal ministro della Salute, attraverso un messaggio fortemente diseducativo". Ad esserne convinto e' il parlamentare dell'Udc Maurizio Eufemi.
   Il ministro Turco, "sbagliando, nel giorno sbagliato, danneggia le giovani generazioni offendendo la funzione educatrice delle famiglie, nel quotidiano impegno volto alla formazione dei giovani secondo sani principi". Ad ogni buon conto, aggiunge il senatore dell'Udc, "eviti proclami e aggiramenti della legge attraverso atti amministrativi". Il ministro della Salute "fa bene ad essere rispettosa del programma dell'Unione, ma farebbe ancora meglio- conclude- a rispettare in primis la volonta' del Parlamento e delle sue leggi".  
   (Com/Val/ Dire)

13:26 26-06-06

DROGA: EUFEMI(UDC),DA MINISTRO SALUTE MESSAGGIO DISEDUCATIVO
SI EVITINO PROCLAMI
   (ANSA) - ROMA, 26 giu - ''Non si tratta solo del quantitativo di droga ad uso personale, ma di una cultura permissivistica che
viene propagata nei giovani dal ministro della Salute, attraverso un messaggio fortemente diseducativo''.
   E' il commento del sen.Maurizio Eufemi (Udc), alle affermazioni del ministro Livia Turco di elevare il limite del quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nello spaccio.
   ''Il ministro Turco, sbagliando nel giorno sbagliato - dichiara il sen.Eufemi in un comunicato -, danneggia le giovani generazioni e offende la funzione educatrice delle famiglie, nell' impegno quotidiano di formarli secondo principi sani''.
   E conclude: ''Il ministro eviti proclami e aggiramenti della legge attraverso atti amministrativi''.(ANSA).

     I72-GN
26-GIU-06 13:45 NNNN

Apc-DROGA/EUFEMI(UDC): DAL MINISTRO TURCO MESSAGGIO DISEDUCATIVO
"Danneggia le giovani generazioni"

Roma, 26 giu. (Apcom) - ''Non si tratta solo del quantitativo di droga ad uso personale, ma di una cultura permissivistica che viene propagata nei giovani dal ministro della Salute, attraverso un messaggio fortemente diseducativo''. E' il commento del sen.Maurizio Eufemi (Udc), alle affermazioni del ministro Livia Turco di elevare il limite del quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nello spaccio.

''Il ministro Turco, sbagliando nel giorno sbagliato - dichiara il sen. Eufemi - danneggia le giovani generazioni e offende la funzione educatrice delle famiglie, nell' impegno quotidiano di formarli secondo principi sani''. E conclude: ''il ministro eviti proclami e aggiramenti della legge attraverso atti amministrativi''.
Red/Gnr

11 giugno 2006 - Eufemi: Bioetica, subito in Aula al Senato mozione CdL

(ANSA) - ROMA, 11 giu - 'La maggioranza non pensi di prendere tempo con tattiche dilatorie fuggendo dalle proprie responsabilita'. Abbia il coraggio di affrontare serenamente il confronto parlamentare e il voto dell'Aula del Senato sulla nostra mozione'. Lo afferma Maurizio Eufemi dell'Udc.'L'atto unilaterale del ministro Mussi - rileva Eufemi - non puo' restare senza un giudizio parlamentare che valuti l'atto di prevaricazione e i suoi effetti. La maggioranza ha un solo modo per evitare ulteriori e dannose brutte figure internazionali: sconfessare l'operato del ministro Mussi. Da martedi' utilizzeremo ogni strumento regolamentare per ripristinare le regole e il rispetto della volonta' legislativa e popolare e procederemo con determinazione in questo senso anche se dovessero tirarsi indietro quelle realta' della stessa maggioranza che pure si sono presentate agli elettori come difensori dei valori della vita. Si assumerebbe - conclude - una grave responsabilita' chi tentasse di avallare comportamenti dilatori che pregiudichino la posizione italiana nei confronti dell'Unione europea'

18 febbraio 2006 - Sugli immobili preferita la Cdl

(Italia Oggi 18.2.2006 p.6) - In vista della composizione del prossimo parlamento, Confedilizia punta più sull'attuale maggioranza che sull'opposizione: Anche se su un tema molto sentito dall'associazione, quello relativo alla mai completata riforma del condominio, il parlamentare che ha mostrato la maggiore sensibilità nei confronti della confederazione guidata da Corrado Sforza Fogliani è Giovannini Legnini, senatore dei Democratici di sinistra. Del quale, in particolare, è stato accolto con favore il tentativo non soltanto di portare a termine il restyling, ma anche di conferire la personalità giuridica al condominio. Tentativi andati a vuoto, che dovranno essere replicati dal prossimo parlamento. Sulle questioni fiscali riguardanti la casa viene particolarmente apprezzata la disponibilità mostrata dal Presidente della Camera, Pierferdinando Casini (Udc), che peraltro avrà un incontro a breve sul tema con l'associazione. Quanto alla questione degli sfratti, invece, il nome indicato è quello di Tommaso Foti (An), presidente della commissione di vigilanza sull'anagrafe tributaria, molto vicino alle esigenze espresse in materia di casa. In tema di risparmio, infine, la nomination va a Maurizio Eufemi, senatore dell'Udc, non per nulla relatore della legge sul risparmio durante tutto il periodo della faticosa gestazione del provvedimento.

9 febbraio 2006  - Lanci Agenzie su relazione finale Commissione sui crimini nazisti

 

STRAGI NAZIFASCISTE: CDL,SMENTITA TESI SINISTRA SU COMPLOTTO

OCCULTAMENTO FASCICOLI COLPA MAGISTRATURA MILITARE NON POLITICA

   (ANSA) - ROMA, 9 feb - Smentita la teoria del complotto politico ''tanto cara alla sinistra'': i lavori della commissione stragi nazifasciste dimostrano che l'occultamento di centinaia di fascicoli riguardanti le stragi sono da attribuirsi alla magistratura militare e non alla politica''. Ad affermarlo Enzo Raisi (An), Andrea Corrado (Lega), Alberto Zorzoli (Fi), Maurizio Eufemi (Udc), membri Cdl della commissione che ieri ha concluso i lavori.

   La relazione finale e' stata votata con 15 si' dei membri della maggioranza, mentre gli 11 esponenti dell'opposizione hanno votato no.

 ''Non vogliamo riscrivere la storia - ha spiegato il senatore Eufemi - ma solo restituire al paese una ricostruzione fondata su elementi di fatto. E questa ricostruzione smentisce i teoremi della sinistra sul connubio magistratura-politica; sul legame tra i reclutamento dei criminali nazisti, la guerra fredda e condizionamenti di ogni genere. La magistratura militare - ha sottolineato - era completamente autonoma, poteva muoversi liberamente, ha dunque responsabilita' per l'occultamento di fascicoli''.

   ''L'approccio dei colleghi della sinistra - ha osservato da parte sua l'on. Raisi - era 'cerchiamo i documenti che supportano le nostre verita'', noi invece abbiamo detto 'leggiamo i documenti e cerchiamo di scoprire cos'e' successo'''. Dal lavoro della commissione, ha proseguito, ''si evince che non esiste alcun primato etico della sinistra, il silenzio che calo' su quei processi e' stato a 360 gradi. Per anni e anni non c'e' stato alcun atto politico, alcuna interrogazione parlamentare dai membri della sinistra. E spiace - ha aggiunto - il comportamento del centrosinistra che ha lasciato la gestione dei lavori in commissione ai deputati

diessini Carlo Carli e Walter Vitali, che provengono da due regioni (Emilia Romagna e Toscana) dove la sinistra ha da sempre

sfruttato il tema delle vittime delle stragi naziste''. (ANSA).

 

      STRAGI NAZISTE: EUFEMI E RAISI, NESSUN COMPLOTTO TESI SINISTRA CONFUTATA - LE RESPONSABILITA' DELL'OCCULTAMENTO DEI FASCICOLI SUI CRIMINI FURONO INDIVIDUALI

 

      Roma, 9 feb. (Adnkronos) - Oltre 100 mila documenti passati al vaglio, una relazione di oltre 400 pagine che individua

responsabilita' della magistratura militare per le mancate istruttorie ma esclude un collegamento tra questa e il potere politico per

l'occultamento dei fascicoli relativi alle stragi nazifasciste. E' in sintesi il risultato del lavoro dell'apposita commissione d'inchiesta

conclusosi con il voto della maggioranza (15 voti contro 11), ieri a tarda sera, a favore della relazione che, hanno affermato oggi in una conferenza stampa a palazzo Madama Maurizio Eufemi (Udc) e Enzo Raisi (An), ''confuta le tesi precostituite della sinistra volte ad accreditare la linea del complotto tra ex agenti nazisti assoldati daiservizi americani nel quadro di un dopoguerra dominato dal confronto tra Usa e Urss e dalle esigenze di riarmo tedesco-occidentale, e da alcuni ampliato fino a ricomprendere lo stragismo degli anni '70''.

 

      Per il senatore Eufemi ''e' stato dimostrato che la magistraturamilitare in quegli anni agi' autonomamente e nell'occultamento dei documenti vi furono delle responsabilita' individuali. Nessun compotto, dunque. E spiace che la sinistra abbia rifiutato un

confronto basato sulla ricostruzione dei fatti e si sia presentata in commissione sulla base delle proprie verita' precostituite''. (segue)

 

      STRAGI NAZISTE: EUFEMI E RAISI, NESSUN COMPLOTTO TESI SINISTRA CONFUTATA (2) =

      SENATORE UDC, TUTTE LE CARTE SU INTERNET - DEPUTATO DI AN, CI E'

MANCATO UN WIESENTHAL

 

      (Adnkronos) - Il deputato di An Raisi ha messo in rilievo, in particolare, come alla cappa di silenzio calata sulla vicenda non sia

stata estranea l'opposizione dell'epoca, che ''soltanto nel '66 presento' un'interrogazione sulla strage di Boves. Putroppo, quello

era il clima di quegli anni, in cui anche la magistratura militare, ritenendo di interpretare un clima che solo oggi, con il senno di poi,

risulta facile condannare''.  ''Si sapeva -ha aggiunto Raisi- che i fascicoli erano concentrati a palazzo Cesi (sede della procura militare, ndr.), ma perche' per 50 anni sono rimasti 'imboscati'? La responsabilita', abbiamo concluso, e' di chi non ha istruito i processi. Forse, all'Italia sarebbe servito l'equivalente di un cacciatore di nazisti come Simon Wiesenthal, per arrivare a celebrare i processi''.

 

      Rammarico per la mancata conclusione unitaria bipartisan dei lavori e' venuto dal senatore della Lega, Andrea Corrado, per il quale'' su temi cosi' delicati sarebbe stato auspicabile raggiungere una conclusione condivisa, evitando divisioni da Guelfi e Ghibellini''. Ilsenatore Eufemi ha chiesto, inoltre, che tutti i documenti esaminati dalla commissione, oltre che la relazione finale, siano messi a disposizione dei cittadini sul sito Internet del Parlamento, affinche'  "tutti possano conoscere il lavoro fatto ed esaminare direttamente le  carte, in modo da farsi un quadro obiettivo della vicenda''.

 

      (Fan/Gs/Adnkronos)

09-FEB-06 13:46

9 febbraio 2006  - Relazione finale Commissione sui crimini nazisti

L'Avvenire 

Il Messaggero

 

26 Gennaio 2006 - Il Sole 24 Ore, Fondazioni, ultimo duello sul 30%. - No del relatore alle modifiche - Tremonti: convocheremo il Cicr

 ROMA•Ha dovuto cedere il passo al provvedimento sulla droga, ma resta in stand by, pronto per la votazione in Aula, il decreto che differisce l’efficacia di alcune norme della riforma del risparmio.

Ieri tuttavia a quello che, nonostante tutto, resta un treno veloce con diritto di priorità in questi ultimi giorni di lavoro parlamentari sono stati aggiunti un altro paio di vagoncini ovvero altri due emenamenti per l’Aula, dopo quelli che fissano il termine di un anno e per i regolamenti attuativi della Consob e portano a 120 il periodo transitorio per i prodotto obbligazionari e assicurativi. Entrambe le modifiche proposte riguardano il posticipo dell’entrata in vigore del tetto del 30% ai diritti di voto delle Fondazioni nelle assemblee delle banche Partecipate. Hanno infatti presentato proposte identiche tanto il presidente della commissione Lavori Pubblici del Senato, Luigi Grillo (Forza Italia), quanto i senatori Ds Franco Bassanini, Lanfranco Turci e Giovanni Brunale, chiedendo di spostare avanti di un anno e mezzo, dal primo gennaio 2006 al primo luglio 2007, l’entrata in vigore del norma che sterilizza diritti di voto. E un altro emendamento, con le stesse finalità e gli stessi Contenuti è stato presentato da alcuni senatori Ds e Margherita al decreto legge mille proroghe anch’esso in attesa di essere esaminato dall’Aula di Palazzo Madama. È noto che il tetto del 30% "morde" essenzialmente sulle partecipazioni di tre enti che possiedono quote superiori e che hanno già minacciato ricorsi, in ciò supportati dall'Acri: si tratta della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, della Carige e dell'Ente Cassa Firenze.

Molto ristretti appaiono però i margini di manovra per l’approvazione in Aula delle modifiche proposte ieri. Il relatore Maurizio Eufemi (Udc) si è detto infatti contrario agli emendamenti sulle fondazioni, che comporterebbero una modifica di contenuto alle norme:

"Non vedo come si possa pensare di modificare a pochi giorni dall’approvazione una legge approvata da Camera e Senato con due voti di fiducia, un conto è il differimento di termini per consentire alle Autorità di avere il tempo per provvedere in modo adeguato agli adempimenti, misure che rispondono a esigenze istituzionali e serve a evitare dei vuoti legislativi, come ad esempio la mancata fissazione di un termine temporale per i regolamenti attuativi della Consob", spiega Eufemi.

Un altro conto è, invece, una modifica della norma sulle fondazioni: sarebbe una modifica sostanziale della legge alla quale sono contrario».

Dal canto suo, per il Governo è stato il sottosegretario all’Economia, Maria Teresa Armosino, a ribadire una netta contrarietà a qualsiasi modifica di sostanza: «Siamo fuori tempo massimo per le modifiche alla legge sul risparmio» ha ripetuto ieri. E, sempre in tema di modalità di attuazione della legge, ieri 19 stesso ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha confermato che la riunione del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio annunciata ai primi di gennaio dopo la nomina di Mario Draghi a Governatore della Banca d’Italia, si terrà. «Lo convocheremo» si è limitato a rispondere Tremonti ai giornalisti che gli chiedevano notizie sulla data di svolgimento. Tornando al la legge di conversione del decreto legge 6 del 2006, c’è al meno un motivo, esterno ai problemi d’applicazione della legge del risparmio, per il quale il provvedimento dovrebbe essere approvato con urgenza. Si tratta dell’articolo 2 della nuova norma, che sana una svista del Governo in materia di finanziamento dell’autorità per l’energia elettrica e Gas. L’autorità guidata da Alessandro Ortis, infatti, per effetto delle nuove disposizioni della finanziaria del 2006, è l’unica che si è venuta a trovare senza normativa primaria per fare il proprio bilancio. E in questi tempi di freddo, gelo e carenze energeti che, non è il caso di condannare all'austerity forzosa anche l’autorità che controlla le tariffe del gas e quelle elettriche.

 (ROSSELLA BOCCIARELLI)

25 gennaio 2006 - Il Sole 24 Ore, Finanze e mercati,- Approda oggi al Senato il decreto che rinvia l'entrata in vigore di alcune disposizioni contenute nella legge

Risparmio, le proroghe in Aula - Più tempo per bond bancari, prestiti alle imprese e regolamenti Consob

 ROMA. Approda oggi in Aula al Senato il decreto-legge 6 del 2006 che contiene le proroghe per l’entrata in vigore di alcune disposizioni con tenute nella legge sul risparmio, con delle modifiche che danno “gambe’ alla possibilità di rendere concretamente operativo il provvedimento, tanto per gli operatori quanto per le autorità di controllo.

Uno dei relatori, il senatore Udc Maurizio Eufemi, ha infatti presentato due emendamenti per l’Aula. Il primo allunga i termini temporali già previsti dal decreto, che garantisce un periodo transitorio rispetto a tre questioni. Si tratta innanzitutto della procedura speciale per la concessione di finanziamenti a tutte le società di un gruppo (controllanti, controllate, collega te) in cui una o più società che lo compongano abbia un consigliere, sindaco, dirigente, che sia anche esponente di una banca o di una società facente parte di un gruppo bancario. La seconda disposizione è quella per cui le banche che intendono offrire proprie obbligazioni al pubblico devono darne comunicazione alla Consob, predisporre un prospetto informativo e ottenere l’autorizzazione dalla stessa Consob per 1’ approvazione del progetto. La terza norma è quella secondo la quale in caso di negoziazione di prodotti finanziari e assicurativi inizialmente collocati presso investitori istituzionali e poi trasferiti presso acquirenti retail, gli investitori professionali che hanno provveduto ai trasferimenti rispondono della solvenza dell'emittente per un anno dall’emissione, a meno che non consegnino un documento informativo contenente le informazioni stabilite dalla Consob”.

Per tutte queste disposizioni l'emendamento Eufeml prevede il prolungamento dei termini a 120 giorni.

Ma c’è un’altra, importante modifica, che riguarda più direttamente i problemi di operatività della Consob nonché quelli delle aziende. Si tratta della fissazione di un termine di 12 mesi per l’emanazione delle disposizioni regolamentari attuative in capo alla Consob. Nei giorni scorsi il presidente della Consob, Lamberto Cardia, ha riportato al Governo (in ben due colloqui con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta) le forti preoccupazioni legate al fatto che la legge entrata in vigore i 12 gennaio scorso assegna alla Consob l’onere di emanare disposizioni regolamentari in ben 20 materie, complesse e delicate, tutte secondo una metodologia che passa obbligatoriamente per la consultazione con gli operatori di mercato ma, nella fretta del varo dell’importante riforma, ci si era ‘dimenticati” di fissare un termine per il regime transitorio. La modifica introdotta da Eufemi fissa questo termine per i regolamenti Consob in 12 mesi.

Resta da capire come concretamente intenda muoversi in Aula il Governo. Ieri sera, infatti, il sottosegretario all’ Economia Maria Teresa Armosino commentava freddamente che le proroghe già contemplate inizialmente dal d.l n.6 apparivano «congrue».

(Rossella Socciarelli)

12 gennaio 2006 - La Commissione Finanze del Senato stanzia 100 mila euro - Fondi per gli impianti sportivi Il sindaco Bertinetti ringrazia il senatore Udc Eufemi

(La Nuova) CASTIGLIONE: poco prima di Natale all'Amministrazione comunale castiglionese è giunta la notizia dell'approvazione, da parte della Commissione Finanze e Bilancio del Senato, di un contributo statale di 100 mila euro destinato agli impianti sportivi. Grande la soddisfazione del sindaco castiglionese Maria Bertinetti: "è stato veramente un bel regalo di Natale e motivo di grande orgoglio. Un ringraziamento particolare va sicuramente al senatore del nostro collegio Maurizio Eufemi (UdC) che fa parte della Commissione Finanze e Bilancio di Palazzo Madama e che si è dimostrato sempre attento e presente per cercare di aiutare il territorio." 

Oltre al comune di Castiglione, un contributo finanziario statale è stato concesso ai comuni di Gassino per il completamento degli impianti sportivi che sono in fase di realizzazione in via Diaz e di San Mauro.

 Il senatore Eufemi spiega lo spirito del suo interessamento: "Ho sempre operato per il territorio -osserva il senatore dell'Udc- ponendo attenzione ai problemi della comunità. I finanziamenti sono stati approvati dal Parlamento e spetta ora ai Comuni eseguire tutte le procedure necessarie. Mi sono stati segnalati dei problemi ed ora i fondi stanziati potranno essere utili per cercare di risolverli. Conclude il Senatore Eufemi: " è per me motivo di grande orgoglio e soddisfazione vendere il buon legame instaurato con i sindaci del mio collegio elettorale."

4 Gennaio 2006 - Eufemi porta in Senato i problemi dei pendolari della tratta ferroviaria Settimo-Torino

(Torino Cronaca) Settimo: A Settimo si preannuncia un inizio 2006 di manifestazioni e proteste da parte dei pendolari della tratta che collega la città ai vicini centri di Chivasso e torino. Mentre a Chivasso i problemi legati alle ferrovie vengono discussi attraverso i comitati spontanei, a Settimo arrivano sino al Consiglio comunale e non solo. In questi giorni i pendolari hanno intrapreso una singolare iniziativa, quella di distribuire per protesta un'immagine di San Cristoforo di Licia allegata al nuovo orario del 2006. Il santo, patrono dei viaggiatori e dei pendolari, campeggia nell'immagine santa arricchita da alcune didascalie con le quali i fautori invitano ad invocarlo in caso di ritardi, carrozze gelate e zecche. 

Riscirà il martire che traghettò Gesù convertendosi a risolvere i problemi dei passeggeri? In attesa del miracolo, i pendolari si stanno organizzando attraverso un neonato comitato che da Settimo sta raccogliendo adesioni anche tra gli utenti della linea Canavesana gestita dal gruppo Torinese Trasporti che passando dalla città collega l'Alto Canavese con Chieri per una linea di protesta unica che possa portare anche a manifestazioni di protesta comuni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il nuovo orario che solo a Settimo ha previsto il taglio di sei corse sulla linea che da Torino porta sino ad Aosta. Una linea strategica che collega Settimo con Chivasso e gran parte del Canavese. Sovraffollamento, ritardi e mancanza di pulizia delle carrozze sono solo alcuni dei problemi denunciati dai passeggeri che nei mesi scorsi hanno portato il problema anche in Senato con un'interrogazione presentata dal Senatore del locale collegio Maurizio Eufemi. Anche in Consiglio Comunale, grazie a un ordine del giorno presentato da Livio Blessent del gruppo La Margherita, la situazione era stata portata in discussione. Lo stesso gruppo ha recentemente espresso la volontà di portare nuovamente nell'assise pubblica il problema impegnando l'intera giunta a farsi portavoce presso la direzione di Trenitalia. Il Comune alla luce dell'importanza del trasporto ferroviario dovrà richiedere ai gestori un impegno affinchè possano essere individuati e risolti i problemi e le cause di ritardi, varando dove possibile strumenti capaci di consentire di contenere i disagi così come previsto dalle carte dei servizi. 

Non è la prima volta che si discute della stazione ferroviaria settimese e dei suoi servizi, recentemente il sindaco Aldo Corgiat ha annunciato la prossima apertura del cantiere che cambierà il volto della zona circostante. Il miglioramento del servizio ferroviario passerà al momento con l'aumento dei parcheggi nell'ex zona Antibioticos, in attesa della realizzazione del futuro Movicentro. Di questo si è discusso anche prima dell'ultimo Consiglio comunale, durante una riunione alla quale ha partecipato il consigliere regionale. Alessandro Biziach, membro della commissione Trasporti che ha illustrato le novità che arriveranno con il nuovo anno in materia di trasporti locali. (Luigi Paonessa)

3 gennaio 2006 - Collina, fondi in arrivo dal Senato

"Torino Cronaca) La commisione Finanze e Bilancio del Senato, guidata da Maurizio Eufemi (Udc), ha destinato dei fondi a favore delle comunità collinari dell'oltre Po per il recupero e lo sviluppo di impianti sportivi e di aggregazione A San Mauro andranno 150 mila euro per il recupero del centro sportivo polivalente, a Gassino circa 250 mila euro che serviranno per il locale centro sportivo e per il rifacimento dell’arredo urbano. Fondi anche per altri centri collinari come Castiglione con 100 mila euro per il campo sportivo e Riva presso Chieri per il restauro dello storico Palazzo Grosso. (l.p.)

2 Gennaio 2006 - Contributi Statali - PIOVONO EURO PER LA COLLINA

(La Voce) In questi giorni Babbo Natale non ha tralasciato di passare a fare gli auguri agli abitanti dei centri collinari. Con un’abile manovra la Commissione Finanze e Bilancio del Senato guidata da Maurizio Eufemi (Udc), parlamentare del Collegio Piemonte 7, è riuscita a far destinare ingenti quote di avanzi di gestione a favore delle comunità dell’ oltre Po. 150.000 euro sono stati stanziati a favore del recupero del Centro sportivo polivalente di San Mauro, 250.000 gli euro destinati al recupero de Centro sportivo di Gassino e al rifacimento dell’arredo urbano. Al Centro sportivo di Castigliona arriveranno 100.000 euro, mentre altri 100.000 sono stati erogati per la ristrutturazione dello storico Palazzo Grosso di Riva presso Chieri:

‘La destinazione dei fondi — precisa il senatore Eufemi — rientra pienamente nel programma varato da! Governo per il sostegno alle comunità che proprio per la loro collocazione geografica, patiscono già ingenti problematiche di altro tipo”. Dario Bego

9 novembre 2005 - Gratta e vinci olimpico proposto dal sen,. Eufemi .Giochi - una lotteria da 20 milioni di euro

(Il Giornale del Piemonte) 9 nov.-Una lotteria istantanea, un «gratta e vinci» insomma, per garantire almeno 20 milioni di euro ai prossimi Giochi Invernali di Torino 2006.

È questo il traguardo che si prefigge di tagliare l’emendamento proposto dal senatore Maurizio Eufemi (Udc) e recepito dal Governo che lo ha inserito nella prossima legge Finanziaria.I

tagliandi saranno messi in vendita dai Monopoli di Stato su tutto il territorio nazionale già alcune settimane prima che cominci l’evento sportivo e garantiranno i premi ormai abituali per chi è abituato a tentare la fortuna grattando con il bordo di una moneta sulla tradizionale striscia argentata. «Si tratta  di un provvedimento che ho voluto con grande determinazione - commenta il senatore Enfemi - che sarà importante per garantire ulteriori risorse a un evento così importante»

7 novembre 2005 - FINANZIARIA: EUFEMI (UDC), UN RITO INUTILE, VA RIVISTO SI E' ALTERATO RAPPORTO GOVERNO-PARLAMENTO 

(ANSA) - ROMA, 7 nov - Il rapporto tra Governo e Parlamento si e' ''alterato profondamente'' e la sessione di bilancio e' diventato ''un rito inutile da rivedere profondamente''. Ad affermarlo, durante la discussione generale sui provvedimenti della manovra, e' il senatore Udc, Maurizio Eufemi. Nell' intervento Eufemi ha affrontato i vari nodi sul tappeto, spiegando che non si e' ancora sciolto il problema dei fondi per lo spettacolo mentre e' stata data una risposta all' Ici per le chiese. ''Questa Sessione di Bilancio - ha detto Eufemi - ha dimostrato come sia profondamente alterato il rapporto tra Governo e Parlamento, uno squilibrio spinto da antiparlamentarismo e che consente di rilevare che la sessione stessa e' divenuta un rito inutile da rivedere profondamente. Ha fatto emergere come l'intero processo sia dominato dal Ministero dell'Economia e dunque sia ineludibile la necessita' di affrontare sia una riforma delle regole di finanza pubblica passando urgentemente al consolidato pluriennale di cassa della Pubblica Amministrazione, come da noi sollecitato, sia quelle regolamentari. Condividiamo l'intervento del Presidente del Senato di venerdi' scorso. Cosi' com'e', l'attuale sistema non serve a nessuno e non regge, non solo nei rapporti Governo Parlamento ma anche rispetto alla dinamica dei conti pubblici, alla necessita' di una conoscenza costante dei flussi finanziari di tutti i centri di spesa sia di governo centrale che di governo locale che rientrano nel perimetro della pubblica amministrazione''. Eufemi ha inoltre ribadito l' importanza dell' approvazione di una autorita' indipendente. ''Chi certifica il Bilancio, la sua impostazione contabile e la piena correttezza non puo' che venire da organi assolutamente indipendenti - ha detto Eufemi - Servirebbe ad evitare ogni tipo di polemica su buchi ereditati o lasciati, perche' l'armamentario di cui si dispone (meritoria azione dei servizi di bilancio del Parlamento e le relazioni tecniche della rgs) puo' non essere sufficiente ad evitare quantificazioni errate sugli effetti finanziari dei provvedimenti''. 

3 novembre 2005 - Tremonti: No modifiche in finanziaria

Roma, 3 nov. (Apcom) - Il passaggio della concorrenza bancaria all'Antitrust, più volte bocciato nell'iter del ddl risparmio,  non potrà essere essere inserito come modifica alla Finanziaria. Lo ha assicurato ieri, al termine della seduta della commissione Bilancio del Senato sulla Finanziaria, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, al senatore centrista, Maurizio Eufemi (Udc), relatore di maggioranza sul ddl risparmio in Senato. Ieri, nel giorno dell'avvio della discussione sul provvedimento alla Camera, il presidente della commissione Attività produttive, Bruno Tabacci (Udc), aveva proposto di tornare sull'argomento in Finanziaria.

3 novembre 2005 - RISPARMIO:EUFEMI(UDC),NO CAMBIAMENTI CONCORRENZA IN MANOVRA

RASSICURAZIONI DA TREMONTI

(ANSA) - ROMA, 3 nov - La vigilanza sulla concorrenza bancaria non sara' modificata con la Finanziaria: lo afferma il vice presidente del gruppo Udc in Senato, Maurizio Eufemi.    ''Ho avuto assicurazioni dal ministro Tremonti - afferma Eufemi - che la vigilanza sulla concorrenza bancaria non potra' essere modificata in Finanziaria''. L'ipotesi di intervenire via manovra, con il passaggio dalla Banca d'Italia all'Antitrust era stata avanzata nei giorni scorsi da Bruno Tabacci (Udc) presidente della commissione Attivita' Produttive della Camera.(ANSA).

28 ottobre 2005 - Fisco e immobili Chiese e non profit, torna l'esenzione dall'Ici

(Avvenire) - La commissione Finanze del Senato ha approvato il decreto fiscale che accompagna la legge finanziaria 2006. Tra le novità del testo, figura l'esenzione dal pagamento dell'Ici sugli immobili anche ad uso commerciale per gli enti non profit e le confessioni religiose che hanno stipulato intese con lo Stato italiano, tra cui la Chiesa cattolica. 

Tale esenzione è stata introdotta da un emendamento al decreto fiscale proposto da Maurizio Eufemi, vicecapogruppo dell'Udc, e da altri senatori. L'emendamento risolve dubbi interpretativi chiarendo che l'esenzione riguarda tutti gli immobili e non solo quelli adibiti al culto. Parere positivo sulla modifica era stato dato in precedenza dalla commissione Bilancio, con una maggioranza di 12 a 9. Contrari esponenti dell'opposizione che hanno sostenuto la tesi di un'insufficiente copertura finanziaria. 

Recepito il parere della Bilancio la commissione Finanze si è subito riunita per varare l'emendamento. L'intervento interpretativo del governo sulla esenzione Ici degli immobili anche ad uso commerciale degli enti non profit, già contenuto in una legge del '92, ma in discussione dopo una sentenza della Cassazione, era in precedenza contenuto nel decreto legge sulle infrastrutture che è nel frattempo decaduto. 

Sull'esenzione alcuni organi di stampa avevano scatenato una pretestuosa polemica contro la Chiesa, confondendo l'attività commerciale con lo scopo di lucro. La norma ripescata riconosce che, ad esempio, un immobile adibito all'accoglienza dei pellegrini, o il bar interno di una onlus, non hanno dichiaratamente fine di lucro, pur ospitando attività di carattere commerciale.

27 ottobre 2005 - Finanziaria, esenzione Ici per enti religiosi e non profit 

ROMA (Reuters) - Gli immobili di proprietà di enti religiosi o di associazioni non profit sono esentati dal pagamento dell'Ici.

E' quanto prevede l'emendamento presentato da Maurizio Eufemi dell'Udc al decreto fiscale, emnedamento approvato oggi in commissione Finanze al Senato.

L'emendamento risolve dubbi interpretativi chiarendo che l'esenzione riguarda tutti gli immobili, anche quelli commerciali e non solo quelli adibiti al culto.

23 ottobre 2005 - Il sen. Eufemi e le nuove professionalità (Intervento al convegno Unionquadri di Torino)

Le nuove frontiere delle professionalità nello spazio europeo sono state al centro di un dibattito promosso da Unionquadri a Torino. Il problema della ricerca e dei ricercatori è tema particolarmente delicato e spesso nella opinione pubblica non vi è sufficiente attenzione così come da parte dei mezzi di comunicazione. Senza ricerca non c'è sviluppo e senza sviluppo si apre il rischio di declino economico e di arretramento civile. Oggi molta ricerca poggia su accordi internazionali e su consorzi transfrontalieri in cui ciascun Paese partecipa con quote di risorse finanziarie e umane. Per il nostro Paese il problema è più acuto perché deve fronteggiare la fuga dei cervelli. Ciò significa che la formazione di base è di livello ed è un riconoscimento della qualità formativa. Va fatto ogni sforzo per trattenere una ricchezza umana che può andare dispersa.

Abbiamo alcune criticità che sono di carattere economico come la riduzione marcata negli anni novanta della spesa in ricerca in percentuale sul PIL, un limitato livello di investimenti privati in ricerca e all'interno di questa quota circa il settanta per cento è di poche grandi aziende, un elevato numero di piccolissime aziende che non fanno ricerca e difficoltà di accesso al venture capital.

Abbiamo criticità relative al capitale umano per il basso numero dei ricercatori e l'età media elevata degli stessi, una inadeguata valorizzazione delle risorse umane, una limitata competitività nel contesto socio economico italiano. Esistono poi criticità operative dei meccanismi di sostegno alla ricerca per la frammentazione dei finanziamenti, per la scarsa interazione fra gli interlocutori interessati a sviluppo e occupazione, non solo tra pubblico e privato e in senso verticale, ma anche in senso orizzontale.

Per rafforzare la spesa privata in linea con gli obiettivi di Lisbona sono state lanciate le piattaforme tecnologiche, dodici grandi progetti, i distretti industriali e tecnologici, i laboratori pubblico-privati, il miglioramento dei meccanismi di finanziamento operativi.

Questione centrale è anche quella di favorire la mobilità e la interazione del personale di ricerca.

Nella Legge finanziaria 2006 alcuni aspetti che ho richiamato trovano declinazione con la normativa sui distretti industriali, mentre con l'articolo 50 , si concretizza il sostegno finanziario al fondo Innovazione: la grande scelta rispetto alla Strategia di Lisbona.

In questo ambito rientra anche il progetto Galileo, un consorzio europeo per il quale è importante la formazione, ma ancora di più la applicazione di servizio.

La domanda istituzionale appare ancora inadeguata e non strutturata rispetto alle potenzialità di sviluppo pertanto é importante avere standard pubblici. Un ruolo importante, direi fondamentale e decisivo possono giocare gli enti locali.

Altrettanto rilevante è la mobilità e la flessibilità dei ricercatori in rapporto a progetti innovativi,mentre si riscontra poca propensione ad assunzioni e ancora meno a contratti di lungo periodo. E' difficile cambiare lavoro a quaranta anni. Il rischio è quello di perdere un investimento costoso in capitale umano che non può essere disperso con disinvoltura. Raggiungere l'obiettivo del 3 per cento del Pil in ricerca deve rappresentare una strategia di lungo periodo. Una buona politica per la ricerca non può essere avviata, interrotta, ridefinita in funzione dei cicli congiunturali o di bilancio.

E' importante la europeizzazione della carriera di ricercatore per ottimizzare le risorse materiali e infrastrutturali su scala europea.

Con il progetto di legge (A.S. 3484) di cui ho assunto l'iniziativa legislativa ho fissato le linee guida di una riforma che prende le mosse dai più recenti orientamenti europei, coniugando la flessibilità del sistema con la peculiarietà del settore.

Fondamentale è stata la raccomandazione 2005/251/CE della commissione riguardante la Carta europea dei ricercatori ed un codice di condotta per l'assunzione dei ricercatori. Con tali scelte si sono poste le condizioni giuridiche ed economiche per favorire una mobilità trasversale nazionale, europea ed extraeuropea dei ricercatori. L' istituzione di un albo dei ricercatori presso il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e Ricerca Scientifica ne è il corollario insieme alla distinzione nelle due fasce senior e junior sulla base dei curricula per formare una anagrafe informatica con i dati, le esperienze scientifiche e professionali collegata alla borsa continua del lavoro prevista dal decreto legislativo 276 del 2003. Particolare significato assumono le disposizioni dell'articolo 6 laddove specifica attenzione viene posta sugli aspetti previdenziali ed assicurativi prevedendo forme agevolative nella ricongiunzione dei periodi lavorativi svolti presso società, enti, istituzioni in Stati diversi.

La XIV legislatura volge ormai al termine e il realismo impone di affermare che non c'è spazio per una definitiva approvazione del progetto. Riteniamo che possa costituire una buona base di partenza per la prossima.

Raggiungere gli obiettivi dei progetti di ricerca significa determinare nuova occupazione e soprattutto valorizzare nuove figure professionali per la gestione di applicazioni avanzate in diversi campi. Basti pensare alle nuove frontiere nel biomedicale , nella capacità di analisi su piccole immagini, ai centri di adronterapia e nei settori della sicurezza sui controlli di contenuto su prodotti non commerciabili e pericolosi. Nel frattempo dobbiamo affrontare le criticità del quotidiano e dunque i nodi della Finanziaria 2006 tra i quali rientrano il blocco delle assunzioni che dovrà essere superato per gli enti di ricerca e una maggiore responsabilità per l'ENEA rispetto al Protocollo di Kyoto. La sfida della società della conoscenza impone di guardare ad orizzonti lontani ma anche di superare le difficoltà del presente se vogliamo garantire continuità di azione a chi opera nella trasmissione del sapere e delle conoscenze.

16 settembre 2005 - MAURIZIO EUFEMI (SENATORE UDC) «DETRARRE PIÙ SPESE PER COMBATTERE IL NERO»

L’ECO DI BERGAMO - PRIMO PIANO

L’INTERVISTA: l'impresa ha dell’eroico, se non del fantascientifico. Costringere i «pirati » della fattura a emettere il fatidico foglietto per tutte quelle prestazioni che, con la complicità del cliente, finiscono pagate «in nero». L’elenco è infinito, e ciascuno sa di aver avuto il suo momento di «connivenza »: dalla pittura dei muri alla manicure, dalla riparazione dello scarico alla tintura dei capelli. Ma con la Finanziaria è in vista la svolta. In che modo agirà lo illustra Maurizio Eufemi, vice capogruppo al Senato dell’Udc, che da tempo afferma: «Va colpito il sommerso» e per questo, dice, c’è «una sola strada: obbligare idraulici e simili a rilasciare fattura, che il cliente potrà detrarre dalle tasse». 

Senatore, davvero farà emettere la fattura a chi non la emette quasi mai? 

«Iniziamo da un discorso più generale. Noi vorremmo introdurre dei meccanismi per portare in detrazione alcune tipologie di spese. Ad esempio tra le spese per il matrimonio, molti degli introiti sfuggono al fisco, dall’arredo alla cerimonia. E così si potrebbe al tempo stesso far emergere il sommerso e favorire la costituzione delle nuove famiglie. Ma penso anche alle spese dell’istruzione, dove oggi le detrazioni, a livello nazionale, sono limitate alle tasse scolastiche e universitarie pubbliche. Potremmo estenderle anche agli istituti privati. Naturalmente favorendo solo i redditi più bassi». 

Sì, ma torniamo all’«idraulico», per così dire. 

«Come mai oggi alcuni prestatori d’opera possono fare la classica domanda "con o senza fattura?"? Perché la percentuale dell’Iva e quella delle detrazioni ammissibili per il contribuente sono quasi identiche: una il 20 l’altra il 19%. Quindi non c’è convenienza, per il contribuente. Per rendere conveniente al cittadino chiedere la fattura, così da potere avere una detrazione, occorre aumentare la percentuale detraibile, portandola, ad esempio, al 27% che c’era una volta, prima che la sinistra tra il ’96 e il 2001 la portasse al 19, neutralizzando questo formidabile strumento». 

E se poi il prestatore d’opera mi chiede se voglio una fattura «intera» o «ridotta»? 

«Il cittadino, se ha un’aliquota adeguata, ha tutta la convenienza a farsi fare fattura piena». 

Lei non crede che ci potrebbe essere una sorta di rivolta da parte di questa categoria «inadempiente », che sicuramente è numerosa, visto che valutate la convenienza dell’operazione? 

«No, non credo». 

E una «rivolta» nella cabina elettorale? 

«Mah, certamente questo influisce sui comportamenti elettorali, però noi dobbiamo abituare la gente a pagare le tasse. Perché se tutti pagassero le tasse, se ne pagherebbero meno. Poi c’è da considerare un altro fatto». 

Quale altro fatto? 

«Che l’introduzione dell’euro ha portato alcuni benefici ad alcune categorie: ha penalizzato il reddito fisso e ha fatto guadagnare moltissimo gli autonomi. Praticamente abbiamo sperimentato un’inflazione da cambio. Ora, siccome gli studi di settore che riguardano alcune di queste categorie sono fermi al 1999, ovvero prima dell’introduzione dell’euro, ecco che nasce l’esigenza di ri-adeguarli allo stato post euro. Ecco la questione di fondo. Ma questo è un problema di giustizia sociale, perché tutti ce ne siamo accorti che al ristorante, ad esempio, dove prima spendevamo 20-40 mila lire oggi spendiamo 30-40 euro. Allora, i volumi di affari di queste categorie andrebbero riconsiderati ». 

Tornando alle detrazioni, è possibile che l’emersione del non fatturato sia sufficiente a coprire gli sgravi al contribuente? 

«È molto difficile. Io credo che un’operazione di copertura seria, per essere dentro ai vincoli europei, non possa che passare attraverso la riduzione della spesa corrente». 

Che tagli si possono ancora prevedere? 

«Nei settori dove ancora c’è da tagliare. Io l’anno scorso ho fatto un emendamento ai tagli alle auto blu. E poi c’è ancora moltissimo da tagliare negli apparati, sovradimensionati rispetto alle esigenze di uno Stato più snello». 

E chi glielo dice ai sindacati? 

«Lo so, ma il governo è una cosa, i sindacati un’altra. Il governo deve avere capacità di governo, il sindacato di difendere alcuni diritti, ma senza interferire sul governo ». 

E sul piano dell’elusione? 

«A livello di controlli si è fatto molto. L’intervento più incisivo però può essere fatto solo a livello di legislazione, tagliando alcuni tipi di benefici fiscali. I benefici, di ogni genere, per essere efficaci vanno erogati in modo selettivo, quasi "chirurgico"». 

Su queste misure c’è accordo nel governo? 

«Si tratta di cose che abbiamo sempre portato avanti, anche se non tutte realizzate. Ora, una Finanziaria elettorale non paga, lo si è visto anche nel 2001. E allora dobbiamo avere la responsabilità di stare nei vincoli di Maastricht e recuperare le risorse con un’azione combinata di tagli e interventi per lo sviluppo».

 Federica Ghiselli ’ 

4 Settembre 2005 - Maurizio Eufemi (Udc) "La lobby che attacca Fazio vuoi conquistare le banche".

(Avvenire), da Roma Pier Luigi Fornari

Maurizio Eufemi rimane sconcertato. Anzi "scandalizzato" di fronte all'attacco di "una lobby editorial finanziaria scatenata nel chiedere il linciaggio di Antonio Fazio". Il vicecapogruppo dell'Udc a Palazzo Madama si indigna anche con chi dice che la riforma del risparmio è ancora alle bozze. "Siamo alla fase conclusiva al Senato, anche se Prodi non lo sa, e infatti chiede la convocazione dell'aula, ma il primo punto all'ordine del giorno, per iniziativa dell'Udc, alla ripresa dei 14, è il risparmio - precisa il relatore della riforma-. In una settimana chiudiamo. Basterà poi un rapido passaggio alla Camera per l'approvazione finale" 

Da venerdì ci sono le nuove regole, ma si insiste sulle dimissioni del governatore

Questo dimostra che l'obiettivo non era la riforma che il governo collegialmente e unanimemente ha approvato, ma la testa di Fazio. Una richiesta inaccettabile. Fintantoché c'è questo sistema democratico parlamentare, sono le Camere che decidono, non lobby editorial-finanziarie, né poteri più o meno occulti, né la magistratura. 

Una valutazione di quanto è stato deciso a Palazzo Chigi? 

Il governo rende le norme sulla nostra banca centrale più omogenee a quelle europee, e questo è accettabile, anche se saranno necessari dei perfezionamenti in Parlamento. 

Un esempio? 

Indipendenze e autonomia di Bankitalia sono salvaguardate. Nella prima bozza le quote di maggioranza erano assegnate a Tesoro e Regioni. Per fortuna adesso il testo afferma chele quote spettano allo Stato. Ma è un termine che va definito meglio. 

Adesso anche An preme per le dimissioni. 

È incomprensibile. Gianni Alemanno ha addirittura indicato tra i candidati alla successione Mario Monti. E dove sta allora l'autonomia di Bankitalia? Un'istituzione che ha sfornato personaggi della levatura di Menichella, Carli, Ciampi, Fazio. 

Eppure all'attuale governatore si muovono vari appunti. 

Sono critiche che non hanno fondamento. Lo dimostrano la sentenza del Tar, l'orientamento assunto dalla Commissione europea, il pronunciamento della Bce. 

E il centrosinistra? 

Prodi si rimangia le dichiarazioni, perché è incapace di una posizione autonoma. Enrico Letta cerca una sponda in Giulio Tremonti, rilanciando la strategia dell'Aspen, già sconfitta dall'indagine conoscitiva. E molto grave, poi, cheTremonti insista sulle dimissioni dopo la decisione collegiale del Consiglio dei ministri. Berlusconi deve intervenire. 

Ma quale sarebbe l'obiettivo di questa lobby finanziaria? 

Si sta ripetendo quanto avvenne negli anni '92-94, dopo il famoso meeting sul Britannia, allora ci fu1'a al sistema industriale italiano con l'acquisizione di pezzi d partecipazioni statali e di servi zi pubblici da parte di gruppi finanziari internazionali con teste di ponte in Italia. Oggi questo attacco si è esteso al sistema bancario. E in quest'ottica Fazio è visto come un ostacolo di cui sbarazzarsi. Intanto però si esalta il risultato raggiunto con Unicredit. Ma si dimentica che quell'operazione, che ha fatto assumere a quattro gruppi italiani una posizione più competitiva, è stata realizzata grazie all'azione sapiente del governatore.

31 agosto 2005 - Mauzio Eufemi: "Azionariato Banca d'Italia a Tesoro è pura follia"

Roma, 31 ago. (Apcom) - Riformare la Banca d'Italia a partire dal suo azionariato, con il Tesoro che ne rileva le quote "è follia pura e un ritorno indietro: nel 1982-83 è stato già compiuto il divorzio Tesoro-Banca d'Italia e fare una cosa del genere adesso significherebbe tornare indietro di 20 anni. Mi auguro che Siniscalco non pensi davvero ad una follia del genere". Lo afferma il senatore Udc, Maurizio Eufemi, sottolineando che "l'autonomia della Banca d'Italia va salvaguardata e lo si deve fare attraverso un'eventuale riforma effettuata con decisioni ponderate, razionali e meditate, fuori dal furore in atto in questi giorni e tenendo conto dei trattati internazionali di cui facciamo parte".

Secondo il senatore centrista, relatore in Senato al disegno di legge sul risparmio, "non ci sarà nessun emendamento al ddl" su Via Nazionale. "La strada che preferiamo - spiega Eufemi ad Apcom - è quella dell'atto di indirizzo parlamentare, cioè una risoluzione parlamentare delle commissioni, che fissi le linee guida della riforma. Il Parlamento fissa delle linee guida e all'interno di queste la Banca d'Italia fa un processo di autoriforma del proprio capitale, tenendo conto dei vincoli che ci sono rispetto al capitale stesso".

Al momento comunque, riferisce Eufemi, "non è arrivata nessuna indicazione dal governo e non c'è stato nessun contatto. Dobbiamo aspettare il Consiglio dei ministri del 2 settembre per capire cosa intendono fare. La mia idea - osserva - è che non si faccia nulla, a me, infatti, non risulta che il Governatore si dimetta: è in corso una forte campagna mediatica su questo, ma è una cosa folle. Sono tutte chiacchiere agostane che non stanno né in cielo né in terra e che saranno presto dimenticate. Quello che conta sono i passaggi formali e sostanziali: Primo il Cicr con la relazione esauriente ed esaustiva di Fazio, poi la sentenza del Tar e il Consiglio dei ministri".

Secondo Eufemi, infine, è assurda anche l'ipotesi di anticipare la ripresa dei lavori di palazzo Madama. "Non c'è stata l'invasione della Cecoslovacchia - ironizza - in quel caso, nel 1968, mi pare che il Parlamento sia stato convocato in via straordinaria". Gab

26 Agosto 2005 "Attacchi khomeinisti contro l'integrità del,Governatore" 

(L'Unità) - Antonio Fazio deve dimettersi?   

"Noooo,e perché mai? Sono confortato dal giudizio di Andreotti: c'è un attacco ad una persona integra. L'ho già detto mesi fa: i fatti di questi giorni mi stanno dando ragione". 

II senatore Udc Maurizio Eufemi conosce il governatore da 25 anni ed è pronto a sbarrare la strada a chiunque voglia "farlo fuori". Anche in Senato, dove è relatore della riforma del risparmio che dovrebbe contenere le nuove norme su mandato, collegiaiità e competenze in Via Nazionale, Ma per Eufemi nel testo non entrerà nulla di tutto questo: sarà Via Nazionale a pensarci. 

"Al consiglio dei ministri (non al Cicr, dove l'Udc è assente) il governo deciderà se intervenire. A quel punto valuteremo". 

Sul risparmio 

"preferisco inserire nuove norme sulle stock options, per evitare casi come la Bnl in cui i manager si sono arricchiti con le Opa, o i prospetti obbligatori per tutti i prodotti. Bankitalia è un'altra storia". 

C'è qualcuno che vuole far fuori Fazio? 

"Ci sono molti che vogliono demolire, non riformare, che hanno un atteggiamento Khomeinista, come quello di Enrico Letta. O persone tipo Giavazzi...Guardi, io mi attengo alla sentenza del Tar che ha dato ragione alla Banca d'Italia, anche se non è stata tenuta in nessun conto dai grandi giomali cosiddetti di opinione. Giornali che evidentemente sono condizionati". 

E le telefonate della moglie ? 

"Lei legittima le intercettazioni allora?".

È un fatto che quel dialoghi sono avvenuti... 

"Ma non hanno avuto nessun riflesso sulle decisioni e sul rispetto delle regole".

Come mai Bankitalia prima ha dato l'ok a Lodi e solo dopo lo stop della Consob é intervenuta? 

"Ripeto, io sto fermo alla sentenza del Tar".

Il Parlamento riformerà Bankitalla? 

"No, no. Io sono per l'autoriforma. Al massimo le Camere voteranno un buon atto d'indirizzo che farà da base all'autoriforma svincolata dalle vicende di questi giorni. Solo un atto d'indirizzo, come si è fatto a fine anni `80 per la privatizzazione di, Mediobanca. Anche perché i problemi sono complessi".

Come quello della collegialità? 

"Collegialità? Solo se si vuole assimilare alle altre Authority. Ma Bankitalia non è una semplice Autorità come Consob e Antitrust, non fosse altro che per la sua storia".

 ' b. di g.

3 agosto 2005 - intervista a MAURIZIO EUFEMI (UDC) «PIÙ AUTONOMIA COL MANDATO A VIT

(Il Giornale di Bergamo ). Fazio non deve dimettersi perché se ci sono stati dei comportamenti illeciti sarà la magistratura ad accertarli. Non si colpiscono le persone con lo strumento mediatico e la strada da perseguire è quella delle riforma del risparmio calendarizzata per il 14 settembre al Senato». 

Il senatore Maurizio Eufemi (Udc) è tra i «fedelissimi » che hanno sempre sostenuto Fazio. E lo fa anche in questa intervista. 

Lei è uno dei firmatari della lettera che sessanta parlamentari della Cdl hanno inviato a Ciampi sull’autonomia di Bankitalia proprio dopo la bufera che si è abbattuta su Palazzo Koch. Cosa vi prefiggete? 

«È evidente, vogliamo richiamare il Capo dello Stato, che è anche presidente del Csm, su una vicenda inquietante come quella delle intercettazioni telefoniche. Anche l’attacco al Governatore andava segnalato alla più alta carica della Repubblica». 

Quindi Fazio non deve dimettersi? 

«No, perché non c’entra nulla rispetto a vicende che toccano altri soggetti». 

Cioè? «Se ci sono stati comportamenti illeciti li accerterà la magistratura ma non è con lo strumento mediatico che si possono colpire le persone». 

Qual’è la sua posizione, visto che se ne parla molto, di un mandato a termine per il numero uno di Via Nazionale? È il problema centrale o un falso problema? 

«È un falso problema, perché era già stato posto durante l’esame della legge sul risparmio alla Camera dove il testo era stato "depurato" da questa eventualità. Lo stesso ministro dell’Economia aveva detto che non era il momento per porre questo tema. Io ritengo che chi ritira fuori questo argomento è perché vuole intralciare i lavori parlamentari, portati avanti con grande efficacia dal Senato e che hanno consentito di aver già approvato la riforma in commissione e di averla calendarizzata per il 14 settembre in Aula al Senato ». 

È una riforma attesa da tempo... 

«La riforma contiene moltissimi interventi legislativi, molto forti in difesa del risparmio e dei risparmiatori e sarebbe veramente un’occasione sprecata non portarla avanti». 

E se fosse Bankitalia ad autoriformarsi? Un percorso auspicato da più parti. Anche da lei? 

«Quella è un’altra strada. Credo che il giorno dopo aver approvato questa riforma del risparmio, se la Banca d’Italia procedesse in quella direzione, sarebbe certamente auspicabile lasciare allo stesso soggetto la possibilità di disciplinare meglio le sue materie. Questo perché non c’è soltanto il problema del Governatore ma anche quello della durata del suo mandato. Attenzione: quando è stato introdotto il mandato a vita lo si è fatto proprio a garanzia dell’istituzione, per evitare condizionamenti da parte del potere politico. È una funzione che è stata sempre esercitata con grande correttezza. C’è poi da considerare che in questi anni il mondo bancario ha registrato grandi processi di aggregazione e accorpamenti. Ciò ha portato ad un maggiore rilievo delle partecipazioni in alcuni soggetti». 

Sui mercati internazionali e dentro le istituzioni economiche europee non rischiamo di perdere immagine e credibilità con questa vicenda delle intercettazioni? 

«Certo può determinare degli effetti ma semmai si ritorce contro chi non ha ben esercitato i controlli che avrebbe dovuto esercitare. Prima dobbiamo chiarirci come e perché sono state diffuse queste intercettazioni. Sono nel dominio di qualche soggetto che ha voluto interferire e che ha voluto condizionare una serie di vicende. Io prima mi farei questa domanda. In ogni caso la credibilità sui mercati la si conquista con le regole e con leggi che siamo in grado di darci». 

D. V. N Maurizio Eufemi La replica delle compagnie: forniremo i dati richiesti, ma le intercettazioni avvengono su richiesta della magistratura 

BANCHE NEL MIRINO la politica L’ECO DI BERGAMO MERCOLEDÌ 3 AGOSTO 2005 3

4 agosto 2005 - Concludiamo l'inchiesta "Un giorno in Parlamento", con gli eletti nel nostro collegio. Dopo il deputato Enrico Buemi (21 luglio) ed il senatore Giuseppe Vallone (28 luglio) tocca ora al senatore Maurizio Eufemi.

("La Nuova" di Settimo Torinese) Roma - "Sapete, ragazzi, quella in cui siamo è la sala del Governo, che ospita le riunioni dell'esecutivo, quando sono in corso le votazioni di leggi importanti ed il Consiglio dei Ministri non ha il tempo di trasferirsi a Palazzo Chigi": 

seduto nell'elegante sala di PalazzoMadama, a discorrere è il senatore della Repubblica Maurizio Eufemi, 57 anni, vice presidente vicario del gruppo dell'Udc, eletto nel collegio senatoriale di Settimo, San Mauro e Chieri. Laureato in Scienze Politiche, il senatore Eufemi è autore di numerosi saggi di politica economica. Segretario generale del gruppo dei deputati dell'Unione dei Democratici Cristiani, il senatore racconta una sua giornata a Palazzo Madama: 

"La mattina inizia presto. Dopo una breve sosta alla bouvette, per una veloce colazione, prende il via il lavoro in aula e nelle diverse Commissioni. Normalmente proseguiamo fino alle 13, riprendendo poi, dopo un'ora di pausa. Di solito proseguiamo ad analizzare i diversi provvedimenti fino alle 19. Capita però di proseguire anche in sessioni di lavoro notturne, per esempio durante la discussione della legge finanziaria".

Il senatore dell'Udc fa da Cicerone all'interno del palazzo. Per tanti anni ha lavorato nell'altro ramo del Parlamento, a Montecitorio, come funzionario del gruppo Dc: 

"Con i deputati scherzavo: "Guardate che sono l'unico tra voi sicuro di rimanere, anche nella prossima legislatura perché io qui ci lavoro"". 

Proseguiamo la nostra visita a Palazzo Madama: 

"Venite, vi porto a vedere la bouvette, che si trova all'interno di una stupenda sala. Si beve, tra l'altro, un ottimo caffè". 

Il senatore Eufemi è membro della sesta Commissione permanente sulle Finanze ed il Tesoro; della Commissione di vigilanza sull'istituto di emissione; della Commissione d'inchiesta sull'affare Telekom-Serbia e della Commissione che si occupa dell'occultamento dei fascicoli sui crimini nazisti: 

"Il lavoro nelleCommissioni occupa una parte importante della giornata". 

Facciamo poi visita al suo ufficio personale a Palazzo Madama: 

"Guardate, quella colonna di volumi è solo parte del materiale che ho dovuto analizzare per discutere della legge finanziaria e la nuovalegge per la tutela dei risparmiatori, di cui sono relatore". 

Il senatore prende in mano un libro con una copertina blu ed un'immagine di Palazzo Madama: 

"Questo è il mio ultimo libro. Si intitola "Dal Parlamento al quotidiano" e contiene i miei interventi al Senato dal Giugno 2001 al Giugno 2004. La scrivania è ingombra di libri, fascicoli e dossier. Ad una parete dell'ufficio è appeso un ingrandimento, inquadrato, di un appunto scritto a mano nel 1921 da don Luigi Sturzo, il fondatore del Partito Popolare. Questo il contenuto: "Difetti del gruppo: 1)Assenze; 2) Gelosie fra i deputati; 3) Poco studio dei problemi nazionali e statale; 4) Poco affiatamento; 5) Poca frequenza alle riunioni del gruppo; 6) Migliore distribuzione per Commissione e Regione". 

Il senatore Eufemi è assorto, di fronte all'appunto inquadrato, e sospira: 

"Quanto sono ancora attuali quelle parole"

Il parlamentare Udc della nostra zona parla poi del suo rapporto con il collegio di Settimo, San Mauro e Chieri: 

"Ultimamente ho discusso in aula una mia interrogazione sulla situazione della multinazionale Embraco di Riva presso Chieri. Proprio in quella seduta, alle tribune del pubblico c'era una famiglia di Chieri, che poi è venuta a complimentarsi con me. Tengo molto al rapporto con il territorio. Ho una stretta collaborazione con le Amministrazioni comunali, da San Mauro a Gassino ed a Castiglione". 

Il senatore Eufemi può es sere definito una "stakanovista" di Palazzo Madama: "Sono tra i deputati che ha il maggior numero di presenze in aula. La mia percentuale di presenza è del 97 per cento".

28 luglio 2005 - Dichiarazione del sen. Eufemi sulla vicenda Fazio

EUFEMI (UDC): QUESTIONE MANDATO GOVERNATORE E' CHIUSA _"Non ha attinenza con i problemi dei risparmiatori"

Roma, 28 lug. (Apcom) - Nessun nuovo 'blitz' per il Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, nel disegno di legge sul risparmio ancora in discussione in Parlamento. Il relatore al provvedimento a palazzo Madama, Maurizio Eufemi (Udc), smentisce l'ipotesi di reintroduzione del mandato a termine del Governatore nel testo del ddl, il cui esame prenderà il via tra oggi e domani nell'Aula del Senato.

"Non credo, e mi auguro di no - afferma il senatore centrista - nessuno della maggioranza mi ha fatto intendere una cosa del genere. E io sono nettamente contrario". Secondo Eufemi, infatti, la questione del mandato del Governatore "non ha nessuna attinenza con la questione del risparmio. La Camera - sottolinea - ha perso troppo tempo su questa questione. Se non avessero perso tutto quel tempo a quest'ora la riforma sarebbe stata già operativa. Noi, invece, nelle commissioni del Senato abbiamo badato ai contenuti e in 3 mesi abbiamo licenziato il provvedimento per l'Aula".

Solo alla scadenza della presentazione degli emendamenti, che è stata posticipata dal 28 luglio all'8 settembre, si avrà la certezza, però, che la partita sul Governatore di Via Nazionale, almeno per quanto riguarda il ddl risparmio, si sia definitivamente conclusa. L'obiettivo di palazzo Madama è quello di licenziare il provvedimento entro settembre per consentire la terza lettura a Montecitorio prima dell'avvio della sessione di bilancio. Gab

27 luglio 2005 - Dichiarazioni del sen. Eufemi riportate dalle Agenzie

APPROVATA RISOLUZIONE SUL DPEF

(Astro9colonne) - Roma, 27 lug - Il Senato ha approvato stamani la risoluzione della maggioranza sul Dpef proposta tra gli altri dal senatore di Fi Renato Schifani. Precedentemente era stato approvato un emendamento proposto dal senatore dell'Udc Maurizio Eufemi che ha precisato come "la sua proposta trovi fondamento nel parere approvato dalla Commissione finanze che ha sollecitato un intervento nella liberalizzazione dei servizi pubblici locali e delle utilities, attraverso strumenti normativi idonei affinché l'apertura al mercato risulti adeguata a garantire e tutelare la parità di condizioni normative e contrattuali fra gli operatori del settore".

DPEF: SI' AULA SENATO A RISOLUZIONE MAGGIORANZA 

(AGI) - Roma, 26 lug. - Si' dall'Aula di palazzo Madama alla risoluzione di maggioranza. E' stato inoltre approvato un emendamento del vicepresidente vicario dell'Udc in Senato, Maurizio Eufemi, che sottolinea l'obiettivo di "realizzare i progetti di liberalizzazione nel settore dei servizi pubblici locali e delle utilities, con l'adozione di tutti gli strumenti normativi idonei affinche' l'apertura al mercato risulti ampiamente garantita e sia tutelata la parita' di condizioni normative e contrattuali tra gli operatori di tali settori".

(ECO) Dpef: via libera Senato a risoluzione di maggioranza (RCO)

Approvato emendamento su liberalizzazione servizi locali

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 27 lug - Via libera dell'Aula del Senato alla risoluzione di maggioranza sul Dpef. L'Assemblea di Palazzo Madama ha approvato anche un emendamento alla risoluzione del vice presidente vicario dell'Udc in Senato, Maurizio Eufemi, che aggiunge l'obiettivo di "realizzare i progetti di liberalizzazione nel settore dei servizi pubblici locali e delle utilities, con l'adozione di tutti gli strumenti normativi idonei affinche' l'apertura al mercato risulti ampiamente garantita e sia tutelata la parita' di condizioni normative e contrattuali tra gli operatori di tali settori".

27 luglio 2005- -Dichiarazioni del sen. Eufemi sul governatore Banca d'Italia : 

EUFEMI, SU DDL RISPARMIO NON CAMBIA NULLA IL RELATORE, MANDATO A TERMINE NON ENTRERA' NEL TESTO 

(ANSA) - ROMA, 27 LUG - ''Come la sinistra non ha mai cambiato idea sul mandato a termine del Governatore, cosi' anche noi non cambiamo linea e restiamo contrari''. Cosi' Maurizio Eufemi (Udc), relatore al ddl risparmio che domani andra' in aula al Senato, risponde alle richieste di Bersani di inserire nel testo il mandato a termine del governatore e la modifica dei poteri antitrust di Bankitalia. ''La sinistra ha sempre chiesto queste cose - ha detto Eufemi parlando con un cronista - e ritengo che gli emendamenti li avrebbero presentati comunque. Pero' anche noi restiamo sulla nostra linea e non ci facciamo influenzare da fatti contingenti''. ''Oltretutto - ha aggiunto il relatore - sarebbe una evidente strumentalizzazione di una vicenda oscura su cui si dovrebbe avere un minimo di cautela, evitando giudizi affrettati''. ''Quando si fa una legge - ha proseguito il senatore dell'Udc - si ragiona a un impianto coerente in se' e non ci si fa influenzare da elementi esterni: sarebbe un gravissimo errore. Questa e' una riforma di sistema, e va epurata da tutte le vicende contingenti. Noi andiamo avanti tranquilli, senza condizionamenti. Se facessimo diversamente significherebbe far vincere e dare soddisfazione a chi vuole invece condizionare il Parlamento''. ''La nostra posizione e' lineare - ha insistito Eufemi - come non avevamo atteggiamenti da tifoso, ma da valutatore corretto, cosi' mi auguro che il contingente non influenzi il Parlamento. Oltretutto si tratta di vicende lunghe, non concluse, che potrebbero potrebbero causare gravi errori di prospettiva''. ''Abbiamo fatto un lavoro serio, approfondito - ha concluso Eufemi - su molti punti c'e' l' unanimita' di consenso; direi che sul 90& del testo c'e' accordo. Sul resto e' scontato che ci siano pareri diversi, ma ritengo che sia su punti piu' di vetrina per l'esterno che non di sostanza''. (ANSA).

BUFERA SU FAZIO,MA INTERCETTAZIONI DIVIDONO/ANSA RUTELLI, A RISCHIO AUTOREVOLEZZA ARBITRO; BONDI, TROPPI VELENI

 (di Giovanni Graziani) (ANSA) - ROMA, 27 LUG - La vicenda Antonveneta alza intorno ad Antonio Fazio un vortice di polemiche che va al di la' dello stesso ruolo che sarebbe stato giocato dal governatore della Banca d'Italia nella vicenda della scalata alla banca padovana. Se le telefonate intercettate del governatore danno motivo di critica a diversi politici, e' il fatto che le intercettazioni, siano diventate di dominio pubblico a sollevare perplessita', quando non critiche esplicite. La coincidenza fra queste polemiche e l'esame al Senato del disegno di legge sul risparmio da' poi l'occasione ai Ds per tornare a mettere sul tavolo la questione del mandato a termine per governatore e l'eventuale passaggio di alcuni dei poteri di controllo della Banca d'Italia all'autorita' antitrust e alla Consob. Le voci critiche verso il governatore vengono prevalentemente dall'opposizione. Esplicitamente critico e' il presidente della Margherita Francesco Rutelli, che paragona Fazio ad un arbitro che, a un certo punto della partita, si mette a giocare per una delle squadre in campo. Ma, al di la' della metafora calcistica, Rutelli insiste su un punto: bisogna introdurre il mandato a termine per il governatore; e se questo non sara' fatto subito, sara' fatto nella prossima legislatura, quando il centro sinistra conta di essere maggioranza. La questione del mandato sara' sollevata subito, come conferma per i Ds Pierluigi Bersani, annunciando la presentazione di emendamenti al disegno di legge sul risparmio che va in discussione al Senato. Pur se questi emendamenti sembrano destinati alla bocciatura, (ne e' certo il relatore Maurizio Eufemi, dell'Udc), i Ds reclamano comunque, con il il segretario, Piero Fassino, ''una radicale svolta nelle modalita' che regolano la vigilanza sul sistema bancario'', e sono convinti che cio' passi attraverso il mandato a termine del governatore, l'attribuzione all' antitrust della vigilanza sulla concorrenza bancaria, e il rafforzamento dei poteri ispettivi della Consob. Se nell'opposizione prevalgono le critiche a Fazio (il verde Pecoraro Scanio parla di ''vicenda inquietante'', e Pino Sgobio, del Pdci, evoca le dimissioni di cui altri esponenti del centro sinistra evitano di parlare), qualche giudizio perplesso emerge anche nella Cdl. Come quello di Marco Follini. Il segretario dell'Udc avverte infatti che una cosa e' ''l'autonomia'' della Banca d'Italia che va difesa, e altra ''l'autoreferenzialita'''. Ma da questa vicenda nasce anche un altro fronte polemico: il fatto che le intercettazioni con le conversazioni di Fazio siano diventate di dominio pubblico, e' motivo di critica da parte di esponenti sia di maggioranza che di opposizione. Cosi' il segretario del Prc Fausto Bertinotti, che pure ribadisce una serie di critiche alle scelte del governatore (ad esempio, nella vicenda Bnl), esprime forti perplessita' sulla divulgazione delle telefonate, definendo ''una malattia del sistema'' le intercettazioni, e dicendo che il nodo della Banca d'Italia va sciolto in Parlamento e non con ''azioni corsare''. Anche il presidente dello Sdi Enrico Boselli vede nella diffusione delle intercettazioni il pericolo di alimentare ''processi in piazza'' contro Fazio. Il problema delle intercettazioni e' sollevato anche da esponenti di Forza Italia: il coordinatore Sandro Bondi vede in questa storia ''troppi veleni e troppe cose non chiare''; mentre il suo vice Fabrizio Cicchitto e' esplicito nel criticare la magistratura ''interventista'', la cui azione, assieme alla divulgazione delle intercettazioni, decide l'esito della lotta per il controllo dell'Antonveneta. Cosa che Cicchitto contrappone alle ''protezioni politiche'' che l'Unipol avrebbe avuto nella vicenda Bnl.

19 luglio 2005  Dichiarazioni del sen. Eufemi riportate dalle Agenzie

GIUSTIZIA: EUFEMI (UDC), SOLIDALE CON PERA CONTRO MANCINO HA USATO UN ESPEDIENTE PER PORRE QUESTIONI IMPROPRIE 

(ANSA) - ROMA, 19 lug - ''Nicola Mancino ha utilizzato un espediente per porre questioni improprie''. Con queste parole Marizio Eufemi (Udc) e' intervenuto stamane in Aula per criticare l'ex presidente del Senato che aveva chiesto un dibattito parlamentare sul Csm e sugli attacchi di Pera all'organo di autogoverno della magistratura. Eufemi ha espresso tutta la sua solidarieta' a Pera sottolineando che le cose da lui dette ''sono largamente condivise all'interno e all'esterno dell'assemblea''. Sempre secondo Eufemi, l'esponente della Margherita avrebbe sbagliato perche' compete alla conferenza dei capigruppo stabilire gli ordini del giorno dell'Aula, compreso un dibattito sul Csm. (ANSA).

Apc-GIUSTIZIA/ EUFEMI (UDC): DA PERA PAROLE LARGAMENTE CONDIVISE _"Mancino usa espedienti per criticarlo"

Roma, 19 lug. (Apcom) - Il presidente del Senato, Marcello Pera, ha detto sul Csm "parole largamente condivise" dentro e fuori dall'Aula. E Nicola Mancino "ha usato impropriamente lo strumento del richiamo all'ordine dei lavori per intervenire su temi estranei al calendario". E' quanto sottolinea il senatore dell'Udc, Maurizio Eufemi, che esprime così "piena solidarietà" alla seconda carica dello Stato e allo stesso tempo critica l'intervento fatto in Aula dall'esponente dielle. "La questione - afferma l'esponente centrista - è molto seria e doveva essere posta in conferenza dei capigruppo".

CSM: EUFEMI ESPRIME SOLIDARIETA' A PERA,MANCINO USA ESPEDIENTI 

(AGI) - Roma, 19 lug. - "Tutta la mia solidarieta' al Presidente del Senato, Marcello Pera. Nicola Mancino ha utilizzato uno strumento improprio per un richiamo al regolamento su una questione che andava affrontata nella Conferenza dei capigruppo. Un uomo esperto come Nicola Mancino ricorre a simili espedienti per porre questioni improprie. Le cose che ha detto Pera sono largamente condivise all'interno e all'esterno di quest'aula". Lo ha detto il vicepresidente dei senatori dellUDC Maurizio Eufemi replicando alle parole dell'ex presidente del Senato, Nicola Mancino, nei confronti di Marcello Pera. (AGI)

SENATO, IN ESAME IL DDL SULLA FUNZIONALITA' DELLA P.A.

(Astro9colonne) - Roma, 19 lug - Il ddl numero 115, recante disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità della Pubblica Amministrazione, in discussione oggi a Palazzo Madama, è stato definito una sorta di "omnibus estivo" dal senatore Maurizio Eufemi dell'Udc, che ha espresso la soddisfazione del suo gruppo "per la sensibilità del Governo, e soprattutto del sottosegretario Letta, riguardo ai problemi dell'università di Urbino, che consente di difendere concretamente la storia e l'autonomia di questa istituzione". La senatrice diessina, Rosa Stanisci, dopo aver espresso la contrarietà del suo gruppo al decreto in esame, ha constatato con preoccupazione che "mentre il governo emana decreti omnibus, i parlamentari eletti con il voto dei cittadini, di cui sono diretti rappresentanti, subiscono una forte limitazione dell'esercizio del proprio mandato". Con il suo intervento la senatrice ha voluto porre la questione che si è venuta a creare in alcuni Comuni all'indomani del voto di aprile, che oggi rischiano la paralisi amministrativa conseguentemente ad una carnza normativa "su cui è urgente intervenire per sanare le anomalie". Durante la discussione è intervenuto anche Alessandro Sambin, senatore di Fi, sottolineando come nel ddl non siano stati presi in considerazione alcuni "importanti settori di cui una proroga sarebbe oltremodo auspicabile"; Sambin si è riferito "soprattutto al settore delle imprese turistico-balneari italiane".

CSM. EUFEMI (UDC): SOLIDARIETA' A PERA CONTRO ESPEDIENTI MANCINO =

(DIRE) - ROMA- "Nicola Mancino ha utilizzato uno strumento improprio per un richiamo al regolamento su una questione che andava affrontata nella conferenza dei Capigruppo". Il vicepresidente dei senatori dell'Udc, Maurizio Eufemi, esprime "solidarieta' al presidente del Senato, Marcello Pera" dopo l'intervento in aula di Nicola Mancino che ha chiesto un dibattito parlamentare sulle dichirazioni rese ieri da Pera contro il Csm e piu' in generale sui conflitti tra poteri costituzionali. "Un uomo esperto come Nicola Mancino- ha detto ancora Eufemi- ricorre a simili espedienti per porre questioni improprie. Le cose che ha detto Pera sono largamente condivise all'interno e all'esterno di quest'aula".

29 Giugno 2005 Il Sole 24 ore  Cambiate le norme su banca-impresa e muraglie cinesi Il Senato dà più poteri a Fazio

ROMA Più poteri alla Banca d'Italia. Spetterà a via Nazionale stabilire le regole in caso di conflitti di interessi tra banche e imprese. E sarà sempre la Banca d'Italia, d'intesa con la Consob (e non viceversa, come era previsto nel testo approvato alla Camera), a decidere sulle cosiddette muraglie cinesi, cioè sulla divisione, anche societaria, della prestazione dei servizi di investimento all'interno degli istituti di credito. Partito più di un anno fa, sotto la spinta degli scandali Cirio e Parmalat, con l'intenzione di inserire il mandato a termine del Governatore e stabilire il passaggio della concorrenza bancaria all'Antitrust, il disegno di legge a tutela del risparmio sta, in molti casi, rafforzando le competenze della Banca d'Italia. Un approccio che preoccupa l'opposizione: "Notiamo la tendenza a limitare il ruolo della Consob anche su argomenti di sua competenza", dice Giancarlo Pasquini, Ds, riferendosi in particolare all'articol0 10 sulle muraglie cinesi. 

Del resto, è proprio al Senato che è più nutrita la schiera dei fedelissimi di Antonio Fazio, dal relatore Maurizio Eufemi, Udc, a Ivo Tarolli, Udc, Luigi Grillo, Forza Italia, Riccardo Pedrizzi, An. Le commissioni Finanze e Industria stanno procedendo rapidamente, raccogliendo l'invito arrivato ieri dal ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, che ha sollecitato un'accelerazione del disegno di legge. Ieri sono stati votati gli emendamenti fino all'articolo 13 compreso. Il 14, sui depositi dormienti, è stato accantonato: si sta tentando un accordo con l'opposizione per definire la destinazione delle somme recuperate (si pensa al ripianamento del deficit pubblico e al finanziamento del fondo di garanzia a tutela dei risparmiatori). L'articolo 7, che riguarda le operazioni per parti correlate, è stato soppresso, dal momento che sull'argomento era già intervenuta la riforma Vietti sul diritto societario. 

Sull'art. 8, che riguarda i conflitti di interessi tra banche e imprese, non c'è più la soglia stabilita per legge: sarà la Banca d'Italia, in conformità alle deliberazioni del Cicr, a stabilire a quali condizioni i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione direzione e controllo presso una banca possono accedere al credito, in base a una serie di criteri che riguardano il patrimonio della banca e l'entità della partecipazione detenuta. 

L'opposizione si è astenuta perché d'accordo sui contenuti, ma contraria al riferimento al Cicr, di cui vorrebbe l'abolizione. "È un modo per rendere più elastico il sistema", dice Pedrizzi, presidente della commissione Finanze. Il centro-sinistra ha votato contro l'emendamento all'art. 10 sulle muraglie cinesi, e anche alla soppressione dell'art. 7. È stato accantonato anche 1'articolo 11 che riguarda le regole sulla circolazione degli strumenti finanziari.

23 giugno 2005 (ANSA) - DDL RISPARMIO E FONDAZIONI BANCARIE - LA CORREZIONE NON E' CONTRO MPS

''L'emendamento non e' contro qualcuno, questa sarebbe un'interpretazione sbagliata - risponde Eufemi alla domanda se la correzione e' mirata contro Mps - non facciamo le cose legate all'attualita' ma solo in un'ottica di correzione del sistema e di garantire una maggiore contendibilita' delle banche. Riteniamo di esserci mossi nella direzione di una apertura del sistema e di una liberalizzazione, sulla scia della riforma Amato. Non e' che quando le riforme le fa Amato vanno bene e quando le fa qualcun altro no. Con l'emendamento non sono toccati diritti costituzionali, non ci saranno espropri, ma solo limiti al diritto di voto. Va pero' consentita una liberalizzazione, separando le fondazioni dalle banche. In molti casi il loro controllo azionario e' calato, ma in altri casi non a sufficienza''. La riforma guarda semmai, aggiunge Eufemi, la scadenza della norma ''sulla neutralita' fiscale per le operazioni di cessione delle partecipazioni di controllo delle Fondazioni nelle banche, fissata al 31 dicembre 2005. Per quella data si dovra' comunque intervenire: perche' le fondazioni non hanno utilizzato questo periodo per un alleggerimento delle posizioni di controllo?''. ''La maggioranza e' stata compatta nel voto all'emendamento - conclude Eufemi - mentre l'opposizione ha votato contro, ma con un paio di astensioni fra le fila dei Ds, dei senatori La Torre e Bonavita''. L'esame del disegno di legge riprendera' martedi' prossimo nelle commissioni Finanze e Industria del Senato. (ANSA).

23 giugno 2005 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - DDL RISPARMIO E FONDAZIONI BANCARIE - I RILIEVI DELL'OPPOSIZIONE

 A lasciare perplessi i senatori dell'opposizione, secondo Eufemi, e' stato i collegamento tra i fatti di attualita' del 'risiko bancario' e i tempi della riforma. Un'accusa respinta dal vice presidente del gruppo Udc in Senato, il quale fa notare che "i tempi non sono assolutamente coincidenti e, quindi, non incidono sulle vicende in atto. I tempi di questa riforma sono diversi, non sappiamo quando verra' approvata definitivamente e quando diventera' operativa". In ogni caso la norma sulla neutralita' fiscale per le operazioni di cessione delle partecipazioni di controllo delle Fondazioni nelle banche scade il 31 dicembre 2005 "e per quella data si dovra' comunque intervenire. Lascia perplessi che le Fondazioni non l'abbiano utilizzata fino a questo momento per un alleggerimento delle posizioni di controllo. Il processo graduale di uscita o riduzione delle partecipazioni delle Fondazioni bancarie negli istituti di credito - ricorda Eufemi - era previsto d'altronde dalle leggi Amato e Ciampi. Invece, ancora oggi in alcune Fondazioni si registra un controllo marcato rispetto all'azienda bancaria. Siamo soddisfatti - ha concluso Eufemi - la maggioranza si e' ritrovata completamente compatta su questa posizione e abbiamo rigettato i rilievi della sinistra e la questione di costituzionalita': non vengono infatti toccati i diritti patrimoniali ma solo il diritto di voto, non c'e' quindi nessun esproprio". Le votazioni sugli emendamenti riprenderanno martedi' prossimo e il relatore ribadisce l'intenzione di "rispettare l'obiettivo di approvare il testo in Aula al Senato entro luglio".

23 giugno 2005 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - DDL RISPARMIO E FONDAZIONI BANCARIE

"A partire dal primo gennaio 2006 - recita la norma approvata nel Ddl risparmio - la Fondazione non puo' esercitare il diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie" delle banche "per le azioni eccedenti il trenta per cento del capitale rappresentato da azioni aventi diritto di voto nelle medesime assemblee". Con questa norma viene sostituito il potere di intervento della Banca d'Italia che, in base alla legge oggi in vigore, una volta scaduto il termine del 31 dicembre 2005 per la cessione delle partecipazioni bancarie di controllo da parte delle Fondazioni, qualora non cedute, "provvede, sentita la fondazione ed anche mediante un apposito commissario" alla dismissione stessa "nella misura idonea a determinare la perdita del controllo e nei tempi ritenuti opportuni in relazione alle condizioni di mercato ed all'esigenza di salvaguardare il valore del patrimonio". Soddisfatto il senatore Eufemi per l'approvazione di "una norma molto importante che va nella direzione di una maggiore contendibilita' delle imprese bancarie, consentendo quell'apertura che, a parole viene professata anche da esponenti riformisti della sinistra, ma che poi viene sconfessata nei fatti con un atteggiamento incomprensibile". Nella riunione delle commissioni, infatti, sull'emendamento si e' registrato il voto negativo dell'opposizione, fatta eccezione per alcune astensioni, in particolare, tra le file dei senatori Ds.

14 giugno 2005 ANSA - PROCREAZIONE: EUFEMI (UDC), E'ORA DI MIGLIORARE LEGGE ABORTO HA 30 ANNI, VOGLIAMO CONOSCERE I RISULTATI DELL'APPLICAZIONE 

 ''L'uso e l'abuso dell'istituto referendario si e' rovesciato contro gli stessi sostenitori dei una vera e propria industria referendaria portando ad un tale risultato che impedira' ai promotori di questa consultazione di diventare la grande pesca di beneficenza alla quale attingere copiosamente''. Lo afferma in una dichiarazione il senatore Maurizio Eufemi, vicepresidente vicario del gruppo dell'Udc. ''Una minoranza non puo' pretendere - aggiunge Eufemi - di imporre l'agenda dei problemi mascherandoli con rigurgiti di anticlericalismo che credevamo morti e sepolti. 

L'elettorato chiedeva serieta' di argomenti, non testimonial privi di credibilita'. I veri sconfitti sono coloro che hanno politicizzato il referendum sulla fecondazione assistita ed e' davvero sorprendente che oggi chiedano il contrario di quanto avrebbero fatto''. ''Il comitato referendario dopo avere agitato lo spettro della 194 ora pretenda di imporre cio' di cui si possa parlare. 

Sulla legge 194 siamo stati chiari fin dall'inizio della legislatura. Chiediamo di conoscere i risultati dopo 30 anni di applicazione valorizzando la difesa della vita a tutti i livelli. Non c'e' norma di legge che non sia migliorabile. Questa e' appunto la caratteristica della democrazia: la autocorreggibilita' - conclude Eufemi - attraverso la verifica del consenso per rimuovere gli errori''. (ANSA).

9-giugno2005 Il sole 24 ore - Per il Ddl sul risparmio in arrivo 382 emendamenti di maggioranza e opposizione Banche, assicurazioni oltre il 15%

ROMA - È stato l'ultimo emendamento firmato, al limite dello scadere del tempo, mercoledì a mezzogiorno. Come a voler mettere nero su bianco le parole pronunciate dal Governatore il giorno prima, all'assemblea: «Negli assetti proprietari delle banche europee è importante la presenza di investitori istituzionali e di società di assicurazione, che per loro natura hanno orizzonti di investimento di lungo periodo». Da noi la quota di capitale dei primi quattro gruppi bancari posseduta da imprese di assicurazione italiane ed estere, ha spiegato Antonio Fazio, è del 4,4% nei primi dieci gruppi. Meglio intervenire, per favorire questo processo in Italia. E così è arrivato un emendamento al disegno di legge a tutela del risparmio (in totale sono 382) in cui si consente alle imprese di assicurazione di superare il limite attuale del 15% nel capitale di una banca. Una novità importante che, se passasse, inciderebbe sugli sviluppi del risiko bancario. Basti pensare agli obiettivi di crescita di Unipol nel capitale della Banca nazionale del lavoro. 

Uno dei due relatori, Maurizio Eufemi, smentisce qualsiasi collegamento diretto con le vicende bancarie di queste settimane: «È una modifica di prospettiva, tra banche e assicurazioni c'è bisogno di un forte legame anche in vista delle modifiche che accadranno nei prossimi anni nel sistema bancario. Il ministro dell'Economia, nella recente audizione, ha detto che nei prossimi cinque anni ci saranno nuove aggregazioni in Europa, dobbiamo attrezzarci», spiega Eufemi. Che ha firmato da solo un altro emendamento, «per aprire ancora di più le banche al mercato»: si sterilizzano i diritti di voto delle Fondazioni fino al 30 per cento. Le due modifiche, portando la firma dei relatori, salvo colpi di scena dovrebbero essere approvate, sia nelle Commissioni sia in aula. Dopodichè il testo deve ritornare alla Camera per la terza lettura. Il problema riguarda i tempi e l'approvazione stessa del provvedimento. Il ddl è ancora alle Commissioni Industria e Finanze del Senato: dopo il referendum si comincerà la discussione e la votazione degli emendamenti in commissione, per arrivare in aula al Senato ai primi di luglio. Bisognerà vedere se i deputati metteranno il loro timbro senza ulteriori modifiche: se così fosse, il ddl potrebbe anticipare la sessione di bilancio e arrivare in porto in questa legislatura. In caso contrario, è possibile che non ci siano i tempi per il via libera definitivo. 

Tra gli argomenti oggetto di modifiche, l'articolo 1 che riguarda la presenza delle minoranze nei consigli di amministrazione; il superamento delle soglie che limitano i crediti concessi dalle banche a soggetti azionisti degli istituti di credito; la possibilità che la CONSOB, per superare le cosiddette muraglie cinesi, possa imporre la separazione societaria delle attività di servizi di investimento delle banche.

Testata: IL SOLE 24 ORE    Riferimenti: FINANZA E MERCATI FINANZA INTERNAZIONALE - Pag. 30

Autore: Nicoletta Picchio

3-giugno-2005 MF Risparmio, il Senato pronto a restaurare i poteri di Bankitalia

Se il testo del ddl risparmio che emergerà dal Senato sarà quello che risulta leggendo le proposte di modifica dei relatori, Maurizio Eufemi (Udc) e Pietro Semeraro (An), l'istituzione Banca d'Italia alla fine sarà ancora più forte. I relatori del provvedimento, infatti, hanno smontato punto per punto il tentativo fatto dalla Camera di togliere poteri al governatore Antonio Fazio. Un'operazione che porrà problemi di diversità di vedute con l'altro ramo del parlamento, dove il testo dovrà tornare. Per esempio, sui conflitti di interesse relativi alla concessione di credito in favore degli azionisti delle banche, tutto sarà demandato a via Nazionale che deciderà ´in conformità con le deliberazioni del Cicr'. Dunque, sono stati cancellati i limiti che Montecitorio aveva fissato ´per chi detiene direttamente o indirettamente una partecipazione rilevante o comunque il controllo della banca'. Inoltre, continuerà a essere Banca d'Italia, e non la Consob come previsto dalla Camera, a occuparsi dell'emissione dei valori mobiliari. E sulle cosiddette muraglie cinesi per distinguere all'interno delle sedi degli istituti di credito l'attività di banca universale dai servizi di investimento, i relatori hanno chiesto che sia Bankitalia a decidere caso per caso. E in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali delle banche, è stato richiesto di cancellare la norma all'articolo 24, secondo la quale Consob avrebbe potuto eseguire ispezioni presso le sedi degli istituti di credito. Sulla risoluzione delle controversie in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari, la Camera dei deputati aveva conferito all'autorità di Lamberto Cardia la facoltà di proporre al ministro dell'economia i criteri per la risoluzione dei problemi. Ne sarebbe derivato un decreto ministeriale per il varo di una commissione che avrebbe deciso imparzialmente. I relatori del Senato, invece, hanno proposto che sia ´la Banca d'Italia d'intesa con la Consob' a svolgere questo ruolo. Infine, è stata accettata anche la richiesta di Fazio, che in una lettera al Senato aveva chiesto che non gli venisse conferito l'utilizzo della guardia di finanza, previsto invece dal testo della Camera. A Fazio bastano gli ispettori che ha. (riproduzione riservata)

MF - Denaro & Politica Numero 109, pag. 2 del 3/6/2005 Autore: Franco Adriano

3-giugno-2005 MF Arriva la norma Unipol - Secondo i relatori relatori del ddl, le imprese assicuratrici potranno crescere
oltre il 15% nelle banche.

Tra le altre novità il congelamento al 30% del diritto di voto per le fondazioni che possiedono quote di banche eccedenti quella soglia. Deciderà Bankitalia sull'emissione dei valori mobiliari Non c'è dubbio che qualche maligno lo battezzerà emendamento Unipol, ma di certo non servirà soltanto nel caso della possibile crescita dell'impresa assicuratrice in Montepaschi di Siena. L'iniziativa, peraltro, risponde anche a una precisa indicazione del governatore Antonio Fazio all'assemblea della Banca d'Italia. I relatori al ddl risparmio al Senato, Maurizio Eufemi (Udc) e Giuseppe Semeraro (An), stanno lavorando a una modifica al Tuf (Testo unico della finanza) per permettere alle imprese assicuratrici di crescere oltre il limite attualmente previsto del 15%. Ci vorrà comunque l'autorizzazione della Banca d'Italia (a tal proposito verrà adeguata la disciplina dell'articolo 19 del Testo unico bancario sulle autorizzazioni preventive). Non solo. Sempre nella direzione di una maggiore contendibilità delle banche (e anche in questo caso il pensiero potrebbe andare a Montepaschi) i senatori vicini a Fazio, attraverso un emendamento di uno dei due relatori (Eufemi), hanno chiesto che a partire dal 1° gennaio 2006 le fondazioni di origine bancaria che posseggono partecipazioni negli istituti di credito (eccezion fatta per le piccole) non possano più esercitare il diritto di voto in assemblea per le azioni eccedenti il 30% del capitale. Un'ipotesi di sterilizzazione del voto destinata sicuramente a far discutere. Per il resto, su 380 emendamenti depositati ieri in commissione al Senato, quelli dei relatori ammontano a 50. Dieci sono relativi al drafting, ossia a correzioni formali del testo, in relazione a leggi e regolamenti. Un'altra decina di proposte di modifica servirà ad armonizzare le norme con le ultime direttive Ue in tema di società di revisione, come per esempio sulla durata dell'incarico che non potrà essere inferiore a sei anni (l'Ue propone sette), rinnovabile comunque una volta sola. Ma sono molte le questioni che torneranno ancora in discussione. 

A partire dalle competenze in materia di emissione di valori mobiliari. Il testo licenziato dalla Camera attribuiva la funzione alla Consob, i relatori intendono far restare le cose così come sono, ossia mantenere la vigilanza e i poteri autorizzatori in capo alla Banca d'Italia. Come previsto, si affronteranno anche i temi del conflitto banche-imprese, delle stock option (che dovranno essere approvate dall'assemblea dei soci), delle società off shore (verrà fatta una distinzione fra paradisi fiscali in base al grado di collaborazione con le autorità internazionali) e la ridefinizione delle competenze di Isvap, a cui sarà concessa la competenza sui prodotti vita, e Covip cui verrà attribuita la competenza sui fondi pensione. 

Confermata anche l'iniziativa per costituire le sezioni specializzate in reati finanziari nei tribunali e la distinzione in Consob tra il ruolo esercitato nella fase istruttoria e quella sanzionatoria. A proposito di sanzioni, i relatori Eufemi e Semeraro hanno chiesto di appesantire le norme approvate a Montecitorio. Per false comunicazioni sociali (articoli 2621 e 2622 del codice civile) si rischieranno da uno a tre anni nella prima fattispecie (la camera aveva previsto un arresto fino a due anni), mentre nel caso di false comunicazioni relative a società ´che fanno appello al pubblico risparmio' la pena prevista sarà da uno a cinque anni (Montecitorio invece aveva fissato una forbice tra sei mesi e tre anni). Infine, i relatori hanno riscritto le regole anche per i depositi dimenticati nelle banche, introducendo l'obbligo per i depositanti di comunicare alla banca le generalità degli eredi beneficiari. (riproduzione riservata)

MF - Denaro & Politica Numero 108, pag. 2 del 2/6/2005

Eufemi (Udc), Risparmio: possibile ok riforma entro anno 

"Ci sono le condizioni perche' il Parlamento approvi la riforma del risparmio entro la fine dell'anno. Abbiamo sciolto tutti i nodi piu' spinosi, quindi il testo dovrebbe ottenere il consenso necessario per l'approvazione" prima della prossima sessione di bilancio.

E' quanto sostiene Maurizio Eufemi (Udc) interpellato in merito al ddl per la riforma del risparmio sul quale ha presentato due emendamenti. Il primo prevede la possibilita' per le imprese di assicurazione di superare il limite del 15% nel capitale di una banca e l'altro la sterilizzazione del diritto di voto delle Fondazioni, azioniste di banche, al 30%.

In merito al primo emendamento, Eufemi precisa che "non si tratta di una norma proposta perche' abbia un effetto sulle attuali partite del risiko bancario", Bnl e B.Antonveneta. "I tempi parlamentari - spiega Eufemi - sono diversi da quelli in corso" nello scenario bancario italiano. 

L'emendamento concernente la possibilita' per le assicurazioni di aumentare oltre il 15% la propria presenza nel capitale delle banche, ha spiegato Eufemi, accoglie le istanze espresse all'assemblea annuale dal Governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, "ma deve essere letto in un'ottica di lungo periodo".

La proposta - ha proseguito il senatore - nasce dalla "necessita' di pensare a porre le basi perche' le banche abbiano assetti azionari piu' stabili" e non solo soci intenzionati a fare attivita' speculative "o investimenti di breve".

La riforma del risparmio e' ferma all'esame delle Commissioni Industria e Finanze del Senato, mentre la discussione e il voto sugli emendamenti inizieranno subito dopo il referendum del 12 giugno. Il provvedimento dovrebbe arrivare nell'Aula di Palazzo Madama nei primi giorni di luglio.

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